George Bernard Shaw.
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Il maggiore Barbara.
Commedia in tre atti.
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Traduzione di: Antonio Agresti.
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1927. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Per Giovanni Raboni il segreto della grandezza di Shaw  l'arte del paradosso. A chi, se non a un genio del paradosso, poteva venire in mente di mettere al centro di una commedia contro la guerra la figura di un brillante, simpaticissimo, affascinante fabbricante di cannoni? Si deve a questa trovata, a questo guizzo di genialit, se una commedia chiaramente e volutamente didascalica, per non dire propagandistica, come Il maggiore Barbara risulta, quasi incredibilmente intatta nella sua forza di provocazione e di denuncia.
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CENNI SULL'AUTORE.
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George Bernard Shaw (Dublino, 26 luglio 1856. Ayot St. Lawrence, 2 novembre 1950)  stato uno scrittore, drammaturgo, linguista e critico musicale irlandese.
Nel 1925 vinse il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanit, la cui satira stimolante  spesso infusa di una poetica di singolare bellezza. Nel 1939 ricevette l'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film Pigmalione, ispirato alla sua omonima commedia;  stato l'unico ad aver vinto sia il Premio Nobel sia il Premio Oscar fino al 2016.
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PREFAZIONE.
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LEZIONE ELEMENTARE AI MIEI CRITICI.
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Prima di trattare degli aspetti pi profondi di questo lavoro debbo, per l'onore della letteratura inglese, levare una protesta contro un'abitudine antipatriottica invalsa in molti miei critici. Ogni volta che una mia idea li colpisce per il fatto di essere in qualche modo al di sopra della ordinaria comprensione - diciamo - di un fabbriciere di chiesa suburbana, ne concludono che io mi faccio eco delle idee di Schopenhauer, di Nietzsche, di Ibsen, di Strindberg, di Tolstoi o di qualche altro eresiarca dell'Europa orientale o settentrionale.
Non nego che una tale ingenua credenza delle mie virt di poliglotta e della mia erudizione di filosofo non abbia del lusinghiero; ma non posso ammettere che della nostra vita e della nostra letteratura si abbia una opinione tanto meschina da pensare che essa debba ricorrere fuori delle nostre isole per trovare materiale drammatico che esca dal comune e idee che non siano superficiali. Mi permetter quindi di far conoscere ai miei critici alcuni fatti che riguardano la mia presa di contatto con le idee moderne.
Una cinquantina d'anni fa, un romanziere irlandese, Carlo Lever, scrisse un racconto intitolato: Un giorno di cavalcata - (Romanzo di una vita). Fu pubblicato da Carlo Dickens nelle Household Words (Letture familiari), e parve di un sapore tanto strano al gusto dei lettori, che Dickens invit l'autore a tagliar corto. Io ne lessi qualche pagina da ragazzo e ne ebbi una impressione incancellabile. Il protagonista era molto "eroe da romanzo"; voleva vivere eroicamente, cavallerescamente, poderosamente sotto l'influsso di una fantasia alimentata soltanto di romanzi; ma non possedeva n coraggio, n mezzi, n sapere, n ingegno: non possedeva altro che i suoi appetiti fisici. Io ero ancora un ragazzo, eppure nelle sfortunate lotte di quel povero diavolo con la vita reale io ci trovavo un elemento di commozione acuta che mancava nelle solite finzioni romantiche. E quel libro, malgrado il suo primo insuccesso, non  morto: giorni fa ne ho letto il titolo nel catalogo del Tauchnitz.
Orbene; come va che, quando anch'io volgo la mia osservazione alla ironia tragicomica del conflitto fra la vita reale e l'immaginazione romantica, non c' critico che mi faccia derivare dal mio precursore immediato, Carlo Lever, e tutti invece sono convinti che io derivi da un autore norvegese della cui lingua io non conosco tre parole, e del quale nulla seppi se non qualche anno dopo che la concezione shawiana era gi esposta senza equivoci possibili in libri pieni di quello che dieci anni dopo fu battezzato, tanto per dargli un nome, ibsenismo? E non ero ibsenista nemmeno di seconda mano; perch Lever potr aver letto Stendhal, ma certamente non lesse mai Ibsen. Dei libri che gli diedero popolarit, come Charles O' Malley e Harry Lorrequer, io non conosco che i titoli e qualche illustrazione. Ma la storia di quel Potts (che si vantava discendente dai Pozzo di Borgo) mi afferr, mi affascin come una creazione strana e significativa: eppure gi conoscevo bene Alnasciar, Don Chisciotte e Simone Tappertit e molti altri eroi romantici beffati dalla vita. Dalle commedie di Aristofane fino ai racconti di Stevenson,  una beffa ben nota a tutti coloro che hanno una cultura letteraria.
In che consisteva, dunque, la novit del romanzo di Lever? In parte, credo, nella seriet con cui egli trattava il male di Potts. Prima di lui il contrasto fra matto e savio era considerato una cosa da ridere: Hogarth ci fa vedere le brigate di gente chic che vanno a Bedlam a vedere i pazzi per divertimento. Anche a me una volta in un villaggio presentarono un campagnolo idiota come qualcosa di estremamente comico. Sulla scena il matto fu un tempo un tipo comico e Amleto vi pot comparire prima che Shakespeare s'impadronisse di lui. L'originalit, nella concezione dello Shakespeare, consiste in questo, che egli tratt con seriet e simpatia il matto e fece un passo avanti verso l'intuizione orientale del fatto che la pazzia pu occultare una ispirazione, dal momento che chi ha pi cervello degli altri deve per forza apparir loro pazzo al pari di chi ne ha meno. Ma per Pistola e per Parolles, Shakespeare non fece ci che nella letteratura: il ciurmadore da romanzo. E Shakespeare lo dispregia e lo deride senza piet; gli riserva la sorte che ebbe gi in Oriente sotto il nome di Alnasciar e che avr, qualche secolo dopo, sotto il nome di Simone Tappertit. E Cervantes, quando si rabbonisce con Don Chisciotte, e Dickens con Pickwick, non  gi che assumano una posizione imparziale: passano addirittura nel campo opposto: da schernitori che erano dapprincipio, diventano amici ed apologisti.
Nel romanzo di Lever c' un'attitudine di tenerezza per Potts veramente nuova. L'autore non ci fa simpatizzare col suo eroe, non ce lo affeziona come per Don Chisciotte e Pickwick: non gli presta nemmeno il coraggio e l'entusiasmo di Tappertit. E tuttavia non riusciamo a ridere, perch in certo modo riconosciamo in Potts qualcosa di noi stessi. Qualcuno di noi avr,  vero, energia intellettuale, vigore fisico, fortuna, tatto, intelligenza, abilit, cultura quanto occorre per riuscire meglio di lui, per darla ad intendere agli altri come lui non sa, per affascinare Katinka (che gli volta spietatamente le spalle alla fine del racconto). Ma non importa: noi sappiamo che Potts ha una parte immensa nella composizione delle nostre personalit e nella vita; sappiamo che il problema sociale non  cosa da eroi da romanzo del vecchio stampo, ma per tipi come Potts. Per esprimermi con una mia frase antica, si prova una sensazione che n Alnasciar, n Pistola, n Parolles, n Tappertit ci facevano provare - che Potts appartiene alla scienza, alla storia naturale e non al racconto umoristico. L'autore non scaglia sassi contro una creatura di una specie inferiore, ma si confessa; e il sasso, se mai, ci colpisce tutti in pieno nella coscienza, e ne risente amaramente la nostra. Ond' che il Lever, con le sue Household Words non  piaciuto ai lettori.  lo stesso colpo nella stima di se stessi per cui oggi i critici gridano all'ibsenismo. Ed  per questo che io tengo ad assicurarli che si tratta di una sensazione che a me venne per primo da Lever, ed egli l'avr avuta da Beyle o almeno dall'atmosfera stendhaliana. Escludo l'ipotesi di una originalit assoluta in Lever; non  possibile che un uomo riesca assolutamente originale, come non  possibile che dall'aria nasca un albero.
Altro errore circa la mia genealogia letteraria  quello che fanno ogni volta che mi vedono violare la convenzione romantica secondo la quale: tutte le donne sono angeli quando non sono demonii; la donna  pi bella dell'uomo; nella conquista dell'amore ella non fa che una parte passiva; la forma femminile  la pi bella che la natura abbia creato.
Schopenhauer ci ha lasciato un saggio bilioso che, non essendo n cortese n profondo, mirava probabilmente a battere in breccia energicamente tutti quei pregiudizi. Una frase, che dichiara brutta quella forma di cui si vuol fare un idolo,  stata citata mille volte. Quella frase i critici inglesi l'hanno letta; e io qui debbo affermare, con tutta la delicatezza che  compatibile con una tale affermazione, che non resulta ancora che siano andati molto pi in fondo di quella frase. Certo  che, appena un autore teatrale nostro mette in scena una donna giovane e sposabile senza farne una eroina da romanzo, eccolo definito senz'altro come un portavoce di Schopenhauer. Anche peggiore  il caso mio: quando io invito i critici, ossessionati dalla formula schopenhaueriana, a ricordarsi che l'autore drammatico, al pari dello scultore, studia le sue creazioni nella vita e non nei libri di filosofia, essi mi ribattono accaniti che io non sono un autore drammatico e i miei personaggi non sono tolti dalla vita. Ma quand'anche ci fosse, io ho il diritto di domandare loro, e lo domando, perch se il merito dei miei lavori debbono darlo a un filosofo, perch, dico, non lo dnno ad un filosofo inglese? Di Schopenhauer io non avevo letto ancora una parola, non sapevo nemmeno se era un filosofo o un chimico quando la rifioritura socialista dell'Ottanta mi mise in relazione letterariamente e personalmente con Mr. Ernest Belfort Bax, un inglese socialista e autore di saggi filosofici, la cui maniera di trattare la moderna questione femminile provocherebbe le proteste sentimentali dello stesso Schopenhauer, e magari di Strindberg.
Il fatto  che pi tardi, quando venni a conoscenza di ci che scrisse Schopenhauer contro le donne ci feci appena attenzione, tanto m'aveva familiarizzato il Bax con la tendenza antifemminista che sostiene la superiorit degli uomini e aveva costretto a riconoscere fino a qual segno la pubblica opinione, e quindi anche la legislazione e la giurisprudenza, sono inquinate dal sentimento femminista.
Ma i saggi di Mr. Bax non si limitavano alla questione femminile. Egli era un critico spietato della morale corrente. Altri scrittori ci hanno conciliato simpatia a certe figure di delinquenti drammatici col rilevare la pretesa "anima di bont nelle cose cattive"; Mr. Bax invece ci presenta violazioni punto teatrali ed evidentemente ignobili di ci che  legge commerciale e moralit, e non solo le difende con tanto acume da farci restare sconcertati, ma dimostr effettivamente che per un uomo ragionevole quelle azioni costituiscono un preciso dovere, e che nulla dovrebbe impedirgli di compierle deliberatamente, se non la certezza di essere arrestato.
I socialisti, naturalmente, ne furono scandalizzati, poich sono quasi tutti morbosamente morali; ma cos almeno non ebbero l'illusione di credere che solo Nietzsche osava sfidare la nostra morale fra mercantesca e cristiana. Il nome di Nietzsche io lo udii pronunciare la prima volta da una matematica tedesca, la signorina Borchardt, che aveva letto la mia Quintessenza dell'Ibsenismo e mi disse che vedeva bene quale era il libro che avevo letto io: Al di l del Bene e del Male, di Nietzsche. E protesto che non l'avevo mai veduto; e anche se l'avessi visto non mi sarebbe stato niente facile leggerlo, non conoscendo a sufficienza il tedesco.
In Inghilterra Nietzsche, come Schopenhauer,  vittima di una sua frase personale, che  stata molto citata, e contiene quell'immagine della "Gran belva bionda". Grazie a questa frase, che  in inglese una magnifica allitterazione (big blonde beast), si  ammesso senz'altro che la fama europea di Nietzsche fosse dovuta a una insensata glorificazione della prepotenza egoistica come regola di vita. Non altrimenti, in base alla sola parola superuomo ("bermensch") che ho tolto a prestito da lui, si  ammesso che io attendo la salvezza della societ dal dispotismo di un unico superuomo napoleonico, nonostante ch'io mi sia dato tanto da fare per dimostrare la stoltezza di tale vieta illusione. E anche i critici meno irrimediabilmente superficiali han l'aria di credere che quella corrente del pensiero moderno, la quale condanna il Cristianesimo in quanto  morale da schiavi, abbia origine dal Nietzsche; mentre a me era nietzschiana quando ancora di lui non avevo mai sentito parlare. Il defunto capitano Wilson, autore di vari opuscoli curiosi, predicatore di un sistema metafisico chiamato Comprensionismo, e inventore del termine "Crosstianity" (Crosstianesimo - da Cross, croce, anzich da Cristo) per indicare l'elemento retrogrado del Cristianesimo, gi trent'anni fa, nelle riunioni della Dialectal Society, protestava a gran voce contro le beatitudini del Sermone della Montagna perch offrono una scusa alla vigliaccheria e al servilismo, e distruggono la volont e quindi l'onore e la virilit.
 ben vero che la critica morale di Wilson non era una teoria storica del Cristianesimo, come quella di Nietzsche. Ma tale obbiezione non pu farsi a Mr. Stuart Glennie, successore di Buckle come filosofo della storia. Lo Stuart Glennie ha dedicato la sua vita a sviluppare e predicare la teoria che il Cristianesimo fa parte di un momento del pensiero, di un ciclo di pensiero (o piuttosto di un'aberrazione, poich s'inizi a dir poco 6000 anni a. C. e gi volge al tramonto), determinato dalla necessit in cui si son trovate le razze bianche, numericamente inferiori, di imporre il proprio giogo alle razze di colore mediante il potere sacerdotale. Questo inculc ai popoli come una virt, come un dovere religioso, la fatica e la sommissione in questo mondo non solo per la santimonia dell'indole di esser buoni, ma anche semplicemente per assicurarsi una ricompensa nel cielo. Qui vediamo dunque la critica al Cristianesimo come morale da schiavi formulata da un filosofo scozzese assai prima che gli scrittori inglesi cominciassero a chiacchierare di Nietzsche.
Siccome lo Stuart Glennie attribuiva l'evoluzione della societ al conflitto delle razze, la sua teoria fece molta impressione nel campo socialista, ossia fra la sola gente che pensasse con qualche seriet all'evoluzione storica: essa infatti era in contrasto con la teoria marxista della lotta di classe. Secondo Nietzsche, a quanto mi resulta, la morale servile fu inventata ed imposta al mondo dagli schiavi che fecero di necessit virt, del loro servilismo, una religione. Per Stuart Glennie invece essa  un'invenzione della razza superiore, quella bianca, per asservire le menti delle razze inferiori che essa voleva sfruttare, e che se non fossero state mentalmente asservite l'avrebbero distrutta con la forza del numero. Questo processo  ancora in corso; si pu osservarlo direttamente nelle scuole religiose, nella lotta fra le classi abbienti e il proletariato, nell'attivit che spiegano i missionari per far accettare alle razze di colore la soggezione al capitalismo europeo: per cui possiamo giudicare noi stessi se l'iniziativa venne dall'alto o dal basso.
Il mio scopo qui non  di discutere la questione storica, ma di vedere se mi riesce di far sentire ai nostri critici teatrali un po' di vergogna per quel mal vezzo di trattare l'Inghilterra come un paese intellettualmente vacuo; di partire sempre dal preconcetto che idee filosofiche, teorie storiche e critiche delle nostre istituzioni morali, religiose e giudiziarie si debbano per forza importare sempre dall'estero, e, se nascono da noi, si tratti di fantasie (d'un gusto discutibile), di colpi di testa che non hanno alcuna relazione col nostro modo di pensare e sentire. E vorrei ricordare loro che un sistema di dottrine  l'albero pi lento nel crescere, ed il pi raro a fiorire; e se nel campo filosofico una cosa  evidente,  il fatto che il contributo individuale recato ad esso sistema  minimo. Fatto  che il concepire delle persone capaci di produrre di sana pianta una cosmogonia originale cos, per generazione spontanea del loro ingegno "brillante",  tale concezione che rientra in quella ignoranza credula che fa la disperazione del pensatore onesto e la fortuna del ciurmadore religioso.
 tale credulit che m'induce a venir in aiuto dei miei critici col suggerire loro quanto  da dire riguardo al Maggiore Barbara.
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IL VANGELO DI SANT'ANDREA UNDERSHAFT.
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Nel milionario Undershaft io ho rappresentato un uomo che intellettualmente e spiritualmente ed anche praticamente si  reso consapevole di una irresistibile verit naturale che tutti aborriamo e respingiamo: il pi grande dei mali, la peggiore delle colpe  l'esser poveri; e il primo dovere - quello al quale si dovrebbe sacrificare ogni altra considerazione -  quello di non essere poveri. "Povero, ma onesto", "i cenci onesti", e altre simili frasi sono inammissibili ed immorali, n pi n meno che "beone, ma simpatico", "imbroglione, ma di piacevole conversazione", "magnifico delinquente" e simili. La sicurezza, il maggiore fra i beni che la civilt pretende di darci, non pu esistere fin che il peggiore dei pericoli, quello della povert, incombe su tutti noi; fin che la vantata protezione delle nostre persone dalla violenza non  che il risultato accidentale della presenza di una forza pubblica, mentre la funzione principale di essa consiste effettivamente nell'obbligare il povero a vedersi morire di stento i figli, mentre gli oziosi spendono il denaro (che potrebbe servire a nutrirli e coprirli) a impinzare un loro diletto cagnolino.
 estremamente difficile fare in modo che la gente si convinca che un male  un male. Per esempio, noi si prende un uomo e gli si fa di proposito una fiera ingiuria col tenerlo in prigione per anni. Non parrebbe che ci volesse una chiaroveggenza speciale per scoprire che questa  crudelt diabolica. Eppure a dirlo in Inghilterra c' da vedersi fissare in faccia con tanto d'occhi, e sentirsi spiegare che quel male che si fa ad una creatura umana  punizione,  giustizia,  qualche cosa insomma di ben fatto; oppure sostenere con gran calore che si finirebbe tutti derubati e assassinati nel nostro letto se la societ non commettesse ad ogni momento quel delitto insensato che  una condanna al carcere. Inutile opporre che, quand'anche ci fosse vero - e non , - non  detto che rinunziare ad aggiungere delitti collettivi a quelli individuali, voglia dire senz'altro subire impotenti il male. La varicella  un male; ma se io sostenessi che bisogna o sottomettervisi o reprimerla implacabilmente col punire tutti quelli che l'hanno, inoculando loro il vaiuolo vero e proprio, farei ridere la gente. Eppure nessuno pu negare che il resultato sarebbe di prevenire in una certa misura la varicella obbligando la gente a guardarsene meglio; senza contare la maggior prevenzione che si otterrebbe in apparenza perch la gente nasconderebbe la malattia con ogni cura. La gente avrebbe per il buon senso di capire che la propagazione del vaiuolo fatta di proposito  un creare il male e che va cancellata dalle leggi per sostituirvi provvedimenti d'igiene puramente umani. Ebbene, nel caso che un uomo entri con scasso nella mia casa e rubi i diamanti di mia moglie, un caso, notiamo, perfettamente parallelo, si trova naturalissimo che io gli "rubi" dieci anni della sua vita e gli infligga dieci anni di sofferenze. E se per opporsi a tale vendetta mostruosa egli spara e mi uccide, quelli che mi sopravvivono lo impiccano. Il resultato preciso, le statistiche criminali son l ad attestarlo, con le pene che noi infliggiamo agli scassinatori che riusciamo ad arrestare facciamo s che gli altri prendano precauzioni pi efficaci per non essere scoperti; cosicch invece di proteggere i diamanti delle nostre mogli noi riduciamo ancora di pi la possibilit di riaverli mai, e aumentiamo la probabilit di esser uccisi dal ladro se abbiamo la sfortuna di disturbarlo nel suo lavoro.
Ma la sconsigliata cattiveria con la quale noi distribuiamo condanne alla reclusione, alle torture della segregazione cellulare, del tavolaccio e della frusta ad invalidi morali e a ribelli violenti  nulla a paragone della stupida leggerezza con la quale tolleriamo la povert, come se fosse un carico salubre per gl'infingardi, oppure una virt da sposare come fece San Francesco. Un tale  indolente? Sia povero.  un beone? Sia povero. Non  una persona come si deve? Sia povero.  portato a dedicarsi alle arti o alla scienza pura anzich al commercio o agli affari? Sia povero. I suoi diciotto scellini settimanali, se vive in citt, o tredici se vive in campagna, egli preferisce berseli o spenderli per la famiglia invece di metterli da parte per quando sar vecchio? Sia povero. Che nulla si faccia per chi "non merita". Sia povero. Gli sta bene! E poi, chi sa con che logica: beati i poveri!
Orbene, cosa vuol dire esser povero? Vuol dire essere debole, essere ignorante; diventare un nucleo di malattie, un esempio permanente di bruttura e di sudiceria. Vuol dire aver ragazzi rachitici. Vuol dire lavorare per una mercede bassa e imporla ai propri compagni con la concorrenza. Vuol dire le citt trasformate in formicai malsani. Vuol dire le figlie del povero che infettano i nostri figli con le malattie della strada; i suoi figli che lo vendicano dandoci una giovent di scrofolosi, di codardi, di crudeli, di ipocriti, di gente politicamente imbecille: tutti insomma i frutti dell'oppressione e della denutrizione. Vuol dire gli "immeritevoli" che diventano sempre pi immeritevoli; i meritevoli che si preparano, non tesori in cielo, ma orrori in una terra che  un inferno. E stando cos le cose, vi par proprio un'idea assennata quella di permettere che vi siano dei poveri? Non sarebbe dieci volte meno pericoloso lasciare che diventassero scassinatori, incendiari, grassatori ed assassini seguendo quel tanto - e relativamente non  poi molto - d'impulso in questo senso che c' nella natura umana; e che prosperassero come tali? Supponete che si abolissero tutte le pene contro tali forme di attivit, e si stabilisse per legge che la sola cosa proibita  l'esser poveri; che ogni adulto il quale non abbia un'entrata - mettiamo - di 365 sterline all'anno debba essere, senza dolore ma inesorabilmente, soppresso; e che ogni bimbo affamato ed ignudo debba essere ingrassato e vestito: non sarebbe questo un progresso enorme rispetto al sistema attuale, che ha gi distrutto tante civilt e mostra evidentemente che va distruggendo la nostra allo stesso modo?
C' nulla, c' nemmeno un embrione di una legislazione simile nel nostri sistemi parlamentari?
Ecco: due provvedimenti vanno spuntando attualmente dai quali si intravvede la possibilit che forse col tempo venga fuori qualcosa di buono. Uno  l'istituzione del minimo legale per i salari, l'altro le pensioni per la vecchiaia. Ma ci sarebbe un progetto anche migliore. Tempo fa col mio amico Mr. Cobden-Sanderson, socialista e artista famoso del libro, io accennai all'argomento di una legge universale che stabilisse le pensioni per la vecchiaia. "E perch non per la vita?", mi disse lui. E con questo risolveva il problema industriale d'un colpo solo. Attualmente la societ indifferente dice all'individuo: "Hai bisogno di denaro? Guadagnalo". Come se possedere o non possedere il denaro fosse cosa che riguarda soltanto l'individuo. Non ci occupiamo nemmeno di assicurargli la maniera di guadagnarlo: anzi, permettiamo che le industrie si organizzino apertamente in un modo che richiede l'esistenza di una "riserva permanente" di disoccupati, per arma di "elasticit". La via da seguire, la via ragionevole sarebbe invece quella indicata da Cobden-Sanderson: dare a ciascuno da vivere bene, in modo da garantire gli individui e la societ contro le forme maligne di quel morbo che  la povert; e perci (condizione necessaria) provvedere che ciascuno debba guadagnarselo.
Undershaft, il protagonista del Maggiore Barbara, non  altro che un uomo il quale, avendo ben compreso il fatto che la povert  un delitto, sa che la societ, offrendogli di scegliere fra la povert ed una industria lucrativa che produce armi di distruzione e di morte, lo poneva al bivio non gi fra la ricchezza malefica e l'umile virt, ma fra l'energia intraprendente e la vilt rassegnata. La sua condotta regge anche alla prova Kantiana: quella di Pietro Shirley no. Pietro Shirley  quello che si chiama il povero onesto; Undershaft  quello che si chiama il ricco malvagio. Lazzaro ed Epulone. Ebbene, la miseria del mondo  dovuta al fatto che la gran massa degli uomini agisce e pensa come Pietro Shirley: se agisse e pensasse come Undershaft, il resultato immediato sarebbe una rivoluzione che recherebbe immensi benefic. Esser ricco, dice Undershaft, per me  una questione d'onore per la quale io son pronto ad uccidere ed a rischiar la vita. E questa , come lui dice, la prova della sincerit. Al pari dell'eroe medioevale di Froissart, il quale comprendeva come "predare e saccheggiare fosse una buona vita", egli non si lascia ingannare da quella avversione all'uccidere che  propagata e sussidiata da gente che altrimenti vedrebbe in pericolo la propria vita, n dall'omaggio che rendono a parole alla povert e alla sottomissione i ricchi fannulloni che non vogliono star sottomessi loro, e invece vogliono derubare i poveri senza possedere nessun coraggio e dominarli senza valere pi di essi.
Il gentiluomo di Froissart che antepone "una buona vita" a tutti gli altri doveri - che di fatto non sono punto doveri quando si oppongano ad una "buona vita", ma solo perversit -  una figura coraggiosa, degna di ammirazione e, in ultima analisi, un amico dell'umanit. Non  colpa sua se l'umanit nel medio evo  organizzata cos malamente che una buona vita si pu fare solo predando e saccheggiando. Se la gente di allora fosse stata tutta risoluta come quel cavaliere, predare e saccheggiare sarebbero stati la via pi spedita per finire sulla forca; non altrimenti oggi, se tutti gli uomini fossero risoluti e vedessero chiaro come Undershaft, tentare di vivere con ci che si chiama una "rendita indipendente", sarebbe la via pi spedita per farsi sopprimere senza dolore. Ma, grazie alla nostra imbecille politica e alla nostra vigliaccheria personale (effetti ambedue della povert), la migliore imitazione di una buona vita che sia possibile oggi di procurarsi  il viver di rendita: per cui tutta la gente che capisce cerca di procurarsela e naturalmente ha cura di creare una legge e una morale che la giustifichino, e giustifichino le azioni e i sentimenti che servono a crearla e a sostenerla come una istituzione.
E che altro potrebbero fare? Lo sanno bene, naturalmente, che loro sono ricchi perch gli altri sono poveri. Ma non possono farci nulla: tocca ai poveri di ripudiare la povert quando ne sono stufi. E la cosa non  troppo difficile: le dimostrazioni del contrario fatte da economisti, giuristi, moralisti e sentimentalisti pagati dai ricchi per difenderli (o magari gratuitamente per pura stoltezza e servilit), le bevono solo quelli che le pagano.
Se la gente che vive di rendita non  tutta solidale nel difendere la propria posizione, ci avviene perch, non essendo noi cavalieri erranti in un paese di popolazione sparsa, la povert dei derubati rappresenterebbe un ostacolo a quella buona vita per la quale li sacrifichiamo. I ricchi, gli aristocratici che hanno un senso sviluppato della vita - gli uomini come Ruskin e William Morris e Kropotkin - hanno anche enormi appetiti sociali ed esigenze personali assai difficili a soddisfare. Non s'accontentano di aver loro una bella casa; vogliono bella anche la citt. Non basta loro d'aver la moglie coperta di diamanti e le figlie fresche come rose: se l'hanno a male perch la serva a giornata  mal vestita, e la lavandaia puzza di cicchetti, e la sarta  anemica; e perch tutti gli uomini che incontrano non sono amici e tutte le donne non sono figure ideali. Arricciano il naso se la casa del vicino manda cattivo odore dagli spurghi; se l'architettura di essa non risponde alle loro esigenze estetiche ne fanno una malattia. I modelli correnti, creati per accontentare il gusto del volgo, non piacciono loro (e non possono usarne altri): non riescono a dormire od a sedersi sopra un mobile costruito "in serie"; nemmeno l'aria  abbastanza buona per essi; c' dentro troppo fumo di officina. Esigono anche condizioni di vita ideali: giustizia, onore, un'atmosfera morale elevata, un insieme di rapporti mistici al posto dei rapporti economici. Proclamano infine che predare e saccheggiare con le proprie mani, a cavallo e rivestiti di ferro, sar stata magari una bella vita, ma farlo per mano di un poliziotto, d'un agente e di un soldato, pagati per giunta ignobilmente male, non solo non  una bella vita, ma rappresenta uno stato di cose incompatibile con la possibilit di una esistenza appena tollerabile. E invitano i poveri a ribellarsi, e siccome il povero li trova poco signori, e non li ammira abbastanza, si sentono cascar le braccia e rinfacciano al proletariato la sua maledetta assenza di aspirazioni ("verdammte Bedrfnislosigkeit").
Ma fin qui, l'attacco di costoro alla societ  una cosa che manca di efficacia diretta. I poveri non condividono i loro gusti, non comprendono le loro critiche di esteti, non amano la vita semplice, non amano la vita estetica: anzi amerebbero assai voltolarsi nelle volgarit costose dalle quali le anime elette che si trovano fra i ricchi rifuggono con disgusto. La saziet, non l'astinenza potr guarire il povero della sua sete di piaceri malsani. La cosa ch'egli non ama, quella che disprezza e di cui ha vergogna  la povert. Fra la camicia e il colletto inamidati del borsista, ma non troppo costosi n troppo immacolati, e la camicia floscia di William Morris relativamente cara ed esteticamente tinta di azzurro, il confronto, per la plebe,  sfavorevole a Morris: se la plebe lottasse per una camicia lotterebbe per quella con l'amido. "Cessate di esser schiavi, per diventare maniaci",  un grido di guerra che non entusiasma troppo; n le cose muterebbero se invece di "maniaci" dicesse "santi". I due termini indicano ambedue genio, o genialit; e non  la vita di un uomo superiore quella che sogna il povero: in mancanza d'altro preferirebbe quella di un cane ben nutrito e accarezzato. Ma quel che  certo  che vorrebbe avere pi denaro. Fuori di quello le sue aspirazioni saranno vaghe quanto volete; ma su quello non c' dubbio. Il Maggiore Barbara gli piacer o non gli piacer pi di una pantomima del Drury Lane; ma cinquecento sterline gli piaceranno sempre pi che cinquecento scellini.
Orbene, deplorare tale preferenza, trovarla ignobile, insegnare ai ragazzi che  peccato desiderare il denaro,  un voler tirare troppo la corda,  un voler raggiungere l'estremo limite della faccia tosta e della ipocrisia corrotta. Il rispetto universale pel denaro  l'unico fattore della civilt che permetta di sperare nel meglio; l'unico fondamento solido della nostra coscienza morale. Il denaro  la cosa pi importante che esista al mondo. Rappresenta salute, forza, onore, generosit e bellezza:  un fatto evidente e innegabile quanto il caso inverso, che cio la mancanza di denaro rappresenta malattie, debolezza, vergogne, vigliaccheria e bruttezza. Non ultimo merito del denaro  che esso distrugge le anime basse mentre fa pi forti e pi nobili le anime elette. Solo quando per alcuni  tanto accessibile da perder ogni valore, e per altri tanto raro da rappresentare un mito, solo allora diventa una maledizione. Ossia  una maledizione solo quando le condizioni sociali sono tanto illogiche ed idiote che diventa una maledizione anche la vita. Perch le due cose sono inseparabili: il denaro  l'amministratore che permette la distribuzione delle funzioni sociali nella vita: esso  vita come  vero che le sterline e i biglietti di banca son denaro. Il primo dovere di ognuno  di esigere di aver denaro a condizioni ragionevoli: non  un modo di sodisfare a tale esigenza quello di dare a quattro uomini tre scellini a testa per dieci o dodici ore di lavoro da cani, e ad uno mille sterline per non far niente. Le necessit urgenti della nazione non sono una morale migliore, il pane pi a buon mercato, la temperanza, la libert, la cultura, la redenzione delle sorelle cadute o dei fratelli traviati; non sono la grazia e la fratellanza della Trinit: sono i quattrini a sufficienza. E il male che bisogna combattere non  il peccato, la sofferenza, l'avidit, il clericalismo, la monarchia, la demagogia, i monopolii, l'ignoranza, l'alcoolismo, la guerra, la peste o alcuno degli altri capri espiatori dei riformatori; il male da combattere  la povert.
Smettiamo un po' di guardare in capo al mondo, fissiamo lo sguardo sulla verit che abbiamo qui, sotto il naso; e le opinioni di Andrea Undershaft non ci lasceranno un'ombra di incertezza. A meno che non ci sconcerti quella sua coscienza continua di essere semplicemente lo strumento di un Volere, di una Forza vitale che si serve di lui per fini pi vasti dei suoi. Se provassimo un tale senso di sconcerto, esso vorrebbe dire, o che noi camminiamo nelle tenebre dell'evoluzionismo casualista, o semplicemente che non si capisce nulla. La coscienza che ha Undershaft l'hanno tutte le anime intimamente religiose. Per queste Undershaft il Mistico  perfettamente chiaro, ed  logico e naturale che egli comprenda benissimo la figliuola "salutista" e il fidanzato repubblicano e libero traduttore d'Euripide. Del resto questa non  una novit, nemmeno sulle scene. Quello che  una novit, per quanto io sappia,  quel paragrafo del credo di Undershaft che riconosce nel Denaro la prima necessit e nella povert il peccato pi brutto dell'individuo e della societ.
A questa concezione drammatica naturalmente non ci sono arrivato d'un salto. N essa  presa a prestito da Nietzsche o da qualche altro pensatore nato di l dalla Manica. Il compianto Samuele Butler, che nel suo campo fu il pi grande degli scrittori inglesi della seconda met del secolo XIX, predic sempre la necessit e la moralit di un laodiceanismo coscienzioso in religione e di una seria e costante convinzione dell'importanza del denaro. C' quasi da disperare della nostra letteratura quando si vede che uno studio straordinario di vita inglese come l'opera di Butler, Carne Umana ("The way of All Flesh"), fa cos poca impressione che qualche anno dopo, a proposito di lavori teatrali miei in cui  evidente la parte che vi hanno le suggestioni fresche, libere e profetiche di Butler, non si fa che cicalare di Ibsen e di Nietzsche, ed  grazia che non si parli anche di De Musset e della Sand.  proprio vero che gl'Inglesi non si meritano i grandi uomini che hanno. Butler lo lasciano morire - si pu dire - ignoto; e io, un giornalista irlandese che a paragone suo non sono nulla, riesco a menarli pel naso a farmi una rclame che mi rende la vita un fastidio. In Sicilia(1) c' una via Samuele Butler. Un turista inglese che legge quel nome sulla cantonata, si domanda: "Chi diavolo era questo Samuele Butler?", oppure si chiede: "Chi sa mai perch i Siciliani hanno voluto perpetuare la memoria dell'autore di Hudibras?"(2).
Per  innegabile che gl'Inglesi sono sempre dispostissimi a riconoscere il genio di un uomo, purch qualcuno gentilmente glielo indichi. Avendo fatto cos per me con qualche successo, indico qui Samuele Butler, e confido che per conseguenza in avvenire sentir parlare un po' meno della novit e dell'origine forestiera delle idee che si vanno facendo strada nella nostra letteratura teatrale grazie ai lavori di autori socialisti. Ci sono autori viventi dotati di originalit e potenza che saltano agli occhi quanto l'originalit e la potenza di Butler; quando saranno morti la gente se ne accorger. Frattanto li consiglio a insistere sui loro meriti:  questa una parte importante del mestiere.
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L'ESERCITO DELLA SALUTE.
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Quando fu dato a Londra Il Maggiore Barbara, un importante giornale del Nord disse che il secondo atto era un attacco feroce all'Esercito della Salute; l'esclamazione scoraggiata di Barbara ("Signore, perch mi hai abbandonata?") fu deplorata da un quotidiano londinese come una bestemmia e una parodia di pessimo gusto. E a metter le cose a posto non furon gi i critici teatrali di mestiere, ma i pubblicisti religiosi e filosofici come Sir Oliver Lodge e il dott. Stanton Coit, e i giornalisti battaglieri del Non-conformismo come Mr. William Stead. Costoro il mio secondo atto non solo lo compresero come i "salutisti" medesimi, ma ne videro anche la relazione con la vita religiosa nazionale: una vita che a quanto pare non solo non trova buona risonanza in tanti critici teatrali, ma non fa nemmeno parte della loro conoscenza della vita sociale. Nulla in realt poteva riuscire tanto curioso e tanto comico come il veder messi di fronte con questa commedia gli entusiasti del teatro e gli entusiasti della religione. Da una arte il frequentatore di teatri, che cerca il divertimento, lo paga esageratamente, affronta per trovarlo fastidi intollerabili, e ben di rado lo trova. Dall'altra il "salutista" che ripudia la giocondit, cerca la lotta e il sacrifizio, ma col morale sempre alto, sempre in letizia, ride e scherza e canta ed esulta e suona e stamburella, e la vita gli passa in un baleno nell'ardore della sua battaglia, e la morte gli arriva come un'apoteosi. E anche - se non vi dispiace - il frequentatore di teatri che disprezza il "salutista" come un poveretto che non sa cos' la gioia e si preclude il paradiso del teatro condannandosi ad una vita orrenda e senza luce; mentre il "salutista" piange sopra il frequentator di teatri, il figliuol prodigo coronato di pampini che corre all'inferno per una strada di vergogna, fra il salto dei turaccioli e il sorriso perfido delle sirene! Si pu dare una incomprensione reciproca pi completa, e una simpatia pi malamente collocata?
Per buona sorte i "salutisti" sono pi accessibili al carattere religioso di un dramma che non siano i gaudenti alla letizia, alla vitalit, alla fecondit artistica della religione. Essi arrivano, se qualcuno glielo fa osservare, a vedere come un teatro, al pari di qualunque luogo ove si riuniscono pi di due persone, acquista per questo solo fatto un carattere di santit che nulla pu togliergli: nemmeno la farsa pi grossolana e pi sconcia. Non altrimenti un sermone ipocrita di un vescovo snob non vale a togliere il suo carattere sacro all'Abbazia di Westminster. Ma secondo ogni apparenza questa indispensabile concezione preliminare della santit i frequentatori dei teatri per mestiere non l'hanno. Costoro parlano di attori come se fossero istrioni e giullari e - temo - nell'autore drammatico non vedono che il mercante di frottole e il mezzano la cui funzione pi importante  di riposare e vellicare i nervi allo speculatore della city quando ha finito il cosiddetto lavoro serio della giornata. La passione, che  l'anima del dramma, si riduce per loro alla elementare eccitazione sessuale; le espressioni come "poesia appassionata", "passione di verit" sono scomparse dal loro vocabolario per far posto al "delitto passionale" et similia. Per quanto mi riesce comprendere, per loro la gente che si appassiona per qualcosa di pi vasto  gente che non ha passioni e quindi non interessa. E quindi anche le persone che hanno un sentimento religioso genuino non sono interessanti e non divertono. Cos, quando Barbara interrompe la sua attivit "salutista" per baciarsi - col tamburo di mezzo - col fidanzato, i gaudenti pensano che a quel punto bisognerebbe scandalizzarsi, e ne concludono che tutto il lavoro  una caricatura dell'Esercito della Salute. E come tale, o lo condannano per ipocrisia o si associano stoltamente nella supposta presa in giro!
Anche quei pochi critici che sono mentalmente in grado di capire rimasero esitanti dinanzi alla rappresentazione che davo io del dilemma senza uscita in cui viene a trovarsi l'Esercito della Salute riguardo al fattore economico. Alcuni pensarono:  inverosimile che l'Esercito della Salute accetti il denaro di un distillatore di liquori e di un fabbricante di cannoni; altri dissero: non doveva accettarlo. Tutti pi o meno esplicitamente dissero che accettandolo smentiva se stesso o commetteva un atto d'ipocrisia. Sulla prima osservazione la risposta dell'Esercito stesso fu pronta e conclusiva. Disse uno dei suoi ufficiali: noi accettiamo denaro anche dal diavolo; e non ci par vero di farlo passare dalle sue mani nelle mani di Dio. E riconobbe pure, con gratitudine, che i padroni dei bar non solo dnno denaro all'Esercito, ma permettono anche la questua nel locale - qualche volta anche nel momento che fuori c' un'adunanza "salutista" in cui si predica l'astinenza dalle bevande alcooliche. Per loro insomma, l'inverosimile non  che Mrs. Baines accetti quel denaro, ma che Barbara lo rifiuti.
Quanto all'obiezione che l'Esercito non dovrebbe accettarlo,  evidente che non regge. Quel denaro l'Esercito deve accettarlo perch senza denaro non pu esistere, e perch non c' modo di avere altro denaro che quello. In pratica tutto il denaro che circola  rappresentato da rendite, interessi e profitti in cui non c' un soldo che non sia legato al delitto, all'alcoolismo, alla prostituzione, alla malattia, a tutti insomma i cattivi frutti della povert, come anche alla onesta iniziativa, alla ricchezza, alla probit commerciale, alla prosperit nazionale. L'idea di contrassegnare certe monete come moralmente infette  una illusione alla quale pu attaccarsi un individuo, ma a pensarci bene non regge. E tuttavia accorgersi che tutto il nostro denaro  lordo di mille peccati  un brutto colpo per un'anima giovane e piena di fede quando la rivelazione avviene in condizioni drammatiche. Un giovane ministro della chiesa si accorge un bel giorno che il Fondo del Culto riscuote il denaro delle taverne, dei bordelli, dei covi ove si sfrutta inumanamente il lavoro, che l'offerta pi grossa che ha ottenuto il suo invito all'elemosina  quella di un padrone che specula sulla mano d'opera femminile, meno costosa grazie alla risorsa della prostituzione, con la coscienza tranquilla di un albergatore che specula sulla mano d'opera del personale che gli costa di meno, grazie alle mance, o di un principale di azienda che assume in servizio un pensionato per pagarlo di meno; che la sola persona in grado di ricostruirgli la chiesa o la scuola, o di offrire la palestra o la biblioteca ai giovani dei ricreatori  il genero di un re della carne in scatole di Chicago. Quel giovane ministro, al pari di Barbara, passa un gran brutto quarto d'ora. E a nulla gioverebbe se rifiutasse il denaro macchiato dal delitto limitandosi ad accettare solo le offerte delle vecchie e buone signore che vivono di rendita e che non farebbero male a una mosca. Non ha che da risalire all'origine di quella rendita delle vecchie signore rispettabili, e trover sempre la professione di Mrs. Warren, e la carne infetta in scatole, e tutto il resto. Anche il suo stipendio viene di l. Non gli resta che accettare la sua parte delle colpe del mondo o andar a vivere su di un altro pianeta. Se vuole assolvere se stesso bisogna che assolva il mondo. Questo lo sanno bene tute le chiese, come lo sa l'Esercito della Salute, come lo impara Barbara nella mia commedia. Ella  complice di suo padre; l'Esercito della Salute  complice dei fabbricanti di liquori e di dinamite. N lei n l'Esercito possono rifiutare quella complicit, come non si pu rifiutare l'aria che si respira. Non c' rettitudine personale che valga; non c' redenzione fuori della redenzione di tutta la societ dallo stato di anarchia attuale, dal vizio, dall'ozio, dalla concorrenza sfrenata. A questa scoperta ci arrivano tutti, meno i farisei e (apparentemente) i critici teatrali. Solo costoro indossano la camicia senza mai pensare quanti stenti e quante fatiche mal pagate ci son voluti per farla e per lavarla; eppure non li turba mai il minimo dubbio sulla propria rettitudine morale, sulla purit della loro vita privata, sul loro diritto di ritenersi mondi dalla depravazione grossolana delle soffitte e dei formicai umani, e di condannarla. Non lo fanno affatto con cattiva intenzione: non pensano ad altro che ad essere, nel loro piccolo, ci che suol dire, persone per bene. La lezione di Barbara non la capiscono perch non l'hanno imparata, come l'impara lei, uscendo fuori del loro guscio e prender la loro parte nella vita reale della nazione.
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IL RITORNO DI BARBARA SOTTO LA BANDIERA.
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Questo potr offrire un soggetto allo scrittore di drammi storici dell'avvenire. Tornare nelle file della Salute dopo aver imparato che anche i "salutisti" sono ancora da salvare; che la povert non  beatitudine, ma peccato dannabilissimo; che quando il Generale Booth prese per emblema Sangue e Fuoco invece della Croce ebbe forse un'ispirazione migliore di quanto pensava. Imparare tutto ci, per la figlia di un Andrea Undershaft,  chiaro che avr un effetto pi promettente e pi fecondo che distribuire pane e zuppa a spese di un Bodger.
 un fatto molto significante, quella scelta istintiva di una organizzazione militare, quel tamburo al posto dell'organo non sembra forse indicare che i "salutisti" sentono che il demonio si combatte meglio con le btte che con le preghiere?
 stato detto che la Rivoluzione francese fu l'opera di Voltaire, di Rousseau e degli Enciclopedisti. Pare a me invece che sia stata l'opera di uomini i quali videro che l'indignazione pi virtuosa, la critica pi corrosiva, le argomentazioni pi efficaci e gli opuscoli pi istruttivi, anche se opera convinta di genii letterari e di gente di spirito, erano inutili quanto le preghiere: le cose continuavano regolarmente ad andare di male in peggio mentre il Contratto Sociale e gli scritti di Voltaire erano in voga pi che mai. E la fine, come sappiamo, fu che cittadini rispettabilissimi e filantropi convinti approvarono le stragi di settembre perch avevano appreso da una dura esperienza che, a contentarsi di fare appello all'umanit e al patriottismo, l'aristocrazia quegli appelli li leggeva con molto piacere, lodava ed ammirava gli autori, ma non smetteva per di cospirare coi sovrani stranieri per disfare l'opera della Rivoluzione e restaurare l'antico regime con tutti gli annessi, rappresaglie feroci e soppressione spietata di tutte le pubbliche libert.
La stessa lezione ci ripete la storia dell'Inghilterra nel secolo diciannovesimo. Il secolo diciannovesimo ebbe i suoi utilitari; i socialisti cristiani, i Fabiani (questi ci sono tuttora); ebbe Bentham, Mill, Dickens, Ruskin, Carlyle, Butler, Henry George e Morris. E la conclusione di tanti sforzi  stata la Chicago descritta da Upton Sinclair,  stata la Londra in cui la gente compra il biglietto per andarsi a divertire con la mia rappresentazione di Pietro Shirley mandato a morir di fame a cinquant'anni perch per la sua paga si possono avere schiavi pi giovani, ma di fare qualcosa sul serio per organizzare la societ in modo che tale infamia di tutti i giorni divenga impossibile non ne ha la pi lontana intenzione.
Io, che ho scritto e predicato quanto uno degli enciclopedisti, debbo confessare che i miei metodi non servono a nulla, e a nulla servirebbero anche se io fossi Voltaire, Rousseau, Bentham, Mill, Dickens, Carlyle, Ruskin, George, Butler e Morris riuniti in una sola persona aggiungendoci Euripide, Tomaso Moro, Molire, Shakespeare, Beaumarchais, Swift, Ibsen, Tolstoi, Mos e i profeti tutti (e tutta questa gente in certo qual modo io effettivamente la rappresento, perch sulle loro spalle m'appoggio). Per risolvere il problema di fare dei vigliacchi tanti eroi, noi apostoli sulla carta e incantatori dell'arte siamo riusciti soltanto a fare che i deboli sien capaci di tutte le sensazioni dell'eroismo, ma continuino a tollerare tutte le infamie, le spoliazioni e le oppressioni. Il Cristianesimo, col fare un merito di questa sottomissione, ha approfondito l'abisso fino al punto in cui si perde anche il senso della vergogna. Ha fatto come il dottore di Dickens che nella prigione dei debitori vantava ai nuovi arrivati la pace ineffabile e la sicurezza di quel luogo dove non capitavano pi citazioni di creditori; non pi tirannia d'esattori di tasse e di fitti; non pi la speranza che conturba e il dovere che esige; nulla, fuorch la tranquillit e la sicurezza di non poter discendere pi in basso.
Ma nell'angolo pi povero di questo Cristianesimo distruttore delle anime, ecco d'un tratto che comincia a germinare la vita. Le marcie animatrici e gl'inni travolgenti si levano al cielo dal cuore di gente per la quale ridere della "musica sacra" e del suo effetto sonnifero era un luogo comune. Ecco spiegata la bandiera di Sangue e di Fuoco, non per l'odio e per la strage, ma perch la fiamma  bella, perch il sangue  vita. Ecco dileguar la Paura, quella Paura che noi chiamiamo eufemisticamente Egoismo. Ecco gli uomini e le donne che portano il loro vangelo pel mondo; chiamando il loro capo, generale, e se stessi capitani e brigadieri, e tutta l'istituzione Esercito. E pregano, non solo perch la preghiera sia ristoro, perch dia loro la forza per lottare; pregano per avere l'indispensabile denaro (grande indizio, questo); predicano, ma non la sottomissione; affrontano i maltrattamenti e le ingiurie, ma non ne tollerano pi dello stretto necessario; praticano tutto ci che il mondo permette loro di predicare, compresa l'acqua e il sapone, il colore e la musica.
C' un pericolo in questa attivit; e dove c' pericolo c' anche speranza. La nostra sicurezza attuale non  nulla, e non pu essere nulla se non il male reso irresistibile.
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I PUNTI DEBOLI DELL'ESERCITO DELLA SALUTE.
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Ma pel momento non  mio compito tessere l'elogio dell'Esercito della Salute. Qui piuttosto debbo fargli osservare che esso ha tanti punti deboli, quasi, quanto la Chiesa anglicana. Va costruendo un'organizzazione d'affari che finir col fargli vedere per forza che nell'attuale stato maggiore di capi entusiasti deve tener dietro una burocrazia di uomini d'affari che non saranno migliori dei vescovi, e avranno magari meno scrupoli. Questo  sempre accaduto prima o poi a tutti i grandi ordini fondati dai santi; quello fondato da San Guglielmo Booth non sfuggir al pericolo. Esso dipende ancor pi della Chiesa dai ricchi; e costoro gli sopprimerebbero i viveri appena cominciasse a predicare quella rivolta contro la povert che  inevitabilmente anche rivolta contro di loro. E poi esso si trascina appresso come zavorra un grosso contingente di pi anziani che di fatto non sono punto "salutisti", ma evangelici della vecchia scuola. Ancora "sta con Mos", come dichiara il Commissario Howard. E questa  una solenne sciocchezza a quest'ora, se il commissario intende - come temo che intenda - che nel Libro della Genesi si debba vedere una teoria scientificamente attendibile sull'origine della specie, e che il dio a cui Jefte sacrificava la figlia non sia chiaramente un idolo di trib barbarica n pi n meno di Dragon o Cemosc.
E per giunta c' troppo Al di L nell'Esercito. Come il granatiere di Federico, il "salutista" vuole la vita eterna; e questa  la maniera pi innaturale di abbaiare alla Luna.  ben vero che il generale Booth e i suoi ufficiali migliori han dichiarato che, anche se credessero che per l'individuo la morte  la fine di tutto, continuerebbero ugualmente a lottare con tutte le forze per la salvazione degli uomini. Ma tant': sia loro che i seguaci hanno il cattivo gusto di parlare come se il "salutista" accettasse eroicamente una dura vita su questa terra come un investimento di fondi che poi render come dividendo, non gi una vita migliore per tutti gli uomini, ma una beatitudine eterna per loro, una beatitudine eterna che per una persona attiva sarebbe un tedio da morirne una seconda volta. Certo i "salutisti" sono felici come pochi al mondo. Ma non  appunto il segno della vera salvazione la vittoria riportata sulla paura di morire? Orbene, l'uomo che arriva a credere che la morte non esiste, e che il mutamento chiamato morte non  che il passaggio ad una vita di felicit suprema e senza pensieri, non  affatto un uomo che ha vinto la paura della morte; anzi questa lo domina a un punto tale che egli non vuol sapere assolutamente di morire. Per me un "salvazionista" non  veramente salvato fin che non  pronto a finire serenamente sul mucchio dei detriti dopo aver pagato tutto il suo debito, e qualcosa di pi, senz'altra speranza che quella di rivivere nei giovani combattenti dell'avvenire.
E poi c' quella brutta e mendace abitudine che si chiama la confessione; e l'Esercito la incoraggia perch si presta bene agli effetti drammatici e agli episodi commoventi. Per mio conto, quando sento un convertito che racconta le sue violenze e le imprecazioni e le bestemmie di prima per far vedere che tipaccio era una volta e che buon cristiano pentito e contrito  diventato adesso, non gli credo; come non credo al milionario che racconta come arriv a Londra o a Chicago da ragazzo con tre soldi in tasca. Certi "salutisti" mi hanno detto che la mia Barbara non si sarebbe lasciata cogliere da una ciarlataneria trasparente come quella di Snobby Price: e invero anch'io non credo che Snobby sarebbe riuscito a darla a bere a un "salutista" esperto sopra una cosa sulla quale il "salutista" non fosse disposto a berla. Ma quando si tratta di conversioni tutti i "salutisti" son disposti a crederci; perch pi  cospicuo il passato peccaminoso di un soggetto, pi  cospicuo il miracolo quando si converte. Quando si suona la grancassa per mostrare a un'adunanza un ladro convertito o un beone redento, pi ladro e pi beone era e pi grande sar il richiamo e l'effetto. E fin che si fa conto su questi richiami e questi effetti, ci saranno sempre gli Snobby che dichiarano di aver battuto la madre quando la verit prosaica era che lei batteva loro. Anche nel caso di una confessione sincera non c' ragione di ammettere a priori che l'impulso che la detta  un impulso di piet e l'interesse che vi prende l'uditorio  un interesse sano: altrimenti si dovrebbe anche ammettere che certi poveri, i quali mostrano con insistenza le loro piaghe repugnanti siano igienisti convinti; e che la curiosit di chi talvolta si compiace di tali esibizioni sia una curiosit bella e lodevole. Quando avviene che qualcuno va a disturbare il commissario di polizia con la confessione di un delitto che non ha commesso, verrebbe la tentazione di dire: "Ma prendetelo sul serio e impiccatelo!". Non cos quando si tratta di un assassino vero che vuol alleggerire la propria coscienza con la confessione e l'espiazione. Io non credo giusto che l'inesorabilit del rimorso, una volta che il male si  fatto, debba essere mascherata con un rito, sia nel confessionale sia sul palco.
E qui il mio dissenso dall'Esercito della Salute, e da tutti i predicatori della Croce (che io disapprovo, come disapprovo tutti i supplizi) si fa veramente profondo. Perdono, assoluzione, espiazione non sono che finzioni. La pena non  che la pretesa di cancellare un delitto con un altro; e non pu esservi perdono senza vendetta come non pu esservi cura senza malattia. Una morale superiore non potr mai sussistere fin che la gente crede che il mal fatto sia revocabile e perdonabile, fin che la societ tiene a disposizione di tutti l'assoluzione e l'espiazione. Saranno magari un bisogno reale; ma i mezzi che si hanno per sodisfarlo sono falsi. Nella mia commedia Bill Walker, che ha percosso la "salutista", si sente ben presto oppresso, grazie all'abile trattamento di Barbara, dal senso intollerabile di aver fatto il male. E senz'altro cerca di disfare quel che ha fatto, di dispercuotere la ragazza e di demascalzonizzare l'atto commesso: da prima col farsene punire in natura, con la pena del taglione; poi, non essendo riuscito a procurarsi tale sollievo, multandosi di una sterlina per compensare la vittima. N l'una n l'altra cosa gli riesce. L'Esercito della Salute  inesorabile come la realt. Non lo punisce, non accetta il suo denaro. Non tollera canaglie che scartino la loro canaglieria; non lascia loro altra via di salvazione che questa: cessare di essere canaglie. E cos facendo, l'Esercito della Salute istintivamente afferma la verit centrale del Cristianesimo e respinge la superstizione centrale di esso. La verit , che vendetta e castigo son due cose vane; la superstizione , che il mondo si possa salvare con la forca.
Perch, notisi bene, Bill ha percosso anche una povera vecchia patita; e per questa colpa, che  pi grave, non sente alcun rimorso perch la vecchia mostra chiaro di essere cattiva quanto lui. "Ha detto che mi cita? E mi citi pure", dice lui; "quel che le ho fatto, a lei, non mi pesa su quella che voi chiamereste la coscienza, pi che se avessi ammazzato un maiale". E cos dicendo egli rivela una mentalit perfettamente naturale e sana. Quella vecchia, al pari della legge di cui lo minaccia,  prontissima a ricorrere al solito gioco della rappresaglia: a derubarlo se ha rubato, a frustarlo se ha percosso, a ucciderlo se ha ucciso. Con l'esempio e col precetto la legge e la pubblica opinione gli insegnano a imporre la sua volont agli altri con l'ira, la violenza e la crudelt; a cancellare le partite morali con la punizione. Questo  Crosstianesimo di quell'autentico. Ma vi si  mescolato qualcosa che Barbara chiama Cristianesimo, e che con viva sorpresa di Bill le proibisce di giocare al solito giochetto del boia, del diavolo adoperato per scacciarne un altro. Barbara non vuol saperne di chiamarlo in giudizio, il mascalzone ubriaco; Barbara, con un furfante al quale una signora non potrebbe farsi vedere a rivolger la parola per via, ci parla da pari a pari; insomma ella si comporta in un modo che, date le circostanze, non potrebbe essere pi contrario alle leggi e alle convenienze. Ed ecco nascere nella coscienza di Bill una reazione altrettanto naturale quanto quella che han provocato le minacce della vecchia. Egli si trova messo in una posizione morale d'inferiorit insostenibile, e lotta con tutti i mezzi in suo potere per tirarsene fuori; mentre alle ingiurie della vecchia  prontissimo a rispondere col darle il boccale sulla faccia. E questa  la dimostrazione trionfale della superiorit del Cristianesimo di Barbara in confronto al sistema penale vigente o alla vendetta che colpisce il fellone secondo la "giustizia poetica" del dramma da arena.
Rendiamo per alla letteratura questa giustizia: la situazione  nuova solo in parte. Molto tempo fa Victor Hugo ci diede l'epopea del galeotto e dei candelieri del vescovo e del poliziotto "crosstiano" che rimane annientato nell'urto contro Valjean "cristiano". Ma il mio Bill Walker non  Valjean, non  la figura romantica del demonio tramutato in angelo. I Bill Walker s'incontrano a milioni nella societ odierna in tutte le classi: la cosa che voglio dimostrare  che Bill, senza che alcun mutamento avvenga nel suo carattere, reagisce a un certo trattamento in un modo, e a un altro in modo diverso.
In prova io potrei addurre l'impressionante lezione oggettiva che ce ne dnno gli odierni milionari del commercio. Cominciano briganti: senza merce, senza scrupoli, essi infliggono rovina e morte e servaggio ai loro competitori e dipendenti, e son pronti a rischiare le stesse cose da parte dei competitori. La storia delle industrie inglesi, i trusts americani, lo sfruttamento dell'oro, dei diamanti, dell'avorio, del "chautciuc" in Africa sorpassa come iniquit il peggio che mai fu immaginato dai bucanieri spagnoli nelle Indie occidentali. Il capitano Kidd avrebbe abbandonato sopra uno scoglio deserto uno dei nostri magnati dei trusts per condotta indegna di un cavaliere di ventura. Non passa giorno che la legge non arresti dei birbanti di questo genere e non li punisca con una crudelt peggiore della loro; col risultato che essi escono poi dalla casa di pena pi pericolosi di come vi entrarono e ricominciano a fare il male (non c' chi voglia impiegarli a far altro) fin che sono riacchiappati, risottoposti ai tormenti e rilasciati, con lo stesso resultato.
Ma il birbante fortunato  trattato in modo ben differente, e assai cristiano. Non solo gli si perdona, ma se ne fa un personaggio circondato dal rispetto, dalla stima di tutti: per poco non  adorato. La societ gli rende bene per male a mille doppi. E il resultato qual'? Che finisce lui stesso col venerarsi, col rispettarsi, coll'intonarsi al trattamento che riceve. Predica, scrive libri edificanti per l'istruzione della giovent, si convince che il suo successo  dovuto proprio all'aver vissuto di testa sua. Sussidia le istituzioni culturali e filantropiche; e alla fine muore in odore di santit lasciando un testamento che  un monumento di filantropia e di buon cuore. E tutto questo senza che l'anima si sia mutata in nulla. Le macchie del leopardo, le strisce della tigre son sempre quelle, pi nette che mai; ma la condotta del mondo nei suoi riguardi  cambiata; e la condotta sua  pure cambiata in conseguenza. Provatevi a tenerlo un po' al bando, a metter le mani sul suo denaro, a combatterlo, ad assalirlo, e torner improvvisamente brigante, pronto a schiacciarvi come voi siete pronti a schiacciar lui, e pieno quanto voi di pretese ragioni morali per giustificarsi.
Insomma il maggiore Barbara quando dice che i birbanti non esistono, ha ragione: non esistono birbanti in senso assoluto, sebbene esistano persone pericolose, come spiegher subito. Una persona non pericolosa, di qualunque sesso,  potenzialmente un birbante ed  potenzialmente un galantuomo. Quello che  dipende dal suo carattere; ma quello che fa e quello che ne pensiamo noi dipende dalle circostanze. La qualit che rovina un uomo in una classe lo fa trionfare in un'altra. I caratteri che si comportano differentemente in circostanze differenti si comportano allo stesso modo in circostanze simili. Prendiamo per esempio un carattere d'Inglese ordinario, come Bill Walker. Lo si incontra da per tutto: sul seggio del giudice, sulla cattedra episcopale, nel Consiglio della Corona, nel Ministero della guerra, nell'Ammiragliato; come anche nella gabbia degli imputati o nelle schiere degli operai avventizi e non specializzati. Ebbene, la moralit di Bill sar diversa a seconda che si trovi nell'una o nell'altra di queste posizioni. I difetti dello scassinatore sono i pregi dell'uomo di finanza: le maniere e le abitudini di un duca farebbero perdere il posto ad un impiegatuccio. Insomma il carattere  indipendente dalle circostanze, ma la condotta no; e nemmeno il nostro modo di giudicare un uomo. Prendete per esempio una condizione di vita comune a molti, e in cui le circostanze si possano dire identiche per tutti coloro che vi si trovano: il delitto, la Camera dei Lord, l'officina, le scuderie, l'accampamento degli zingari, quel che volete! Malgrado le differenze di carattere e di temperamento la condotta e la moralit di tutti gli individui di un certo gruppo sono all'incirca uniformi e tipici come se si trattasse di un branco di pecore, perch la morale  la risultante quasi esclusivamente dell'abito sociale e delle esigenze della posizione. I forti lo sanno e se ne giovano.  un fatto costante che i dominatori del mondo in nulla si distinguono tanto dalla volgare schiera che va e viene dal lavoro con la ferrovia sotterranea quanto nella percezione immediata di questa verit: che gli uomini sono, agli effetti pratici, una sola specie animale, e non un serraglio di varie specie; persone per bene e turbolenti, felloni ed eroi, codardi ed audaci, duchi e contadini, droghieri e aristocratici, artefici e braccianti, lavandaie e contesse; nel quale tutte le variet di rendita e di casta rappresentino razze distinte che non debbano mescolarsi n incrociarsi fra loro. Napoleone che si crea intorno una costellazione di generali, di cortigiani e persino di re scegliendoli tra la gente di nessun conto che aveva sottomano; Cesare che mette al governo dell'Egitto il figlio di un liberto, uno cui appena poco tempo innanzi la legge non riconosceva nemmeno il diritto di servire come semplice legionario; Luigi 11 che promuove consigliere della Corona il suo barbiere; tutti costoro ebbero, chi in un modo e chi nell'altro, la chiara visione di quella verit scientifica che  l'uguaglianza degli uomini, e che Barbara esprime con la formula cristiana: tutti gli uomini sono figli di un solo padre. Chi crede che in natura esista una divisione degli uomini in classi alte, basse e medie commette lo stesso errore di chi crede che la stessa divisione che esiste nella societ, esista nella natura. I reiterati tentativi per fondare le istituzioni politiche sulla base dell'uguaglianza sociale hanno sempre prodotto lunghi periodi di attriti distruttori che si risolvettero ogni tanto in esplosioni violente: le rivoluzioni. Quindi l'idea di fondare istituzioni politiche-sociali su una base di disuguaglianza morale, non pu produrre che innaturali regni di santi i quali poi si risolvono in restaurazioni della licenza. Non pu darsi che un'America che fa del divorzio una istituzione pubblica, mentre l'Europa sorride ironicamente dell'Americano che non vuole alloggiare nell'albergo dove alloggia un Russo di genio che ha cambiato pi d'una moglie senza le sanzioni della legge del South Dakota. Non possono darsi che ipocrisie grottesche, persecuzioni crudeli e, alla fine, la confusione completa delle convenzioni e del rispetto umano con la bont vera e la rettitudine vera.  perfettamente inutile proclamare che tutti gli uomini sono nati liberi se non si ammette che sono nati buoni. Garantite la bont, e la libert verr da s. Garantire la libert di un uomo subordinatamente all'approvazione della sua moralit significa abolire ogni libert; poich la libert di un uomo  alla merce delle accuse che pu insinuare qualsiasi sciocco contro chiunque infranga le usanze, tanto se  un profeta che se  un birbante.
Questa  la lezione che ha da imparare la Democrazia se vuol essere qualcosa di diverso dalla teocrazia pi tirannica.
Tornando ora a Bill Walker e al suo caso di coscienza contro l'Esercito della Salute, osserviamo che il maggiore Barbara, non essendo un moderno Tetzel, n il tesoriere di un ospedale, rifiuta di vendergli l'assoluzione per una sterlina. Ma sventuratamente ci che l'Esercito pu permettersi di fare con un Bill Walker, non pu permetterselo nel caso di un Bodger. Bodger  il padrone della situazione perch  lui che ha i cordoni della borsa. "Fate quel che volete", viene a dire di fatto Bodger: "di me non potete farne a meno. I Bill Walker senza il mio denaro non li potete salvare". E l'Esercito risponde, ed ha ragione, date le circostanze: "Anche dal diavolo in persona accettiamo il denaro, piuttosto che rinunziare all'opera salvatrice". E Bodger compra l'indulgenza e ottiene l'assoluzione che  negata a Bill.
Nella vita reale forse Bill non lo sapr mai, questo. Ma io, autore di teatro, che faccio il mestiere di mostrare i rapporti fra cose che sembrano lontane e indipendenti fra loro nell'ordine casuale dei fattori della vita, ho immaginato che Bill lo sappia, col resultato immediato che l'Esercito della Salute stava prendendo da quell'anima,  perduto.
E tuttavia, forse, non  perduto l'uomo! Egli  ancora preso fra gli artigli della verit dei fatti e della sua coscienza e pu darsi che gli guastino per sempre il sapore del male. Ma questo lieto fine io non potrei garantirlo. Andiamo un poco nei quartieri pi miseri delle nostre citt fuori delle ore di lavoro, quando gli uomini hanno agio di ruminare le loro riflessioni, e su tutte le facce di una certa et leggeremo una espressione sola: il cinismo.
La scoperta che fa Bill Walker a proposito dell'Esercito della Salute tutti quegli uomini l'hanno fatta. Hanno scoperto che ogni uomo ha il suo prezzo; ed  stata insegnata loro, per sciocchezza o per calcolo, la diffidenza e il disprezzo per l'uomo che adempie a tale necessaria e salutare condizione della vita sociale. Quando vengono a sapere che il generale Booth ha, lui pure, il suo prezzo, non lo ammirano perch questo  in alto, e ammettono la necessit di organizzare il mondo in modo che egli possa farselo pagare onorevolmente; ma ne concludono che anche lui  in fallo, e che tutte le persone religiose sono degli ipocriti alleati dei loro oppressori e sfruttatori. Comprendono che le grandi contribuzioni che mantengono l'Esercito della Salute non vengono dalla religione, ma dalla dottrina iniqua della sottomissione alla povert e della umilt sotto l'oppressione. E li lacera il pi atroce dei dubbi: se per caso la vera redenzione per essi non sia da cercare nelle passioni peggiori, l'omicidio, l'invidia, l'avidit, la durezza, il furore, il terrorismo, anzich nell'amore del bene di tutti, nella ragionevolezza, nell'umanit, nella generosit, nella gentilezza d'animo, nella delicatezza, nella piet, nella cortesia. A confermarli in questa idea lavorano con fervore da anni la stampa e la morale militarista. La giustificazione di questa  che le circostanze possono da un giorno all'altro imporla come la moralit vera del momento. Col creare momenti simili si producono le violenze sanguinarie delle rivoluzioni come quella che si va svolgendo in Russia e che il Capitalismo va con tanta cura e costanza preparando in Inghilterra e in America.
In tempi come questo il dovere delle chiese  di suscitare tutte le forze della distruzione contro l'ordine di cose esistente. Ma se lo fanno, l'ordine esistente deve per forza sopprimerle. Le chiese sono lasciate in vita alla sola condizione di predicare la sottomissione allo Stato organizzato capitalisticamente come  oggi. Anche la Chiesa Anglicana ai trentasei articoli del suo crdo religioso  costretta ad aggiungere altri tre in cui, quasi scusando i primi trentasei, protesta che, qualora uno di questi venga in conflitto con lo Stato, esso dev'essere abiurato, violato, abrogato e respinto; perch il policeman  una persona molto pi importante della Santissima Trinit. Ed ecco perch nessuna chiesa tollerata, e neppure quella "salutista" potranno mai conquistare tutta la fiducia dei poveri, obbligate come sono a mettersi sempre dalla parte della forza armata, qualunque cosa credano o non credano. E poich la forza armata  l'istrumento col quale i ricchi derubano ed opprimono i poveri (in base a principii morali e legali appositamente fabbricati), non  possibile essere coi poveri e con la forza armata ad un tempo. In realt le istituzioni religiose, come gli elemosinieri dei signori, diventano una specie di polizia ausiliaria per smussare il taglio rivoluzionario alla povert, con distribuzioni di carbone e coperte di lana, pane e zuppa, e per placare le vittime e rasserenarle un po' con la speranza di una felicit immensa nell'altro mondo, che ai signori non costa un soldo, quando sar compiuto in questo il processo di farle morire prima del tempo al servizio delle signorie loro.
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CRISTIANESIMO E ANARCHISMO.
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Tale  la posizione falsa da cui n l'Esercito della Salute n la Chiesa Anglicana n altra qualsiasi istituzione religiosa potr salvarsi se non con una ricostruzione della societ. E nemmeno possono limitarsi a subire lo Stato passivamente, lavandosi le mani dei suoi peccati. Lo Stato sforza la coscienza della gente con la violenza e la crudelt. Non contento di esigere da noi il denaro per mantenere i soldati e i poliziotti, i carcerieri e i carnefici, ci costringe a prendere parte attiva alle sue funzioni sotto pena di diventare noi stessi vittime della sua violenza. Mentre scrivo queste pagine il mondo ha un esempio clamoroso di ci che dico. Si  celebrato un matrimonio reale, prima in chiesa, e poi con una corrida in cui il divertimento principale consisteva nel vedere dei cavalli dissanguati e sventrati dal toro; e dopo, quando il toro era ben esausto e non era pi pericoloso, veniva il matador abile e cauto ad ucciderlo. Ma alla ironia del contrasto fra la corrida e il sacramento nella cattedrale nessuno ci bada. Altro contrasto: da una parte lo splendore, la felicit, l'atmosfera di affetto e di ammirazione che circonda la giovane coppia; dall'altra il prezzo che tutto ci costa, per colpa del nostro abominevole ordine sociale; in miserie, in squallori, in degradazioni a milioni di altre giovani coppie. Tale contrasto lo mette in vista in questi giorni un romanziere, Mr. Upton Sinclair, il quale ha staccato un pezzetto dell'intonaco alla grande industria delle carni in scatola di Chicago, mostrandoci cosa nasconde in tutti i paesi la vernice della plutocrazia prosperosa. Si trova un uomo al mondo che da questo contrasto  mosso a sacrificare la sua vita per colpire tremendamente i responsabili. Purtroppo quell'uomo, per colpa della sua ignoranza,  giunto alla convinzione erronea che i responsabili siano quello sposo e quella sposa, in realt innocenti, messi innanzi e incoronati dalla plutocrazia che li colloca in cima ad una piramide statale in cui personalmente essi han meno potere di un poliziotto, e meno influenza di un presidente di trust. E a loro scaglia i suoi dieci soldi di esplosivo, non li colpisce, e sventra pi cavalli che un toro entro l'arena, ammazza ventitr persone e ne ferisce novantanove. E di tutte queste vittime, solo i cavalli sono innocenti della colpa che egli vendica. Avesse anche polverizzato tutta Madrid con tutte le persone adulte che essa alberga, nessuna era immune dall'accusa di essere stata prima, durante e dopo il fatto, complice del delitto che si chiama povert, prostituzione, strage degli innocenti quale nessun Erode sogn mai, peste, fame, guerra, omicidio e morte lenta. Nessuno, forse, poteva negare di aver contribuito con l'esempio, col precetto, con la connivenza, e anche con l'applauso ad insegnare al dinamitardo il vangelo dell'odio e della violenza approvando tutti i giorni condanne a lunghe prigionie, infernali e stupide crudelt ispirate dalla paura, e cos contrarie alla natura e alla logica che i loro sostenitori non possono sconfessare il pugnale e la bomba senza strappare anche a se stessi la maschera della giustizia e dell'umanit.
Si noti che proprio in questi giorni esce alle stampe la biografia di uno dei nostri duchi il quale, essendo scozzese, era in grado di discutere di politica e quindi passava nella nostra aristocrazia per una mente poderosa. E volete sapere qual'era l'episodio storico che piaceva di pi a Sua Grazia, quello che non rileggeva mai senza ritrarne la pi viva sodisfazione? Volete proprio saperlo? Era quello di Bonaparte che massacra la plebaglia di Parigi nel 1795; era quello che le nostre classi benpensanti, approvandolo, chiamarono con gustosa metafora "pizzico di mitraglia"; sebbene Napoleone - rendiamogli questa giustizia - vedesse pi profondamente e avrebbe preferito che quell'episodio fosse dimenticato. E siccome il duca d'Argyll non era un demonio, ma un uomo con le stesse passioni che abbiamo noi, non pi astioso n pi crudele degli altri uomini, chi pu dubitare che oggi tutto il mondo non sia pieno di proletarii della stessa indole del signor duca che si rallegrano di quel "pizzico di dinamite" (la metafora perde un po' del suo gusto; non  vero?) lanciato contro una classe che essi odiano n pi n meno di come il nostro arguto duca odiava quella che chiamava plebaglia?
In un'atmosfera simile l'attentato di Madrid non pu avere che un sguito. Tutta Europa arde di emularlo. Vendetta! Altro sangue! Si faccia a brani "la belva anarchica". La si trascini al patibolo. La si getti in galera a vita. Si uniscano tutti gli Stati civili per farla sparire dalla faccia del mondo; se uno di essi non vuole associarsi, gli si faccia guerra. Questa volta il primo giornale di Londra, antiliberale e quindi antirusso in politica, non dice alle vittime: "Vi sta bene!", come diceva in sostanza quando le bombe facevano a pezzi Bobrikoff e De Plehve e il granduca Sergio. No: i nostri rivali in Asia bisogna fulminarli con tutti i mezzi! Bravi i rivoluzionari russi! Ma lanciare le bombe a una principessa inglese  mostruoso,  orribile! Si scovi lo scellerato, lo si metta a morte! E notate, di grazia, che noi siamo un popolo civile ed umano: per quanto a malincuore, quello scellerato dobbiamo rinunziare a trattarlo come furono trattati Ravaillac e Damiens. E intanto, fin che non lo hanno trovato, per calmarci i nervi scossi, andiamo a vedere la corrida. E scriviamoci un bel commento sopra, in cui faremo le lodi del tatto immancabile e del buon gusto che dimostrano sempre le principesse reali che, pur presumibilmente essendo dotate di tutta la gentilezza che  innata nella donna, sono per cos ben educate alla loro funzione rappresentativa, che si lasciano condurre a vedere i cavalli sbudellati dal toro: e se fossero di moda i gladiatori,  certo che si lascerebbero condurre a vedere anche quelli.
Lo strano  che, in mezzo a tanto divampare di odio, la sola persona che ancora ha un po' di fede nella bont e nell'intelligenza umana  il dinamitardo, la belva traviata che non ha altra difesa, forse, contro le galere e le forche dell'Europa furente, che una rivoltella in tasca e la sua prontezza a scaricarla da un momento all'altro nella testa propria o in quella di un altro. Pensateci a quest'uomo che si mette alla ricerca di un gentiluomo, di un cristiano in mezzo alla folla dei lupi che ululano assetati del suo sangue. E pensate anche a questo: lo trova alla prima, l'uomo che cerca, un vero grande di Spagna, un animo nobile, d'alto sentire, senza paura, senza odio, nella persona - suprema ironia! - di un direttore di giornale! Il lupo anarchico per salvarsi dai lupi della plutocrazia si affida all'onore di quell'uomo. Quell'uomo, che non  un lupo (n un direttore di giornale londinese) e quindi non ha nella sua natura tanta affinit col dinamitardo sanguinario da diventare sanguinario anche lui, non lo respinge a farsi addentare dai lupi che lo incalzano: invece lo aiuta quanto pu per mettersi in salvo, e lo manda via dopo avergli fatto far conoscenza con una forza che agisce pi profondamente della dinamite, quantunque non se ne possa produrre altrettanta per dieci soldi. L'atto giusto, onorevole, nobile di quell'uomo non andr perduto - speriamo - per l'Europa; sebbene giovi al lupo fuggiasco solo per poco. Ben presto i lupi della burocrazia fiutano la sua traccia. Il fuggitivo uccide il disgraziato lupo che col naso gli  giunto pi vicino, e poi si uccide. La sua fotografia rivela al mondo che egli non era un mostro, un ritorno atavico alla tigre, ma un bel ragazzo che di eccezionale, in s, non aveva altro che un coraggio e una risolutezza da far paura (ed ecco la folla spaventata a gridargli vigliacco): un essere pel quale in circostanze di vita umane e cristiane, l'idea di assassinare una coppia felice di sposi nel giorno delle nozze sarebbe stata un'infamia inconcepibile.
Ed ecco il colmo dell'ironia e della cieca stoltezza. I lupi, non potendo addentare la carne del loro fratello lupo, se la prendono con l'uomo: e procedono a tormentarlo, com' loro uso, con la prigionia per non aver addentato il dinamitardo alla gola tenendolo l fin che non giungevano loro a finirlo.
E cos, come vedete, un uomo oggigiorno non pu essere una persona per bene nemmeno se vuole. Quanto ad essere cristiano, c' una certa libert d'azione perch, ripeto, il Cristianesimo ha due aspetti. Il Cristianesimo ordinario ha per emblema un patibolo, per dramma essenziale un supplizio feroce preceduto dalla tortura, per mistero essenziale una condanna insana dell'uomo e un riscatto illusorio col sangue di un dio. Ma c' un altro Cristianesimo, pi alto e pi profondo; quello che proclama il sacro mistero dell'Uguaglianza, e rigetta da s l'illusione e la stoltezza della vendetta, chiamata sovente con un eufemismo pena e giustizia. La parte forcaiola del Cristianesimo  tollerata; l'altra  delitto,  alto tradimento. Coloro che apprezzano l'ironia sanno bene che in Inghilterra il solo direttore di giornale che stigmatizza la giustizia penale come un istituto fondamentalmente iniquo, combatte anche il Cristianesimo. Il suo giornale si chiama Il Libero Pensatore; ed egli ha scontato due anni di carcere per bestemmia.
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CONCLUSIONI LOGICHE.
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E adesso debbo pregare il lettore di non perdere la testa in un senso o nell'altro, ma di trarre una morale sana da tante assurdit sinistre. Non  logico proporci che le leggi criminali si applichino solo al colpevole principale e non anche ai complici nel senso pi esteso, ossia a tutti quelli che col loro assentimento, consiglio o silenzio possano assicurare al colpevole principale l'impunit. Se istituite la pena come parte della legge, dovete punire la gente che vi pone ostacolo e non ne favorisce, potendo, l'applicazione. Se avete una polizia, una parte del suo dovere deve consistere nell'obbligare ciascuno ad aiutarla. Certo, se le vostre leggi sono ingiuste e i vostri agenti sono strumenti d'oppressione, il risultato sar una violazione intollerabile della coscienza privata degli individui. Ma questo  inevitabile: il rimedio consiste non gi nell'autorizzare tutti a eluder la legge se cos loro piace, ma nel fare la legge in modo che riscuota il generale consenso e non trattare con stupida crudelt coloro che la trasgrediscono. Tutti condanniamo i ladri con scasso; ma lo scassinatore moderno, quando  sorpreso e immobilizzato dal padrone di casa, si raccomanda di solito a lui, e spesso non invano, per non essere consegnato agli inutili orrori della servit penale. In altri casi il trasgressore della legge si salva perch coloro che potrebbero darlo in mano alla polizia non considerano il suo atto come una colpa. Accade anche, talora, che si formino tribunali privati in opposizione a quelli pubblici, e questi tribunali privati adoperano assassini per l'esecuzione delle loro sentenze; come fece, per esempio, Maometto quando ancora non aveva stabilito ufficialmente il suo potere; come fecero le Logge del Nastro in Irlanda nella lunga lotta contro i padroni delle terre. In simili circostanze l'assassino rimane impunito sebbene tutti lo conoscano. Ma nessuno lo tradisce; un po' perch lo giustificano, presso a poco come il Governo giustifica gli esecutori delle sue sentenze, un po' perch se lo tradissero rischierebbero la vita loro: altro metodo imparato dal Governo. Dato un tribunale, che adopera un esecutore il quale non ha alcun motivo personale di odiare la vittima, non c' moralmente alcuna differenza fra l'omicidio legale e quello illegale.
Insomma tutti gli uomini sono anarchici nei riguardi delle leggi che sono contrarie alla loro coscienza, sia nel principio che nella sanzione. A Londra i peggiori anarchici sono i magistrati, molti dei quali sono tanto vecchi ed ignoranti che, quando hanno da applicare una legge basata sopra principii o dottrine che risalgano a meno di cinquant'anni, non l'approvano e poich sono dei cittadini cresciuti nel loro guscio e senza alcun rispetto del diritto in essenza, dnno candidamente l'esempio di violarla. Questo  un caso di uomini che si trovano in arretrato rispetto alla legge, ma quando  la legge che  in arretrato rispetto agli uomini, anche allora questi giudici divengono anarchici. Quando, per effetto di un gran mutamento nelle condizioni sociali come  stata la rivoluzione industriale compiutasi nei secoli decimottavo e decimonono, le istituzioni legali e industriali si trovano ad essere antiquate, l'anarchismo diviene quasi una religione. Tutte le forze degli ingegni pi poderosi nel campo dell'economia, della filosofia, dell'arte si volgono allora a dimostrare e a ricordare che la morale e la legge non sono altro che convenzioni, manchevoli e sempre pi anacronistiche. Ed ecco venir fuori i drammi in cui gli eroi sono i banditi, le commedie in cui i personaggi rispettosi della legge e della morale convenzionale si mettono in ridicolo da se stessi perch ogni volta che fanno il loro dovere urtano la coscienza morale del pubblico; ecco i trattati d'economia che han per titolo La propriet  un furto; ecco i libri sul conflitto fra la religione e la scienza.
Orbene, un simile stato di cose  malsano. I vantaggi del vivere in societ sono proporzionati, non alla libert dell'individuo dal codice, ma alla complessit e alla molteplicit dei vincoli legali che l'individuo non solo accetta, ma  pronto a sostenere; e a sostenerli come cosa di tale importanza vitale, che la possibilit di un trasgressore che sfugga alle sanzioni legali non sia ammessa sotto nessun pretesto. Una simile attitudine della gente diviene impossibile allorch i soli uomini che sono in grado di farsi ascoltare e ricordare dal mondo spendono tutte le loro energie nel sollevare la gente contro le leggi vigenti, contro la morale dominante, contro i criteri correnti di rispettabilit, contro il diritto di propriet quale la legge lo riconosce. All'uomo ordinario, ignaro di teorie sociali anche se  dotto in poesia latina, non si pu evidentemente predicargli che tutte le leggi del suo paese sono sbagliate e poi andargli a dire che in astratto deve riconoscere la legge come una necessit vitale del vivere civile. Una volta che lo avete convinto a ripudiare le leggi che conosce, egli ripudia anche il concetto di legge e di istituzione fondamentale, ride di tutto ci che  diritto, esalta i metodi dell'ignoranza come "storici", non accetta altra regola di condotta che l'empirismo, con la dinamite a base della politica e la vivisezione a base della scienza.  orribile; ma che fare? Guardate, per esempio, me: socialmente appartengo alla categoria della gente per bene; intellettualmente sarei portato al rispetto delle leggi fin quasi alla pedanteria; per temperamento sarei proclive alla prudenza e alla moderazione quasi quanto una vecchia zitellona. E con tutto ci io sono, e sono sempre stato, e ormai sempre sar, uno scrittore rivoluzionario. E perch questo? Perch le leggi che abbiamo fanno della legge una cosa impossibile; perch le libert che abbiamo distruggono ogni libert; perch la propriet come esiste  un furto legalizzato; il sapere  governato da illusi inesperti; il potere  in mano a vili e a deboli; l'onore  falso in tutto e per tutto. Io combatto l'ordine di cose per ragioni buone; ma non per questo le mie argomentazioni cessano di rappresentare un incoraggiamento e un'arma per le persone che l'avversano per ragioni cattive. Strilli fin che vuole l'ordine attuale, se io lo smaschero; lo rendano anche peggiore i tentativi di qualche stolto per sopprimerlo; io non saprei cosa farci, anche se vedessi cos'altro pu fare ancora di male la societ, che gi non stia facendo. E il brutto, in questo male di pi che la societ attuale pu fare, anche dal suo punto di vista,  che essa con tutte le sue prigioni, le baionette, la frusta e l'esilio e la fame inflitte ai ribelli,  impotente davanti all'anarchico deciso a sacrificare la vita nella lotta. Contro gli esplosivi tremendi che lo studente russo pu fabbricare con poca spesa, e che il granatiere russo ha imparato a maneggiare in Manciuria, la difesa naturale sta nel fatto che gli uomini coraggiosi e risoluti, se sono birbanti non vorranno rischiar la pelle nell'interesse dell'umanit, e se sono umani rifuggono dall'omicidio e non lo compiono se non quando la loro coscienza sia offesa intollerabilmente. Il rimedio  semplicissimo, quindi: non offendere la coscienza dei buoni.
Non temete che i buoni sieno intransigenti. Quegli stessi di loro che dichiarano guerra alla societ mettendo a rischio la propria vita sanno gi che pi di quel tanto dall'umanit non si pu pretendere. Nessuno pretende, nessuno spera l'Et dell'oro. Ma due cose bisogna che siano messe a posto, se non vogliamo perire, come Roma, di atrofia dell'anima mascherata d'impero.
La prima , che la funzione quotidiana di distribuire la ricchezza del paese fra i cittadini si svolga in modo che non una briciola ne vada ad un adulto abile al lavoro il quale non produca con le braccia sue o con la testa sua non solo l'equivalente di ci che riceve, ma anche un soprappi per provvedere alla sua vecchiaia e rimborsare quanto ha servito per allevarlo.
La seconda , che si abbandoni quel sistema di infliggere deliberatamente la sofferenza; la quale va ora sotto il nome di punizione; s che il ladro, il birbante, il giocatore, il mendicante si possano senza offesa all'umanit consegnare in mano alla legge e si possa dir loro che lo Stato non  tanto inumano da punire, ma non  neppure tanto prodigo da sciupare la vita dei galantuomini per far la guardia contro i birbanti e ai birbanti. Ecco perch non si mandano in galera i cani, e si affronta anche il rischio del loro morso, per una volta. Ma il cane che mostra i denti e li adopera perch gli piace di mordere, va a finire nella camera letale. Questo, dico io,  buon senso, ma fargli espiare un morso con un periodo di tormenti e poi rimetterlo in libert pi cattivo di prima (effetto della catena) perch torni a mordere e ad espiare, dopo esserci costato molto in lavoro e felicit umana per tenerlo alla catena, per dargli da mangiare e per tormentarlo , dico io, stoltezza e superstizione. Eppure questo noi facciamo agli uomini che mostrano i denti e mordono e rubano. Molto pi ragionevole sarebbe sopportare i loro difetti, come si sopportano le loro malattie, fino al giorno che costano pi di quello che valgono; e allora, con molte scuse ed espressioni di compassione, metterli nella camera letale e liberarcene per sempre. Ma in nessun caso si dovrebbe permetter loro di espiare il male con una punizione artificialmente preparata, o con oblazioni filantropiche o con l'indennizzare le vittime. Se non ci deve essere punizione non ci dev'essere nemmeno perdono. La responsabilit morale sar un'espressione vuota di senso fintanto che ciascuno non sia convinto che un atto  una cosa irrevocabile, e che il diritto a vivere dipende dall'utilit che rappresentiamo. Ma pur troppo finora il genere umano queste due dure verit non ha osato guardarle in faccia. Noi sperperiamo stoltamente il denaro per acquietar la coscienza, si introducono i sistemi bancarii nella morale con provvigioni espiatorie, compensi, redenzioni, salvazioni, sottoscrizioni filantropiche ecc. ecc.: tutti contratti che si sottraggono al codice della morale. Non contenti dell'antico capro espiatorio, dell'agnello, divinizziamo i salvatori dell'umanit e ricorriamo all'intercessione miracolosa delle vergini. All'inesorabile prestiamo l'attributo della misericordia; commesso l'omicidio acquietiamo la nostra coscienza col gettarci in seno all'amore divino; ci fa orrore la pena di morte perch quella sola ci sembra irrevocabile. Come se non fosse una cosa irrevocabile anche un'ora sola di prigione.
Chi non sa guardare il male in faccia senza illusioni, non sapr mai che cosa  il male realmente, e come combatterlo in modo efficace. I pochi uomini che sono stati capaci (relativamente) di farlo sono stati detti cinici, e talvolta avevano in loro stessi una parte non comune di male, corrispondente alla potenza non comune del loro ingegno; ma non fecero mai il male se non intenzionalmente. Ecco perch certi grandi birbanti furono uomini di governo eccellenti; e invece monarchi d'animo buono e privatamente innocui rovinarono il loro paese con l'affidarsi al solito giochetto dell'innocenza e della colpa, del premio e del castigo, della indignazione virtuosa e del perdono, invece di affrontare la realt delle cose senza odio e senza merc. Cos Barbara affronta Bill Walker e il resultato  che il birbante non riuscendo a farsi odiare,  costretto a odiarsi. Per sfuggire al suo tormento cerca di farsi punire; ma il "salutista" che egli va a provocare  spietato quanto Barbara e prega per lui invece di percuoterlo. Allora cerca di pagare, ma non trova nessuno che accetti il suo denaro.  la sorte di Caino che non trova n un salvatore, n un poliziotto, n un elemosiniere che lo aiuti a illudersi che il sangue di suo fratello non gridi pi vendetta contro di lui, e perci deve vivere e morire assassino. Caino si guard bene dal commettere un altro omicidio, a differenza degli odierni azionisti di ferrovie (io ne faccio parte) i quali ammazzano e storpiano centinaia di agganciatori per risparmiare la spesa degli agganciatori automatici, e per scontare il male che fanno contribuiscono alle istituzioni di carit. Se a Caino fosse stato concesso di scontare la sua colpa cos, egli forse avrebbe ucciso anche suo padre e sua madre pel solo piacere di riconciliarsi con Dio un'altra volta. Bodger - potete starne certi - seguiter fino al termine dei suoi giorni ad avvelenare la gente col whisky di cattiva qualit: trover sempre un Esercito della Salute o una Chiesa Anglicana per negoziare la sua redenzione contro una percentuale trascurabile dei suoi profitti.
C' anche una terza condizione che dev'essere adempita perch i grandi che insegnano al mondo non irridano pi alle religioni. Bisogna che le religioni divengano intellettualmente oneste. Finora non v' in tutto il mondo una sola religione ufficialmente riconosciuta a cui si possa credere. E questo  forse il fatto pi mirabile di tutta la situazione. Questo mio lavoro, Il Maggiore Barbara, , spero, vero ed ispirato; ma chiunque dica che riproduce un fatto realmente accaduto, e che credervi e comprenderlo consista nel credere che esso  preso dal vero, quell'uomo , per parlare come le Scritture, uno stolto e un mentitore, e come tale denunziato e maledetto da me, autore, fino alla settima generazione.
Londra, giugno 1906.
N.B. - I versi euripidei nel secondo atto del Maggiore Barbara non sono miei, e neppure tradotti direttamente da Euripide. Sono del prof. Gilbert Murray, la cui versione inglese delle Baccanti giunse in mezzo alla nostra letteratura teatrale con tutta la potenza impulsiva di un'opera originale, poco prima che io incominciassi Il Maggiore Barbara. E il mio lavoro deve in realt qualche cosa al suo, e per varie ragioni.
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George Bernard Shaw.
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Il maggiore Barbara.
Commedia in tre atti.
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ATTO PRIMO.
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La biblioteca in casa di Lady Britomart Undershaft a Wilton Crescent. Una sera di gennaio, dopo pranzo. Nel mezzo della stanza si trova un ampio sof di cuoio scuro. Chi vi si siede (ora non c' nessuno) ha a destra la scrivania di Lady Britomart, con la signora, che vi sta occupata; un'altra piccola scrivania a sinistra, dietro di s; la porta in fondo, dalla parte di Lady Britomart, e una finestra, con sedile, proprio alla sua sinistra. Vicino alla finestra  una poltrona.
Lady Britomart  una donna sulla cinquantina, vestita bene, ma incurante del suo vestito; bene educata e tuttavia senza riguardo alla propria educazione; garbata eppure franca e incurante dell'impressione che fa sul proprio interlocutore, cortese e insieme autoritaria, tenace ed inflessibile al sommo grado; e nondimeno appare come la tipica matrona casalinga delle classi sociali superiori.  stata trattata come una bimba indisciplinata finch poi non  divenuta una madre brontolona, piena di pratica esperienza e di attivit. Ristretta di idee, per effetto del suo spirito di famiglia e di classe sociale; s che considera l'universo proprio come se fosse una vasta casa a Wilton Crescent, e governa il suo reparto molto bene, in codesta concezione, ed  per quanto si pu giudicare dai libri della biblioteca, dai quadri alle pareti, dalla musica che  nella cartella, dagli articoli che essa legge nei giornali, molto moderna e liberale.
Entra suo figlio Stefano.  un giovanotto venticinquenne, estremamente corretto che si prende assai sul serio, ma conserva di fronte alla madre una certa timidezza; questa  piuttosto il suo fare di ragazzo, la sua riservatezza di giovanotto che debolezza di carattere.
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STEFANO
Che vuoi, mamma?
LADY BRITOMART
Un momento!
Stefano, con aria remissiva, siede sul divano, e apre un giornale.
Stefano, non cominciare a leggere! Ho bisogno di tutta la tua attenzione
STEFANO
Faccio solamente... tanto che aspettavo...
LADY BRITOMART
Non stare a scusarti, Stefano.
Egli posa il giornale.
Su!
Finisce di scrivere, si alza e va al divano.
Vedi che non ti ho fatto troppo attendere.
STEFANO
Ah, no, mamma.
LADY BRITOMART
Dammi il mio cuscino.
Stefano prende il cuscino che  sulla sedia presso il tavolino, e glielo accomoda, mentre lei siede sul divano.
Siedi.
Stefano siede e comincia nervosamente ad accomodarsi la cravatta.
Stefano, non ti gingillare con la cravatta... Va bene come sta.
STEFANO
Scusami!
Pausa. Si mette a giocherellare colla catena dell'orologio.
LADY BRITOMART
Vuoi starmi bene attento?
STEFANO
Naturalmente, mamma.
LADY BRITOMART
No: non naturalmente. Desidero qualcosa che vada al di l, molto, della tua attenzione consueta, per le cose consuete. Ho da parlarti molto sul serio, Stefano! Lascia in pace quella catena, e stammi a sentire...
Squadrandolo con aria piuttosto aggressiva.
STEFANO
S'affretta a lasciar la catenella.
Ho fatto qualcosa che t' spiaciuta, mamma? Se mai,  stato senza volerlo.
LADY BRITOMART
Sorpresa.
Ma che!
Con rimorso.
Povero ragazzo, credevi che fossi adirata con te?
STEFANO
Allora, mamma? Tu m'inquieti, davvero!
LADY BRITOMART
Stefano, si potrebbe sapere quando ti accorgerai che sei ormai un uomo fatto, e che io non sono che una donna?
STEFANO
Istupidito.
Non sei che una...
LADY BRITOMART
Ti prego, non ripetere le mie parole:  una pessima abitudine. Tu devi imparare a prendere la vita sul serio. Io non posso continuare a sostenere da sola il peso dei nostri interessi di famiglia... e toccherebbe a te prenderne la responsabilit.
STEFANO
A me?
LADY BRITOMART
Proprio a te! In giugno hai compito ventiquattro anni, hai fatto gli studi ad Harrow e a Cambridge, sei stato in India e al Giappone. Devi sapere ormai una quantit di cose... a meno che tu non abbia sprecato il tuo tempo. Rispondimi...
STEFANO
Ma tu sai bene che io non mi sono mai interessato di come si guida una casa...
LADY BRITOMART
Lo so, ma non occorre mica che tu sappia comandare il pranzo...
STEFANO
No... intendo dire i nostri affari di casa...
LADY BRITOMART
Ebbene, d'ora in poi te ne interesserai... Essi vanno oramai al di l delle mie forze.
STEFANO
Spesso ho pensato che devo farlo... ma in verit me ne intendo cos poco dei nostri affari... e quel poco che so  cos increscioso... cos difficile parlare di certe cose con te...
S'arresta vergognoso.
LADY BRITOMART
Vuoi alludere a tuo padre?
STEFANO
Con voce appena intelligibile.
S, appunto...
LADY BRITOMART
Non possiamo mica passare tutta la vita senza nominarlo... Apprezzo i riguardi che hai avuto, di non parlarmene, finch non ti ci ho indotto io; ma tu sei grande abbastanza per essere messo al corrente di tutto, e per aiutarmi a trattare con lui quello che concerne le ragazze.
STEFANO
Ma le ragazze sono ormai tutte a posto. Sono gi fidanzate.
LADY BRITOMART
Compiacendosene.
Certo! Per Sara ho trovato un ottimo partito. Carlo Lomax a trentacinque anni sar milionario. Ma di qui ad allora ci mancano dieci anni, e frattanto il testamento di suo padre non gli accorda che una rendita di ottocento sterline all'anno.
STEFANO
Ma il testamento dice anche che se lui riesce coi suoi sforzi ad aumentare le sue entrate, le ottocento sterline potranno essergli raddoppiate.
LADY BRITOMART
Oh, quanto a questo! Gli sforzi di Carlo Lomax tendono piuttosto a diminuire che ad aumentare la sua rendita, e Sara bisogner che trovi altre ottocento sterline all'anno per s, almeno durante il decennio, e anche cos faranno una vita molto meschina... E di Barbara, cosa accadr? Lei era quella che pareva dovesse avere l'avvenire pi brillante, di tutti voi... E invece!... Entra nell'Esercito della Salute, licenzia la cameriera, vive con una sterlina la settimana, esce la sera con un professore di greco incontrato a caso per la via... e che pretende d'essere un Salutista... e intanto s' messo a suonare il tamburo in pubblico, per fare il paio con lei perch ha perso l'orecchio e il cervello con lei!
STEFANO
Certo che il loro fidanzamento ha sorpreso anche me. Cusins  un uomo simpatico, nessuno supporrebbe che sia nato in Australia... ma...
LADY BRITOMART
Oh, Cusins sar un ottimo marito! Dopo tutto, quanto alla lingua greca, non c' nulla da ridire... Essa d subito ad uno l'impronta signorile, studiosa... Del resto la mia famiglia non  codina... Noi siamo liberali... e crediamo nella libert... Lascia che gli snobs dicano quel che vogliono... mia figlia deve sposare non chi piace a loro, ma bens chi piace a me.
STEFANO
Oh, naturalmente! Io intendevo parlare solo della sua posizione... Certo lui non ha l'aria d'un dissipatore...
LADY BRITOMART
Non bisogna fidarsi troppo delle apparenze. La conosco, io, la gente tranquilla, pacifica, raffinata, poetica come Adolfo... che ha l'aria di contentarsi di tutto. Costa pi di quelli che tu chiami dissipatori, i quali hanno poi de' gusti com'essi... di poco prezzo. No, no... a Barbara occorreranno almeno duemila sterline all'anno, il che significa, pensaci bene, due case in pi da mantenere, oltre la nostra. Tu poi, caro mio, presto devi ammogliarti anche tu. Non mi piace l'uso invalso, dei giovanotti che si divertono qua e l senza accasarsi se non all'ultimo, quand' tardi... Ed io sto appunto pensando a combinare qualche cosa per te.
STEFANO
Te ne sono grato, mamma; ma forse sar meglio che me ne occupi io stesso.
LADY BRITOMART
Ma che! Tu sei ancora troppo giovane per trattare un matrimonio, cadresti nella pania della prima bellezzina che capita. Con questo non pretendo mica che tu non debba essere consultato, questo lo sai benissimo.
Stefano stringe le labbra e tace.
E ora non mi fare il muso per questo...
STEFANO
Io non fo il muso... mamma. Cosa c'entra tutto questo con... con... con... mio padre?
LADY BRITOMART
Caro mio... e dov' il denaro per fare tutto ci? Finch voi figliuoli restate nella stessa casa, la mia rendita pu bastare, ma io non posso mantenere quattro famiglie in quattro case diverse. Tu sai come sia povero mio padre. La sua rendita annuale arriva appena a settemila sterline, e veramente, se non fosse il conte di Stevenage, dovrebbe rinunziare alla vita di societ; lui non pu far nulla per noi... e poi dice, e con ragione, che  assurdo chiedergli di provvedere pei figli di un uomo che nuota nell'oro. Vedi, Stefano, tuo padre deve essere favolosamente ricco, perch in qualche parte del mondo, una qualche guerra c' sempre.
STEFANO
Oh, non mi ci far pensare, mamma. Lo so... Non si apre un giornale senza che ci figuri il nostro nome. La torpediniera Undershaft! Le bombe Undershaft! Il cannone Undershaft! Il sottomarino Undershaft! L'aeronave Undershaft! All'Universit mi chiamavano "l'Infante dell'arsenale". Una volta un cretino scrisse di nascosto sulla mia Bibbia, quella che mi hai regalato tu... proprio sotto il mio nome: "Figlio ed erede di Undershaft e Lazarus, industriali di distruzione e di morte. Recapito: Mondo cristiano e israelitico". Ma questo  niente in confronto degli ossequi che mi fanno ovunque, perch il babbo accumula tesori vendendo i cannoni.
LADY BRITOMART
Non si tratta soltanto di cannoni, ma anche di prestiti di guerra, che Lazarus combina col pretesto di far credito per gli armamenti.  addirittura uno scandalo! Quei due uomini, Andrea Undershaft e Lazarus, si mettono addirittura in tasca l'Europa... Ecco perch tuo padre  capace di condursi come si conduce con noi. Per lui non esistono leggi. Credi tu che Bismarck o Gladstone o Disraeli avrebbero, per tutto il tempo della loro vita, rinnegato apertamente ogni dovere morale e sociale, come tuo padre? Non l'avrebbero osato. Pregai Lord Chamberlain di intervenire; ma fu come se avessi chiesto loro di far dichiarare guerra al Sultano. Non si mossero. Dicevano che non potevano fargli niente. Credo che avessero paura di lui.
STEFANO
Cosa potevano fargli? Non  mica fuori della legge.
LADY BRITOMART
Non  fuori della legge? Ma se non  mai stato nella legge. Persino la sua nascita fu contro la legge. I suoi genitori non erano nemmeno sposati.
STEFANO
Mamma,  proprio vero?
LADY BRITOMART
Proprio cos!  appunto il motivo su cui si fonda la nostra separazione.
STEFANO
E non te l'aveva fatto sapere prima del matrimonio?
LADY BRITOMART
Un poco scossa da questa supposizione.
Oh, no! Bisogna render giustizia ad Andrea, questo no; sai bene qual' la divisa degli Undershaft: "Mai vergognarsi". Tutti lo sapevano.
STEFANO
Ma hai detto poco fa che ti sei separata da lui per questo.
LADY BRITOMART
S, ma non gli bastava di essere un bastardo lui; bisognava che diseredasse te, per un altro bastardo. E questo, io, non lo potevo tollerare.
STEFANO
Tramortito.
Hai detto per... per... per...
LADY BRITOMART
Non balbettare, Stefano, parla chiaro!
STEFANO
Ma tutto questo  orribile per me, mamma! Aver da parlare con te di cose siffatte!
LADY BRITOMART
Certo non  piacevole n per me n per te, parlare di certe cose, tanto pi se continui nel tuo modo di fare, puerile e impacciato.  da borghesi il rimanere imbarazzati, sgomenti, quando ci si accorge che al mondo ci sono delle canaglie. Ma nella nostra classe bisogna sapere come regolarsi anche con le canaglie, e nulla deve turbare la nostra calma. Ora fa pure le tue domande.
STEFANO
Tu non hai proprio nessun riguardo di me. Ti prego. O tu mi tratti da ragazzo, come hai fatto sempre, e allora non devi dirmi niente del tutto; oppure dimmi tutto e lascia che mi regoli come meglio potr.
LADY BRITOMART
Trattarti come un ragazzo! Che intendi dire? Io non ho mai trattato da ragazzo nessuno di voi; anzi, vi ho considerati sempre come i miei compagni ed amici; vi ho lasciato dire e fare tutto quello che vi piaceva, finch quello che piaceva a voi sembrava ragionevole anche a me, si capisce.
STEFANO
Disperato.
Saremo stati dei figli indegni di una madre esemplare; ma, almeno questa volta, ti prego di lasciarmi guidare da me solo, e di spiegarmi piuttosto... quale necessit ha potuto indurre mio padre a posporre me ad un altro suo figlio?
LADY BRITOMART
Sorpresa.
Un altro figlio? Ma chi ha mai detto simili sciocchezze? Chi se l' mai sognato?! Vedi cosa ti succede a volermi interrompere?
STEFANO
Ma tu hai detto...
LADY BRITOMART
Interrompendolo.
Ora sta buono, Stefano, e dammi retta, tranquillo. Gli Undershaft provengono da un trovatello della parrocchia di Sant'Andrea Undershaft... Or sono molti anni, sotto il regno di Giacomo I, quel trovatello era stato adottato da un fabbricante di armi e fucili. Col tempo, il trovatello gli succedette negli affari; e anche lui, forse per gratitudine, forse per voto fatto, adott un trovatello a sua volta, e gli lasci poi la direzione degli affari. Quel trovatello fece lo stesso... e la tradizione continua, tantoch l'azienda dei cannoni  sempre stata governata da un trovatello adottato, che prendeva il nome di Andrea Undershaft.
STEFANO
Ma non si erano mai ammogliati? Non ebbero mai figli legittimi?
LADY BRITOMART
Certo! Si sono ammogliati, come tuo padre, e furono tutti abbastanza ricchi da comperare dei terreni pei loro figli, e lasciarli in buona posizione; ma tutti hanno adottato un bastardo, per potergli lasciare la loro industria. Certo avranno avuto dei forti litigi con le loro mogli... Tuo padre fu adottato in questa maniera. E pretende di essere obbligato a mantenere la tradizione, adottando anche lui un estraneo cui lasciare l'azienda. Ma io non ero disposta a tollerarlo... Le ragioni degli Undershaft forse contavano quando, non potendo sposare altro che donne del loro ceto, si trovavano con dei figli incapaci di governare grandi propriet... ma non contano quando si tratta di un mio figlio...
STEFANO
Dubbioso.
Ma io non credo di aver troppe attitudini per dirigere una fonderia di cannoni.
LADY BRITOMART
Sciocchezze! Puoi benissimo prendere un direttore e pagarlo.
STEFANO
Evidentemente mio padre non aveva una grande opinione della mia capacit!
LADY BRITOMART
Eh via, son ciarle! Tu eri un bambino! Ma cosa ci entra la tua capacit? Andrea lo faceva per principio, come per principio ha sempre fatto le cose pi detestabili. Quando mio padre protest, Andrea gli disse sul viso che nella storia ci sono due soli grandi esempi: la ditta Undershaft e l'Impero Romano sotto gli Antonini... e questo perch tutti gli imperatori della stirpe degli Antonini adottavano i loro successori. Che orrore! Gli Stevenage son buoni da quanto gli Antonini, spero, e tu sei uno Stevenage... Ma non c' che lui, Andrea. Sai com'!... Sempre pronto, irrefutabile, quand'ha da sostenere un paradosso, un'immoralit; sempre goffo, burbero, quand'ha da condursi invece con un po' di garbo e di tatto.
STEFANO
Dunque  per colpa mia che la tua vita familiare fu spezzata? Mi dispiace!
LADY BRITOMART
Oh, caro, c'erano ancora altre differenze! Io non potevo in realt sopportare un uomo immorale. Ma questo  niente! C' di peggio! Tuo padre ha la teoria dell'immoralit, difende le cose pi inique e sconvenienti... Io non sono bigotta... e non avrei dato peso alla sua tendenza di fare soltanto le cose inique... Tutti possono errare... Ma tuo padre, per dire il vero, non faceva il male, ma lo pensava e lo diceva. Aveva insomma una specie di religione del male: questo era pi orribile. Come quand'uno pratica il male; ma tuttavia lo riconosce, s'inchina al bene, lo esalta, noi siamo disposti a compatirlo; cos io non potevo assolutamente sopportare che Andrea predicasse l'immoralit e praticasse la morale. Ecco: se lui fosse rimasto in casa, voi sareste cresciuti senza morale. Inoltre tuo padre, come sai, sotto certi aspetti era un uomo simpaticissimo, e i ragazzi se la intendevano bene con lui... Ma lui ne abusava per insinuare nei loro cervellini le idee pi perverse, senza curarsi se cos li rendeva sfrenati. A dire il vero, neppur io mi trovavo male con lui: tutt'altro; ma la divergenza in fatto di morale, non  sormontabile.
STEFANO
Io questo non riesco a capirlo. Si possono avere vari modi di vedere sopra qualunque cosa, persino in fatto di religione, ma come possono esistere varie opinioni sopra quel che  giusto e quel che non  giusto? Il giusto  il giusto, e l'ingiusto  l'ingiusto. E quando un uomo non riesce a distinguere bene queste cose,  uno stolto o un furfante. Altro non si pu dire.
LADY BRITOMART
Commossa.
Ah, questo  proprio figlio mio!
Gli accarezza la guancia.
Tuo padre non avrebbe mai risposto cos; si sarebbe contentato di sorridere, come al solito, e di sorvolare, cavandosela con qualche leziosa spiritosaggine. Ebbene, ora che conosci la situazione cosa mi consigli di fare?
STEFANO
Tutto sta a vedere cosa puoi fare.
LADY BRITOMART
In un modo o nell'altro mi occorre denaro.
STEFANO
Il suo denaro noi non possiamo prenderlo. Prima di accettare un centesimo da lui, andrei ad abitare in qualche quartiere umile... al Viale di Bredford, oppure ad Hampstead.
LADY BRITOMART
Ma dopo tutto, caro Stefano, anche la nostra rendita attuale proviene da Andrea.
STEFANO
Colpito.
Non lo avrei mai creduto.
LADY BRITOMART
Eppure non potevi supporre che tuo nonno potesse darmi qualche cosa. Gli Stevenage non potevano far altro per te, che darti una posizione sociale; Andrea doveva ben contribuire in qualche modo... e in questo faceva un ottimo affare.
STEFANO
Con amarezza.
Insomma, noi dipendiamo interamente da lui e dai suoi cannoni?
LADY BRITOMART
Ma no. Il denaro per noi  depositato, ma proviene da lui. Vedi bene dunque che non si tratta di dire se debbo prendere del denaro da lui, ma di vedere quanto ne dovr prendere. Per me non ne occorre pi.
STEFANO
Neanche per me.
LADY BRITOMART
Ma per Sara s, ed anche per Barbara. Cio, Carlo Lomax e Adolfo Cusins costeranno loro un bel po', per cui io per il loro bene dovr mettere da parte il mio orgoglio, e chiedere. Me lo consigli anche tu, non  vero, Stefano?
STEFANO
No.
LADY BRITOMART
Con durezza.
Stefano!
STEFANO
Ah, capisco, tu hai gi preso la tua decisione...
LADY BRITOMART
Nessuna decisione; chiedo il tuo consiglio... lo aspetto... Non voglio tutta la responsabilit sulle mie spalle...
STEFANO
Ostinato.
Preferirei morire prima di chiedergli ancora un soldo.
LADY BRITOMART
Rassegnata.
In altre parole tu intendi dire che dovr chiederglieli io. Ebbene, come vuoi... Tu preferiresti che mi aiutasse tuo nonno... ma secondo lui, dovrei indurre Andrea a venir qui a veder le ragazze... Dopo tutto, deve avere un po' di affetto per esse...
STEFANO
Farlo venir qui?!
LADY BRITOMART
Non ripetere le parole, Stefano. Devo far che s'incontrino altrove?
STEFANO
Non mi sarei mai aspettato che tu lo chiamassi.
LADY BRITOMART
Adesso poi mi secchi! Vedi bene che  necessario che ci venga a trovare, non ti pare?
STEFANO
Esitante.
Eh! Posto che le ragazze non possano fare senza il suo denaro...
LADY BRITOMART
Stefano, ti ringrazio. Sapevo bene che quando te ne fossero spiegate le ragioni avresti dato un consiglio ragionevole... Ho detto a tuo padre di venire stasera.
Stefano balza in piedi.
Non scattare cos! Mi fai venire i nervi
STEFANO
Nella massima eccitazione.
Che dici? Dunque stasera viene mio padre... Potrebbe arrivare da un momento all'altro?
LADY BRITOMART
Guarda il suo orologio.
Gli ho scritto per le nove.
Stefano sospira. Ella si alza.
Suona il campanello.
Stefano va alla piccola scrivania, preme il bottone, siede appoggiando i gomiti sul tavolo e la testa fra le mani, imbrogliato, sopraffatto.
Mancano dieci minuti alle nove: bisogna che prepari anche le ragazze. Ho invitato a pranzo anche Carlo Lomax e Adolfo, perch siano presenti anche loro.  meglio che Andrea li conosca perch non si abbia a fare illusioni sulla loro capacit a mantenere le loro mogli.
Al cameriere che entra.
Morrison, andate su nel salone ad avvertire tutti di scendere qui subito.
Morrison esce.
E tu, Stefano, ricorda quello che sto per dirti. Ho bisogno di tutta la tua presenza di spirito e della tua autorit...
Stefano si alza sforzandosi di trovare in s qualche traccia di tale attributo.
Dammi una sedia, caro.
Egli prende vicino alla parete una sedia e la mette vicino alla piccola scrivania; ella siede, poi Stefano si dirige alla poltrona e vi si sprofonda.
Non so come la prender Barbara. Da che l'hanno promossa a maggiore nell'Esercito della Salute ha sviluppata una sua naturale inclinazione a tenere tutta la strada per s e imporsi alla gente intorno... A volte fa soggezione anche a me...  un modo tutt'altro che signorile. Non so da chi l'abbia preso... Ma con me, non deve far prepotenze...  bene per che tuo padre arrivi qui prima che lei abbia il tempo di rifiutarsi di vederlo, o faccia qualche sciocchezza. E tu, non ti mostrare cos nervoso. Non faresti che incoraggiare Barbara a tirar fuori delle difficolt. Sono gi abbastanza nervosa... per quanto non lo dimostri...
Sara e Barbara entrano con i loro rispettivi fidanzati, Carlo Lomax e Adolfo Cusins. Sara  snella ed elegante di modi. Barbara  pi robusta, pi bella, ma pi energica. Sara veste alla moda. Barbara  nell'uniforme dell'Esercito della Salute.
Lomax  un giovane viveur, come tanti altri del suo genere. Egli  afflitto da una frivola mania di ilarit che, nei momenti pi inopportuni, esplode in un parossismo di mal represse risate.
Cusins  un professore smilzo, con capelli radi, porta gli occhiali, fa una vocina melliflua, ed una forma anche pi complessa della sciagura che affligge Lomax. La sua propensione al riso  fine ed intellettuale, e si complica con un carattere orribile. La lotta costante di un temperamento bonario e di una coscienza elevata contro gli assalti iniqui del ridicolo e di una feroce intolleranza, hanno determinato in lui uno sforzo cronico che ha visibilmente logorato la sua costituzione. Egli  la persona pi intransigente, risoluta, tenace, intollerante, che, per pura forza di volont, si presenta come un essere ragionevole, gentile, affabile, persino dolce ed untuoso, capace magari di assassinare, ma non di commettere una volgarit od un atto scortese. Per opera di qualche istinto che non  neppur tanto pietoso da accecarlo con le illusioni dell'amore, egli  risoluto di sposare Barbara. A Lomax piace Sara e crede che sar piuttosto uno scherzo di sposarla. E perci non ha fatto nessun tentativo di resistere a Lady Britomart che ha aggiustate le cose in tal senso.
Tutti quattro si guardano come se avessero interrotto nel salone un qualche gioco che li divertiva. Le ragazze entrano per prime, lasciando di fuori i giovanotti. Sara va a sedersi sul divano. Barbara le tiene dietro e si ferma sulla soglia.
BARBARA
Devono entrare anche Cholly e Dolly?
LADY BRITOMART
Con forza.
Barbara! Non voglio sentirti chiamare Cholly... Carlo. Simili volgarit, ti assicuro, mi fanno male!
BARBARA
Sta bene, mamma! Del resto, al giorno d'oggi,  correttissimo anche dire Cholly... Devono entrare?
LADY BRITOMART
S, purch si conducano come si deve...
BARBARA
Attraverso la porta.
Dolly, entra, e conduciti come si deve.
Va alla scrivania di sua madre, mentre Cusins entra sorridendo e va vagolando verso Lady B.
SARA
Chiamando.
Vieni, Cholly.
Entra Lomax, scruta la fisionomia degli altri, e si colloca come incerto fra Sara e Barbara.
LADY BRITOMART
Con tono imperioso.
Sedetevi tutti.
Siedono tutti; Cusins incrocia verso la finestra e si siede col, Barbara allo scrittoio, Lomax prende una sedia, Sara siede sul divano.
Adolfo, si pu sapere di cosa ridete? Di te, Carlo Lomax, non mi sorprende...
CUSINS
Con voce sottile, piena di gentilezza.
Barbara mi stava insegnando la marcia dell'Esercito della Salute.
LADY BRITOMART
E per questo? Cosa ci trovi da ridere? Se tu fossi realmente convertito, non ci troveresti niente da ridere.
CUSINS
Dolcemente.
Voi non eravate presente... Era divertentissimo!
LOMAX
Magnifico!...
LADY BRITOMART
Zitto, Carlo! Ed ora, figliuoli miei, state attenti. Stasera, verr qui vostro padre.
Stupore generale.
LOMAX
Con tono di protesta.
Ma se ti dico io!...
LADY BRITOMART
Carlo, questa  cosa che non vi riguarda!
SARA
Davvero, mamma?
LADY BRITOMART
Sicuro, si tratta di te, Sara, e anche di Carlo...
Pausa. - Carlo sembra voler protestare.
Spero che tu, Barbara, non avrai nulla in contrario.
BARBARA
Io? E perch? Anche mio padre ha un'anima da salvare, come tutti gli altri... Dunque, per quanto riguarda me, sar il benvenuto...
LOMAX
Ma veramente... tu non sai... Oh, io s che lo so...
LADY BRITOMART
Con freddezza.
Che cosa hai da dire, tu, Carlo?
LOMAX
Ecco... converrete che la cosa  un po' forte!
LADY BRITOMART
Volta a Cusins con tono insinuante.
Adolfo, tu che sei professore di greco, vorresti tradurci in una lingua viva e conveniente le osservazioni di Carlo Lomax?
CUSINS
Con prudenza.
Io credo che Carlo abbia espresso abbastanza bene quello che noi tutti proviamo. Omero, parlando di Autolico, usa la stessa espressione...
LOMAX
Con grazia.
Per, se non importa a Sara, non importa neppure a me...
LADY BRITOMART
Schiacciante.
Grazie... Mi permetti, Adolfo, di invitare mio marito in casa mia?
CUSINS
Con galanteria.
Tutto quello che fate voi ha sempre la mia approvazione incondizionata.
LADY BRITOMART
Sara, hai nulla da osservare, tu?
SARA
Si prepara forse a venire ad abitare qui per sempre?
LADY BRITOMART
Questo poi no! Gli  stata preparata la camera dei forestieri, perch possa, se lo vuole, fermarsi un giorno o due per vedervi pi spesso... ma tutto deve avere un limite.
SARA
E poi non ci vorr mica mangiare...
Pausa. - Poi, consentendo.
Per me!...
LOMAX
Rallegrandosi.
Son curioso di vedere come la prender il vecchio!
LADY BRITOMART
Probabilmente, come la prender la vecchia...
LOMAX
Mortificato.
No... non volevo dire... cos... almeno...
LADY BRITOMART
Voi non pensate mai a quel che dite, per questo i vostri discorsi non sanno mai di nulla. E adesso, ragazzi, fate attenzione! Ricordatevi che per tutti noi vostro padre deve essere assolutamente come un estraneo...
LOMAX
Suppongo che non abbia riveduto Sara da quando era una mocciosetta...
LADY BRITOMART
Gi, da quando ero una mocciosetta, come dici tu, con quella distinzione di espressione e raffinatezza di pronunzia che non ti abbandona mai... di conseguenza, lui...
Si impazienta.
Ecco... Adesso ho dimenticato tutto quello che stavo per dire... Ecco che significa provocarmi a riprendervi... Vi prego, Adolfo.... dov'ero rimasta?
CUSINS
Dolce.
Stavate dicendo che siccome Mister Undershaft non ha pi veduto i suoi figli da quando erano piccini, si former un concetto del modo come sono stati educati dal contegno che terranno stasera, e che perci voi desiderate di vederci riguardosi, attenti tutti, ma specialmente Carlo.
LOMAX
Prego! Lady Britomart non ha detto questo.
LADY BRITOMART
Vivace.
L'ho detto! Il pensiero di Adolfo  esattissimo. Bisogna che voi vi mostriate buoni... e vi prego una volta per sempre di non appartarvi nei cantucci, e di non sogghignare e bisbigliare quando parler a vostro padre.
SARA
Va bene, mamma; ti faremo onore!
LADY BRITOMART
Ricordatevi, Carlo, che Sara vuol sentirsi orgogliosa di voi, e non avere da vergognarsi.
LOMAX
In me non c' nulla di cui si possa essere orgogliosi...
LADY BRITOMART
Allora fate in modo come se qualche cosa ci fosse...
MORRISON
Pallido e costernato irrompe nella camera.
Permettete una parola, signora?...
LADY BRITOMART
Sciocchezze!... Fatelo passare!
MORRISON
Va bene, signora.
Esce.
LOMAX
Morrison sa chi ?
LADY BRITOMART
Naturalmente...  sempre stato con noi...
LOMAX
Dev'essere un osso duro da rodere, per lui...
LADY BRITOMART
Vi par questo il momento di urtarmi i nervi con le vostre espressioni sconvenienti?
LOMAX
Ma questo  un fatto cos inaspettato... veramente...
MORRISON
Di sulla porta.
Il... c'... Mister Undershaft.
Esce confuso.
Entra Andrea Undershaft. Tutti si alzano. Lady B. gli va incontro, nel mezzo della camera dietro il divano.
Andrea Undershaft ha l'aspetto di un uomo vigoroso, attempato ma benportante, di modi gentili e di carattere semplice e insinuante. E nel suo petto largo, nella sua fronte spaziosa s'intuiscono formidabili riserve di forze fisiche e mentali. Ha il viso sveglio, energico, perspicace, attento; e la sua gentilezza  un po' quella dell'uomo che ha imparato per esperienza che il suo piglio naturale fa male alla gente ordinaria, a meno che egli non ci metta una delicatezza speciale stringendo con attenzione; e un po'  anche la dolcezza derivante dall'et e dal successo.  per piuttosto timido, nella presente, delicatissima situazione.
LADY BRITOMART
Buona sera, Andrea.
UNDERSHAFT
Come va, mia cara?
LADY BRITOMART
Tu hai l'aria un po' invecchiata.
UNDERSHAFT
Scusandosi.
Io sono un po' pi vecchio...
Con un'ombra di lusinga.
Per te,  come se gli anni non fossero passati...
LADY BRITOMART
Prontamente.
Apparenze! Questa  la tua famiglia.
UNDERSHAFT
Sorpreso.
Cos numerosa? Debbo confessare purtroppo che in molte cose la mia memoria  poco forte...
Offre con paterna bont la mano a Lomax.
LOMAX
Gliela prende e scuote.
Ahi! ahi!ahi!..
UNDERSHAFT
Ah, tu sei il mio primogenito!... Sono lietissimo di ritrovarti, ragazzo mio...
LOMAX
Protestando.
Ma guardate un po': voi non sapete...
Sopraffatto.
Ma se lo dico io!...
LADY BRITOMART
Profittando della sospensione di lui.
Andrea! Ma non sai pi quanti figli hai?...
UNDERSHAFT
S... temo che... Son tanto cresciuti... Mi son dunque sbagliato? Debbo confessare che ricordo soltanto un figlio... Ma da quel tempo son successe tante cose... che...
LADY BRITOMART
Risoluta.
Andrea!... Vai dicendo delle sciocchezze! tu hai un figlio solo, naturalmente.
UNDERSHAFT
Vuoi avere la cortesia di presentarmelo, mia cara?
LADY BRITOMART
Questo  Carlo Lomax, che  fidanzato di Sara.
UNDERSHAFT
Vi prego di scusarmi, caro signore...
LOMAX
Non c' di che... anzi,  un vero piacere...
LADY BRITOMART
Questo  Stefano.
UNDERSHAFT
Piacere di fare la vostra conoscenza, signor Stefano... Allora...
Muovendo verso Cusins.
tu devi essere mio figlio...
Gli prende le mani.
Come stai, caro?
A Lady Britomart.
Somiglia molto a te.
CUSINS
Voi mi lusingate, Mister Undershaft. Io sono Cusins, fidanzato di Barbara.
Con forza.
Cio, del maggiore Barbara Undershaft dell'Esercito della Salute.
Indicandola.
Questa  Sara, la vostra secondogenita, questo  Stefano Undershaft, vostro figlio...
UNDERSHAFT
Mio caro Stefano, perdonami!
STEFANO
Oh, ma che vi pare!...
UNDERSHAFT
Caro signor Cusins, vi sono proprio obbligato di cos precise informazioni.
Rivolto a Sara.
Barbara, figlia mia!
SARA
Suggerendo.
Sara...
UNDERSHAFT
Appunto, Sara...
Si stringono la mano, poi verso Barbara.
Barbara... spero bene di non sbagliarmi questa volta...
BARBARA
Ottimamente.
Si stringono la mano.
LADY BRITOMART
Riprendendo il tono di comando.
Sedetevi tutti! Accomodati anche tu, Andrea!
Viene sul davanti e siede sul divano, Cusins avanza con la sua sedia e le si pone a sinistra, Barbara e Stefano riprendono i loro posti, Lomax offre la sua sedia a Sara e ne prende un'altra.
UNDERSHAFT
Grazie, mia cara!
LOMAX
Con fare di conversazione, mentre prende una sedia fra lo scrittoio e il divano e l'offre ad Andrea.
Voi vi troverete un po' imbarazzato ad orizzontarvi qui dentro, non  vero?
UNDERSHAFT
Accettando la sedia.
Non  questo che mi turba, signor Lomax; la difficolt sta nel fatto che se fo la parte del padre debbo sembrare un estraneo indiscreto, e se fo la parte dell'estraneo discreto devo sembrare un padre insensibile!
LADY BRITOMART
Non hai bisogno di far la parte di nessuno, baster che tu sia sincero e franco.
UNDERSHAFT
Sottomesso.
Hai ragione, mia cara, e capisco ch' il meglio ch'io possa fare.
Sedendo in posizione comoda.
Bene, eccomi qua. Dunque, cosa posso fare per tutti voi?
LADY BRITOMART
Non c'  bisogno che tu faccia niente per noi. Tu appartieni alla famiglia; puoi sedere un poco fra noi e fare quattro chiacchiere.
Lomax che ha cercato sinora contenersi, scoppia in una risata che sembra un guaito.
LADY BRITOMART
Arrabbiata.
Carlo! Se vi riesce di tenere il vostro contegno, bene: altrimenti lasciate questa stanza.
LOMAX
Mi dispiace proprio, Lady Britomart... ma sapete! in verit! sul mio onore
Siede sul divano fra Lady B. ed Andrea, veramente sopraffatto.
BARBARA
Perch non ridi, se ne hai voglia, Cholly? Ti far bene alla digestione...
LADY BRITOMART
Barbara! Ti fu data un'educazione da gentildonna. Fa che tuo padre se n'avveda, e non parlare come una ragazza da strada.
UNDERSHAFT
Per carit, mia cara, non ti preoccupare di me; sai bene che io non sono un gentleman e che non ebbi mai un'educazione raffinata.
LOMAX
Compiacente.
Ma non si crederebbe! Davvero! Sembrate proprio una persona comme il faut, sapete?
CUSINS
Permettete che vi consigli lo studio del greco, Mister Undershaft. Quelli che lo studiano sono persone veramente distinte. Pochi arrivano a sapere il greco, e nessuno di loro sa nient'altro, ma la loro posizione  intangibile. Le lingue moderne servono a diventar camerieri o viaggiatori di commercio; il greco rappresenta per un uomo di qualit quello che  la punzonatura dei carati per l'oro.
BARBARA
Dolly, non esagerare; Cholly, va a prendere il tuo organetto e suonaci qualche cosa.
LOMAX
Esitando, ad Andrea.
Forse il signor Hundershaft non c' abituato.
UNDERSHAFT
La musica mi  sempre piaciuta.
LOMAX
Raggiante.
Davvero? Allora vo a prenderlo.
Esce di corsa.
UNDERSHAFT
E tu, Barbara, suoni?
BARBARA
Soltanto il tamburo, ma Cholly mi va insegnando l'organetto.
UNDERSHAFT
Anche Cholly appartiene all'Esercito della Salute?
BARBARA
No, egli trova che non  di buon gusto mostrarsi faziosi; ma non dispero di lui. Ieri lo feci assistere ad una riunione sul posto, e lui and intorno a raccattare la questua nel cappello.
LADY BRITOMART
Questa non era la mia aspirazione... sai Andrea. Ma Barbara  gi abbastanza grande per andare per la sua strada; d'altronde non ha un padre che la possa consigliare.
BARBARA
Oh, s, ce l'ho! Nell'Esercito della Salute non ci sono orfani.
UNDERSHAFT
Il padre che hai col deve avere innumerevoli figli e molta esperienza, non e vero?
BARBARA
Guardandolo a un tratto con interesse e chinando il capo.
Proprio cos! Come hai fatto a intuirlo?
Si sente Lomax che fa degli accordi sull'organetto.
LADY BRITOMART
Venite, venite, Carlo. Suonateci qualche cosa.
LOMAX
Prontooo!
Siede al suo posto di prima e preludia.
UNDERSHAFT
Un momento, Mr. Lomax. M'interessa alquanto l'Esercito della Salute. Il suo motto potrebbe essere anche il mio: "Sangue e Fuoco".
LOMAX
Scandalizzato.
Ma non  mica lo stesso genere di "sangue e fuoco", sapete!
UNDERSHAFT
Il mio genere di sangue lava, il mio genere di fuoco purifica.
BARBARA
E cos il nostro. Vieni domani al mio asilo, all'asilo di West-Ham, a vedere quello che stiamo facendo. Ci si prepara per una grande adunata. Vieni a vedere l'asilo e marcia con noi; ti far molto bene. Sai suonare qualche cosa?
UNDERSHAFT
La mia innata disposizione per ballare da solo, mi fece guadagnare qualche soldo in giovent, anzi, all'occasione anche qualche scellino per le strade e nelle osterie. Pi tardi entrai nella banda Undershaft e suonavo passabilmente il trombone!
LOMAX
Scandalizzato.
Oh, davvero!...
BARBARA
Pi d'un peccatore, in grazia dell'Esercito della Salute, si  guadagnato il cielo col trombone.
LOMAX
A Barbara, piuttosto urtato.
S, ma non pensate all'industria dei cannoni?
Ad Undershaft.
L'andare in cielo non  del tutto affare vostro, non  vero!
LADY BRITOMART
Carlo!
LOMAX
Insomma  vero s o no? L'industria dei cannoni pu essere necessaria, e infatti senza cannoni non si pu andare avanti, ma  pure delittuosa! D'altra parte si pu avere dell'antipatia per l'Esercito della Salute - ancor io appartengo alla Chiesa Dominante -, ma non si pu negare che esso sia una religione, vi pare? E perci non potete mettervi contro la religione, salvo che non siate profondamente immorale, lo sapete?
UNDERSHAFT
Si direbbe che voi non apprezzate troppo la mia posizione, signor Lomax...
LOMAX
Con riguardo.
Personalmente contro di voi non ho nulla, si capisce!
UNDERSHAFT
Giustissimo, giustissimo! Ma riflettete un momento che io sono il fabbricante della distruzione e della morte. Ora voi mi vedete di ottimo umore perch stamane, alla fabbrica, siamo riusciti a colpire ventisette finti soldati con un cannone che prima non ne massacrava che tredici.
LOMAX
Conciliativo.
Per cui quanto pi la guerra riesce distruttiva, tanto pi presto verr abolita?... Non  cos?
UNDERSHAFT
Niente affatto, pi la guerra distrugge, pi essa ci alletta. No, Mr. Lomax. Vi sono grato che voi esponete la solita difesa della mia industria, ma io non me ne vergogno affatto. Io sono di quegli uomini che pretendono di distinguere la loro morale dai loro affari. I miei concorrenti commerciali spendono tutti i loro risparmi in ospedali, in chiese e altri rifugi del capitale della coscienza, io li dedico alle ricerche ed agli esperimenti allo scopo di perfezionare tutto quello che concerne la distruzione della vita e delle cose. Ho sempre fatto cos, e cos far sempre. Perci i vostri auguri natalizi di pace sulla terra e bene agli uomini, non fanno per me; il vostro sentimento cristiano che dice di non opporre resistenza al male, e porgere l'altra guancia a chi vi percuote, mi farebbe fare bancarotta. Nella mia religione e nella mia morale... ci deve essere sempre un posto pei cannoni e per le torpedini.
STEFANO
Freddo, quasi ostile.
Tu parli come se esistessero una mezza dozzina di morali e di religioni tra cui poter scegliere, mentre non c' che una sola morale e una sola vera religione!
UNDERSHAFT
Per me c' una sola morale vera; ma non  quella che si adatta per te, perch tu non costruisci aeronavi da guerra. Ogni uomo ha per s una sola vera morale, ma quella non  la stessa per ognuno.
LOMAX
Che non ha capito.
Volete aver la bont di ripetere; non ho capito bene.
CUSINS
 semplicissimo. Come dice Euripide: quello ch' cibo per l'uno  il veleno per l'altro, tanto moralmente che materialmente.
UNDERSHAFT
Proprio cos!
LOMAX
Ah, cos? S, s, s... verissimo! Verissimo!...
STEFANO
In altre parole: al mondo ci sono degli uomini onesti e ci sono dei bricconi!
BARBARA
Ma che! I bricconi non ci sono.
UNDERSHAFT
Davvero? Ma ci sono poi dei galantuomini?
BARBARA
No. Non ci sono n galantuomini n bricconi; ma ci sono invece tanti figli di uno stesso padre, e prima finiranno di litigare fra loro e tanto meglio sar. Quanti ne conosco! Li ho avuti a diecine per le mani; bricconi, delinquenti, miscredenti, filantropi, missionari, pacieri: d'ogni sorta... Erano proprio tutti della stessa pasta: peccatori, e la stessa salvazione  pronta per tutti.
UNDERSHAFT
Hai mai convertito un fabbricante di cannoni?
BARBARA
No; vuoi lasciarmi provare?
ANDREA UNDERSHAFT
Ebbene, voglio concludere un affare con te. Se io vengo a trovarti domani nel tuo Asilo di Salvezza, sei pronta a venirmi a visitare, il giorno dopo, nella mia fabbrica di cannoni?
BARBARA
Te lo prometto. Bada che potresti finire coll'abbandonare i cannoni per l'Esercito della Salute.
UNDERSHAFT
Sei ben sicura che non finirai tu coll'abbandonare l'Esercito della Salute per i cannoni?
BARBARA
 quello che vedremo.
UNDERSHAFT
Vedremo il contrario...
Si stringono la mano.
Dove si trova il tuo Asilo?
BARBARA
A West-Ham, all'insegna della croce. Domandalo al primo che incontri a Canning Town. E il tuo arsenale dov'?
UNDERSHAFT
A Perivale St. Andrea. All'insegna della spada. In tutta Europa te lo sapranno indicare.
LOMAX
Ma non volevate che suonassi qualche cosa?
BARBARA
S, intuona: "Avanti, soldati di Cristo"...
LOMAX
Cominci troppo forte, sai. Immagina, ecco, che io canti: "Passa di qua, fratello".  quasi lo stesso motivo.
BARBARA
 troppo melanconico. Ma tu Cholly sarai salvo, e passerai di qua senza bisogno di far tanto strepito...
LADY BRITOMART
Ma Barbara! Tu parli di religione come se fosse un argomento di piacevole conversazione... Un po' di senso dell'opportunit...
UNDERSHAFT
Ma non  neppure un tema spiacevole... in fondo  il solo che interessi la gente di criterio.
LADY BRITOMART
Guarda l'orologio.
Ebbene, poich volete farlo, almeno fatelo sul serio; Carlo, suona il campanello per la preghiera!
Stupore generale, Stefano si alza spaventato.
LOMAX
Ma se lo dico, io!
Si alza.
UNDERSHAFT
Alzandosi.
Io me ne dovrei andare...
LADY BRITOMART
Andartene proprio adesso? Ma sarebbe sconveniente... Che ne penser la servit? Rimettiti a sedere.
UNDERSHAFT
Mia cara, ho degli scrupoli di coscienza. Del resto proporr una transazione. Se Barbara vuol dirigere una breve funzione nel salone, con Mr. Lomax organista, li ascolter volentieri. Ci prenderei parte anch'io volentieri, se ci fosse modo di provvedermi un trombone tenore...
LADY BRITOMART
Non scherzare, Andrea...
UNDERSHAFT
A Barbara, seccato.
Non crederai mica che io ti canzoni, figliuola mia...
BARBARA
No certo, e poi non ce ne sarebbe motivo. La met dei nostri proseliti  venuta alle nostre riunioni solo per ischerzo.
Alzandosi.
Andiamo, dunque... Dolly, Cholly, venite?
Esce con Undershaft che le apre la porta. - Cusins si alza.
LADY BRITOMART
Io non intendo di essere disobbedita da tutti. Adolfo, sedete. Quanto a voi, Carlo, potete andare... tanto non siete capace di pregare e poi non sapete tenere il contegno dovuto.
LOMAX
Uscendo.
Ma sapete che...
LADY BRITOMART
Ma voi, Adolfo, che quando volete, sapete contenervi, insisto perch rimaniate.
CUSINS
Cara Lady Britomart, nella vostra Bibbia di famiglia ci sono delle cose che io non posso sopportare, se le devo sentir dire da voi.
LADY BRITOMART
Quali, prego?
CUSINS
Voi dovreste davanti a tutta la servit convenire che noi abbiamo fatte delle cose che non dovevamo fare, e trascurate di quelle che si dovevano fare; e che non c' pi salvezza per noi. Io non potrei stare a sentire che voi e Barbara vi trattiate da voi, con tanta ingiustizia. Per quello che mi riguarda, io nego recisamente. Ho fatto sempre del mio meglio, e mi guarderei bene dallo sposare Barbara... e non oserei guardare voi in faccia se tutto quello fosse vero. Dunque  meglio che io me ne vada nel salone.
LADY BRITOMART
E allora va' pure.
Offesa.
Va' pure!
Egli si dirige verso la porta.
Ma bada che...
Egli si volge nuovamente verso di lei.
Io credevo che tu andassi coll'Esercito della Salute, soltanto per far la corte a Barbara, e ammiravo la tua abilit nel saper fingere. Ma ora che ti ho scoperto quale tu sei, bada che anche Barbara non scopra... Non ho altro da dirti.
CUSINS
Con imperturbabile dolcezza.
Non mi screditate!
Esce.
LADY BRITOMART
Sara! Se vuoi andare anche tu!... va' pure. Sar meglio che non lo stare cost di mala voglia... come se volessi esser lontana mille miglia.
SARA
Calma.
Bene, mamma.
Esce.
STEFANO
Avvicinandosi a lei.
Che hai, mamma?
LADY BRITOMART
Asciugandosi le lacrime col fazzoletto.
Nulla... nulla... sciocchezze!... Puoi andare anche tu... se vuoi, e lasciarmi sola con la servit.
STEFANO
Oh, tu non devi credere questo, mamma! A me, a me... non mi vanno...
LADY BRITOMART
Ma agli altri s... Com' ingiusto il destino della donna! Una madre per allevare ed educare i suoi figli deve correggerli, punirli, negar loro quello che preferiscono, rimproverarli, punirli, fare insomma tutte le possibili cose sgradite... E quando ha bene bene adempito il suo compito, viene il padre, che non ha altro da fare che accarezzarli, viziarli, e se anche arriva all'ultimo momento, ruba per s tutto il loro affetto.
STEFANO
Ma no! lui non ti ha mica rubato il nostro affetto... Si tratta di pura curiosit!
LADY BRITOMART
 inutile che tu cerchi di consolarmi. Non  per me!
Si alza e si avvia alla porta.
STEFANO
Dove vai ora?
LADY BRITOMART
Nel salone, si capisce!
Mentre apre la porta si ode intonare l'inno "Avanti, soldati di Cristo" suonato dall'organetto con accompagnamento di tamburello.
Vieni tu?
Esce.
STEFANO
No! Ah, io no!
Siede sul divano con le labbra strette in un'espressione di profondo disgusto.
...
.
...
ATTO SECONDO.
...
.
...
Il cortile dell'asilo dell'Esercito della Salute a West-Ham  un luogo freddo in un mattino di gennaio. L'edificio dell'asilo, che sembra una vecchia caserma,  stato recentemente imbiancato. L'estremit dell'edificio, coronata di comignoli, si avanza nel cortile, ed ha una porta in basso e, sopra di questa, un'apertura senza nessun balcone o scala, ma con una carrucola che serve a sollevare i sacchi. Coloro che vengono nel cortile da questa parte, hanno a sinistra l'arco di pietra del portone che mette alla strada con un abbeveratoio accanto; e, a destra, sotto una tettoia che protegge dalle intemperie, una tavola. Attorno a questa tavola vi sono due panche sulle quali siedono un uomo e una donna dall'aspetto malandato, che stanno terminando una refezione di pane e latte annacquato. Sulle fette sottili di pane, una per ciascuno, vi  un po' di margarina e di sciroppo giallognolo.
L'uomo, un operaio disoccupato,  giovane, svelto, parlatore; abbastanza acuto per essere capace di ragionare su qualsiasi argomento, fuorch di onest o di altruismo di qualunque specie. La donna  un vecchio campione di stenti e di povert. Dimostra 60 anni e forse ne ha appena 45. - Se fossero dei ricchi inguantati, bene ravvolti in pellicce e nei paletots sarebbero intirizziti, perch la giornata di gennaio  quanto mai fredda ed umida; ed un'occhiata all'esterno e in giro ai muri, d'un bianco da ospedale, farebbe scappare qualunque persona ricca verso il Mediterraneo. Ma questi due non sono pi turbati dalla nostalgia del Mediterraneo pi che non lo sieno dalla luna, ed essendo costretti a tenere la maggior parte dei loro abiti al Monte di Piet e la minore sulle loro persone, tanto d'inverno quanto d'estate, non sono affatto abbattuti dal freddo. Sono piuttosto portati alla vivacit alla quale il pasto recente ha recato una certa gaiezza. L'uomo beve un ultimo sorso nella propria tazza, poi si alza e va su e gi pel cortile con le mani in tasca, facendo di tanto in tanto un paio di passi di danza.
LA DONNA
Vi sentite meglio, dopo la colazione?
L'UOMO
No. Come si fa a chiamare colazione questa roba? Forse a voi sembra buona, ma cosa pu essere per me che sono un lavoratore evoluto!
LA DONNA
Lavoratore? E che mestiere fate?
L'UOMO
Il pittore...
LA DONNA
Scettica.
Volevo dirlo...
L'UOMO
Volevate ben dirlo? Capisco. Qualunque imbroglione che non sia buono a niente dice che fa il pittore. Ma io sono un vero pittore: marmorizzatore e rifinitore da trentotto scellini la settimana, quando li posso avere.
LA DONNA
E perch non li potete sempre avere?
L'UOMO
Ve lo dir io. Primo, perch sono intelligente... brr... brr... Che freddo che fa qui!
Fa due o tre passi di ballo.
Sicuro, intelligente, superiore al compito che ai capitalisti  piaciuto di assegnarmi; ad essi non piace uno che ci veda un tantino pi di loro. Secondo, un intelligente sente troppo imperiosa la necessit di essere felice... Per questo, all'occasione, bevo un po' troppo. Terzo, io sono attaccato alla mia classe, e lavoro il meno possibile perch resti la met del mio lavoro per un altro mio compagno. Quarto, sono abbastanza furbo per sapere quello che la legge permette e quello che non permette, e faccio, nei limiti di essa, come fanno i capitalisti... cio rubo tutto quello che mi capita sottomano. In un ordinamento sociale regolare, io sono temperante, attivo e onesto. Come si suol dire, io fo il romano a Roma. E qual' la conseguenza? Quando gli affari vanno male, e in questo momento vanno malissimo, i padroni devono licenziare la met dei loro operai... e cominciano abitualmente con me.
LA DONNA
Come vi chiamate?
L'UOMO
Price. Compagno O' Brien Price. Abitualmente chiamato Snobby Price, per brevit.
LA DONNA
Snobby significa carpentiere... non  vero?... Voi avete detto d'esser pittore...
PRICE
Non uno snob di quel genere. Di quell'altro assai pi fine... tanto per la mia intelligenza quanto pel fatto che mio padre era un costituzionale, uno studioso, un pensatore... Faceva il cartolaio... Io non sono uno dei vostri volgari spaccalegna o acquaioli... Non lo dimenticate.
Ritorna alla sua panca presso la tavola e prende la ciotola per bere.
E voi come vi chiamate?
LA DONNA
Rummy Mitchens!
PRICE
Beve il resto del latte.
Alla vostra salute, signorina Mitchens!
RUMMY
Correggendolo.
Signora Mitchens!
PRICE
Come? Ah, Rummy! Rummy! Una donna per bene, maritata, che si fa passare per una dissoluta e si fa convertire dall'Esercito della Salute?... Sempre lo stesso giuoco?
RUMMY
Cosa posso fare? Non voglio mica morire di fame! Queste ragazze della Salute sono delle buone figliuole, ma tanto meglio siete e tanto peggio suppongono che siate stata prima che vi salvassero. Oh, perch non dare un po' retta anche a loro, poverine! Alla fine si son ridotte anch'esse in cenci per l'opera; e come potrebbero trovare il denaro per soccorrerci, se non apparissero peggiori dell'altra gente?... I signori e le signore (sapete che genere sono!) non darebbero nulla.
PRICE
Porcherie! Mah! Fossi come loro farei lo stesso... Rummy! Ma che vuol dire Rummy?  forse un vezzeggiativo?
RUMMY
 l'abbreviativo di Romola.
PRICE
...di?...
RUMMY
Romola... Era sulla copertina di un nuovo libro... e mia madre ebbe l'idea di chiamarmi a quel modo.
PRICE
Dunque siamo compagni di sventura, due diseredati... Ambedue portiamo dei nomi che nessuno pu pronunciare; io sono Snobby e voi Rummy perch Bill e Sally non bastavano ai nostri genitori. Cos  la vita!
RUMMY
Chi  che vi ha convertito, Mr. Price? Forse il maggiore Barbara?
PRICE
No, venni qui da me... Sono in procinto di diventare "il fratello O' Brian Price, il pittore convertito". So quello che vogliono. Dir loro che bestemmiavo, giocavo e picchiavo la mia povera madre...
RUMMY
Sorpresa.
Questo avete fatto?
PRICE
No, era lei che picchiava me... Ma  lo stesso. A dar retta al "pittore convertito", essa era invece una donna buonissima che m'insegnava a pregare; mentre io avevo l'abitudine di rincasare ubriaco, trascinarla gi dal letto, acciuffarla pei capelli bianchi e picchiarla coll'attizzatoio.
RUMMY
Ecco l'ingiustizia che capita a noi donne. Le vostre confessioni sono niente altro che grosse bugie come le nostre. Voi non dite, come non lo diciamo noi, quello che in realt avete commesso. Ma voi uomini potete sciorinare direttamente le vostre bugie, alle adunate, e per questo si servono di voi; mentre il genere di confessione che abbiamo da versare noi, deve essere sussurrata in segreto ad una sola donna. Questo non  giusto... con tutto il rispetto per l'Esercito.
PRICE
Giusto! Credete forse che l'Esercito della Salute sarebbe permesso se fosse giusto? Oh, no! Ci pettina i capelli e fa di noi dei manichini da rivestire e mostrare al pubblico. Ma io voglio recitar la commedia alla perfezione e voglio vedere qualcuno sfolgorante di luce, oppure udire una voce che mi domanda: "Snobby Price, dove vorresti trascorrere l'eternit?" Lasciate fare a me, vi dico.
RUMMY
Ma vi proibiranno di bere.
PRICE
Me ne compenser l'ora della Bibbia. Io non ho bisogno di bere quando posso esilararmi in un altro modo.
Jenny, una ragazza pallida, graziosa, sui 18 anni, in uniforme dell'Esercito della Salute, entra dal portone del cortile conducendo Peter Shirley, un uomo vecchio, secco, semistupidito, che mal si regge per la fame.
JENNY
Dandogli il braccio.
Coraggio, ci siamo; vi procurer qualche cosa da mangiare, e dopo vi sentirete subito meglio.
PRICE
Alzandosi e affrettandosi a rilevare dalle mani di Jenny quel fardello umano.
Povero vecchio! Fatti coraggio, fratello. Qui troverai quiete, pace e gioia. Presto da mangiare, signorina.  sfinito!
Jenny corre dentro l'asilo.
In gamba, nonno! Ora avrete la vostra fettina di pane col miele e la tazza di latte annacquato.
Lo fa sedere all'angolo della tavola.
RUMMY
Allegramente.
Non vi perdete di coraggio! Non bisogna disperare, nonno.
PETER
Io non sono mica vecchio. Ho appena 46 anni. Non sono mai stato cos bene! Cominciai a mettere i capelli grigi quando avevo trent'anni. Tutto quel che mi manca sono tre soldi di tintura per i capelli. E per questo dovrei morir di fame in mezzo alla strada? Santo Dio! Dai tredici anni in poi ho lavorato dalle dieci alle dodici ore al giorno e bastavo a me stesso, completamente. E ora dovrei esser buttato in un fosso, per lasciare il mio posto a un uomo giovane che non saprebbe fare meglio di me, solo perch i miei capelli si sono imbiancati anzitempo?
PRICE
Con vivacit.
 inutile di parlarne! Voi non siete altro che un impudente scacciato dall'ospedale come vecchio operaio disoccupato incurabile. Chi si occupa di voi? Fatevi dare un po' da mangiare dai porci. Quelli hanno gi rubato a voi; riprendete un poco di quel che vi appartiene.
Jenny ritorna portando l'abituale refezione.
Ecco, fratello, dite una preghiera e prendete qua...
PETER
Guardando con aria famelica, ma senza toccare la roba, strilla come un bambino.
Non voglio niente da nessuno!
JENNY
Carezzandolo.
Via, via!  il Signore che ve lo manda. Lui non rifiuta mai il pane ai suoi amici. Perch vorreste rifiutarlo voi? E poi, quando vi avremo trovata un'occupazione potrete anche pagare, se vi piacer.
PETER
Vivace.
S, s, questo  vero! Posso ripagarlo...  soltanto un prestito...
Con un fremito.
Oh, mio Dio! Mio Dio!
Si volge alla tavola e mangia voracemente il cibo.
JENNY
Ebbene, Rummy, vi sentite meglio ora?
RUMMY
Che Dio ve ne renda merito! Voi avete sanato il mio corpo e salvata l'anima.
Jenny commossa la bacia.
Sedetevi, fermatevi un momento... non vi reggete pi...
JENNY
Sono stata in giro fino da stamane. Ma c' pi da fare di quello che si pu... non mi posso fermare...
RUMMY
Provate a pregare per un paio di minuti. Dopo lavorerete meglio.
JENNY
Alzando gli occhi al cielo.
Oh, non  meraviglioso che cinque minuti di preghiera possano rianimare cos? Alle 12 ero stanca morta, non ne potevo pi, ma il maggiore Barbara mi mand a pregare per cinque minuti, e dopo potei continuare come se nulla fosse.
A Price.
Avete avuto il vostro pezzo di pane?
PRICE
Untuoso.
S, signorina; ma ho ricevuto anche qualcosa che apprezzo ancora di pi, ed  la pace, che va sopra ogni altra sensazione.
RUMMY
Con fervore.
Aleluja!
Bill Walker, giovanotto rozzo, di circa 25 anni, compare sulla porta del cortile e guarda Jenny con aria ostile.
JENNY
Questo mi rende felice... Ma intanto resto qui oziosa... bisogna che torni al lavoro.
Vuol fuggire nell'interno, quando il nuovo venuto gli si para davanti e le chiude il passo. Ha tale aria di minaccia ch'essa indietreggia man mano ch'egli avanza spaventoso, e la sospinge cos per tutto il cortile.
BILL WALKER
Vi riconosco! Siete quella che mi ha portato via la mia ragazza! L'avete aizzata contro di me. Bene. La rivoglio! Non che io mi preoccupi di lei o di voi, ma la voglio vedere. E volevo rivedere anche voi. Son venuto per darle una lezione che le insegner a staccarsi da me. Andate a dirle di uscire; prima che vada io e la porti fuori a pedate. Ditele che Bill Walker la vuole: essa sa che vuol dire. E se mi fa aspettare, peggio per lei... Voi smettete di far fronte a me, ed io smetter con voi: avete inteso? Quest' la strada. Andate!
La prende per un braccio e la spinge alla porta dell'asilo. Jenny cade appoggiandosi sulla mano e su di un ginocchio. Rummy corre a sollevarla.
PRICE
Alzandosi e dirigendosi verso di lui, indeciso.
Bella forza, compare! Lei per non ti fa niente di male!
BILL WALKER
E chi sei tu che mi dai del compare?
Gli si pone davanti minaccioso.
Bada che ti mando a farle compagnia!
RUMMY
Correndo indignata in mezzo ai due.
Ehi, dico! Bruto che non siete altro!
Bill le lascia andare uno schiaffo, ella traballa, poi gemendo va a sedersi e si copre con la mano la guancia colpita.
JENNY
Avvicinandosi a lei.
Ma, Dio vi perdoni, come si fa a picchiare cos una povera vecchia?
BILL WALKER
La prende pei capelli cos violentemente che ella traballa e va a finire lontano dalla vecchia.
Ti far pregare io, per una settimana! Maledetta!
Poi lasciandola e volgendosi minaccioso a Price.
E tu, hai ancora qualche cosa da ridire, tu?
PRICE
No, compare,... quella l non ha nulla a che fare con me...
BILL WALKER
Beh! Meglio per te! Se no avanti ti farei ingozzare due zuppe, e poi ti butterei gi con un dito, te... botolo affamato.
A Jenny.
E ora sei disposta a far uscire Mog Habbijam? o vuoi che ti prenda a schiaffi e la faccia uscire da me?...
JENNY
Torcendosi sotto la sua stretta.
Oh, mio Dio! Pregate qualcuno di andare dal maggiore Barbara, a dirle...
Traballa ancora mentre egli le abbassa con forza il capo. Rummy e Price corrono nell'asilo.
BILL WALKER
Dal tuo maggiore Barbara, ci vuoi andare tu e dirgli chi son io, s?
JENNY
Vi prego, non mi strappate i capelli... Lasciatemi andare!
BILL WALKER
Vuoi andare, s o no?
Essa d un grido soffocato.
S o no?
JENNY
Con un brivido.
Dio mio, dammi la forza!...
BILL WALKER
Colpendola sul volto coll'indice.
Va', mostrale questo e domandale se ne vuole un po' anche lei... venga da me, che c'intenderemo.
Jenny gridando si rifugia sotto la tettoia; egli la insegue, e rivolto al vecchio.
E tu, finiscila di mangiare, e levati di fra i piedi!
PETER
Balzando in piedi e guardando fieramente, afferra la sua tazza.
Se vi prendete con me tanta libert, vi tiro questa scodella sul muso e vi faccio saltar via un occhio! Non vi basta a voi, cagnetto rissoso, di levare il pane di bocca a quelli pi vecchi di voi che vi hanno allevato e han durato fatica per voi; che venite qui a ripetere e a schiaffeggiare e a far l'ammazzasette, qui, dove il pane della carit ci guasta lo stomaco.
BILL WALKER
Indietreggiando un po'.
Cosa credi di fare tu, vecchio paralitico... A cosa sei buono?
PETER
Quanto te e pi di te! Va' a prendere il mio posto all'officina dove ho lavorato per dieci anni! Cercano dei giovani. Al di l de' quarantacinque non li piglian pi. Vai: saranno ben contenti... di farti una posizione, felici di darti il modo di far qualcosa che s'addica alla tua et... Sicuro che un uomo in gamba non ha voglia di starsene tanto tempo disoccupato! Ebbene, fa' che provino. Vedranno la differenza! Che sai fare te? A parte che tener un contegno cos corretto... da mettere la tua mano sporca sul viso di una donna per bene?
BILL WALKER
Finiscila, se no la metto sul tuo! Hai inteso?
PETER
Con rancore e sprezzo.
Bravo! Quando hai finito di picchiare una donna, te la prendi con un vecchio! Ma non ti ho visto ancora picchiare un giovane!
BILL WALKER
Tu menti, vecchio mangiazuppa! C'era anche un giovanotto qui... Vuoi che provi con lui?
PETER
Punto.
Che ne sai tu se non stava per morir di fame? O se non era un ladro o un vigliacco? Vorrei vederti col fratello di mio nipote.
BILL WALKER
E chi sarebbe?
PETER
 Todger Fairmile, di Balls Pond. Quello che in un caff concerto lott diciassette minuti e venti secondi contro un atleta giapponese, e lo atterr, guadagnando venti sterline di premio.
BILL WALKER
stizzito.
Io non sono un lottatore da caff concerti... Sa tirare di box?
PETER
Lui s, tu probabilmente no!
BILL WALKER
Come? Io non so? Spiegati... Cosa intendi dire?
Lo minaccia.
PETER
Senza muoversi.
Te la senti di fare un pugilato con Todger Fairmile, se te lo porto qui? Rispondi!
BILL WALKER
Si calma e abbassa il capo.
Io me la sento di resistere a chiunque... ce ne fossero anche dieci dei tuoi Fairmile. Ma non pretendo mica di essere un lottatore di professione!
PETER
Squadrandolo col pi profondo disprezzo.
Bel lottatore! Prendervela con una vecchia!... E poi darle un manrovescio cos! Neppur l'accortezza di colpire l dove il magistrato non possa vedere la impronta... ragazzo senza giudizio, senza null'altro pel capo che capricci e scempiaggini. Colpire una ragazza sulla faccia, e farla strillare per giunta! Se era Fairmile, te lo dico io che lei non si riaveva per dieci minuti! E non meno, sai, te ce ne volevano a te, se quella carezza ti fosse toccata. Peuh!
Torna alla tavola a mangiare.
Mi misurerei anch'io con voi, se avessi mangiato per una settimana di seguito... invece di aver patita la fame per due mesi!
Siede di nuovo davanti alla tavola.
BILL WALKER
Seguendolo, fermandosi per dirigere l'insulto.
Impostore! Avete la pancia piena di pane e marmellata, voi che venite qui ad accattare...
PETER
Scoppiando in lagrime.
Ah, Dio!  vero, sono un vecchio accattone! Ma anche voi finirete qui dentro, e ci verrete prima che un bevitor d'acqua come me, voi ci verrete col gonfiarvi di gin fin da quest'ora del mattino.
BILL WALKER
Io non sono bevitore, vecchio bugiardo; ma quando ho da ripassare le costole alla mia ragazza, preferisco d'avere un po' di diavolo in corpo, intendi? Ma che perdo il tempo con te, vecchio hurang-hutang, invece di sbrigar la faccenda. Ora vo a tirarla fuori io!
Infuriato sta per avventarsi sulla porta.
PETER
Tu andrai piuttosto a finire al posto di polizia su una barella e l ti caveranno di corpo il diavolo e il gin quando ti colgono l dentro.
Come montandosi.
Badate a quel che fate! Il maggiore di qui dentro  la nipote del conte di Stevenage...
BILL WALKER
Contenendosi.
Davvero? Maledizione!...
PETER
Lo vedrete...
BILL WALKER
Resta indeciso.
Bene! Io non le ho fatto niente!
PETER
Ma se lei lo afferma, chi volete che vi creda?
Molto rattristato, si nasconde dietro l'angolo della tettoia.
BILL WALKER
Baie! In questo paese non c' pi giustizia! Io valgo bene quanto lei...
PETER
Dillo a lei. Un pazzo come te non pu fare di meglio.
BARBARA
Svelta e affaccendata viene dall'interno, con un taccuino in mano, e si dirige a Peter. Bill, sgomento, siede in un angolo al buio, volgendo loro le spalle.
Buon giorno!
PETER
Si alza, si leva il cappello.
Buon giorno, signorina...
BARBARA
Restate a sedere! Come se foste in casa vostra...
Poich egli esita, gli pone una mano sulla spalla, e lo fa ubbidire.
Ora va bene. Poich siete divenuto amico nostro, vorremmo sapere qualche cosa di voi... il vostro nome, la professione, l'indirizzo...
PETER
Peter Shirley, operaio meccanico, messo sulla strada due mesi fa perch troppo vecchio.
BARBARA
Niente sorpresa.
Eppure siete sempre in grado di lavorare; perch non vi siete tinti i capelli?
PETER
L'avevo fatto. Ma la mia et venne fuori in seguito all'autopsia del cadavere di mia figlia.
BARBARA
Avete bevuto?
PETER
Astemio, signorina. Mai disoccupato prima d'ora. Buon lavoratore. E ora mandato al macello come un cavallo arrembato!
BARBARA
Non importa. Se avrete fede... Dio vi aiuter...
PETER
Improvvisamente ostinato.
La mia fede  cosa che riguarda me solo...
BARBARA
Indovinando.
Ah, siete libero pensatore?
PETER
Riscaldandosi.
Ho forse tentato di negarlo?
BARBARA
E perch dovreste farlo?... Credo che anche mio padre sia libero pensatore. Il nostro padre comune rivela la sua volont in molti modi, e senza dubbio egli sapeva bene quel che faceva, quando fece di voi un libero pensatore. Dunque, alzate la testa, Pietro. Per un uomo astemio come voi, possiamo sempre trovare un'occupazione.
Egli s'inchina commosso. Barbara va da Bill.
E voi, come vi chiamate?
BILL WALKER
Con insolenza.
Che ve ne importa?
BARBARA
Calma, prende nota sul taccuino.
Ha paura di dare il suo nome. Occupazione?
BILL WALKER
Chi ha paura di dare il suo nome?
Arrogante, come avesse la sensazione di sfidare la Camera dei Lord nella persona di Lord Stevenage. Essa attende senza scomporsi.
Se avete l'intenzione di denunciarmi, fatelo. Io mi chiamo Bill Walker.
BARBARA
Come se il nome le suoni ben noto, sforzandosi di rammentare.
Bill Walker?
Raccapezzandosi.
Ah, ora mi ricordo. Voi siete quello che poco fa... Jenny Hill pregava di far entrare.
Scrive il nome.
BILL WALKER
Chi  Jenny Hill? E che aveva con me?
BARBARA
Non so. Forse siete voi che le avete ferito il labbro?
BILL WALKER
Con aria di sfida.
Gi, sono io che le ho ferito il labbro... Non ho mica paura di voi!
BARBARA
E come potreste temere me, se non avete timor di Dio? Voi siete un uomo coraggioso, Mister Walker. Ci vuole del coraggio a condurre la nostra impresa; ma nessuno di noi oserebbe alzare la mano su di una giovinetta come quella, per timore di suo Padre che  in cielo...
BILL WALKER
Cupo.
Con me le vostre frottole non contano. Non crederete mica che io sia venuto qui per elemosinare da voi come questi straccioni? Io da voi non voglio niente! N il vostro pane, n le vostre briciole, n la vostra sbroscia! Non credo nel vostro Dio, come non ci credete voi.
BARBARA
Con un sorriso di scusa cortese, come in altro terreno.
Scusate se ho preso nota del vostro nome, Mr. Walker; avevo capito male. Lo canceller...
Con molta cortesia.
BILL WALKER
Prende questa per una umiliazione, e ne rimane offeso.
Voi lascerete in pace il mio nome. Non  forse degno di stare nel vostro taccuino?
BARBARA
Conciliante.
Vedete bene... non c' scopo neppure a prendere il nome, a meno che io non possa fare qualche cosa per voi. Che mestiere fate?
BILL WALKER
Sempre con acrimonia.
 cosa che non vi riguarda.
BARBARA
In tono grave.
Allora vi indicher come...
Scrive.
l'uomo che colp sulla bocca la piccola Jenny Hill.
BILL WALKER
Alzandosi minaccioso.
Sentite: ne ho abbastanza di questa storia!
BARBARA
Sempre sorridendo, senz'ombra di paura.
Cosa siete venuto a fare fra noi?
BILL WALKER
A prendere la mia ragazza... ecco tutto! Son venuto per portarla fuori da questo luogo e per romperle il muso!
BARBARA
Con dolcezza.
Vedete bene che era giusto sapere che mestiere fate...
Bill, sul punto di andare in furia, prova come un attimo di vergogna e paura; sta per gridare, ma tace e cade seduto.
Come si chiama la ragazza?
BILL WALKER
Si chiama Mog Habbijam...
BARBARA
Oh,  andata a Canning Town, alle caserme che abbiamo l.
BILL WALKER
Riprende lena nel risentimento per la perfidia di Mog.
Ah, s?
In tono vendicativo.
Ora ci vado io!
Sta per uscire ma ritorna, esita e finalmente ritorna indietro verso Barbara.
Forse avete mentito, tanto perch io me ne andassi.
BARBARA
Non ho alcun bisogno di vedervi andar via! Anzi, ho bisogno che restiate qui, per salvare la vostra anima.  meglio che restiate qui. Altrimenti andate incontro a dei guai, oggi...
BILL WALKER
E chi dovrebbe procurarmeli? Voi forse?
BARBARA
Qualcuno a cui voi non credete. Ma pi tardi ve ne rallegrerete...
BILL WALKER
Sfuggendo.
Beh! Io andr a Canning Town, per non sentire le vostre chiacchiere.
Si volge verso di lei con ira.
E se io non ci trovo Mog, torno qui e vi far qualcosa che mi coster due anni di carcere duro. Cos Dio mi aiuti!
BARBARA
Anche pi benigna, se  possibile.
 inutile, Bill; ella ha un altro protettore.
BILL WALKER
Che?
BARBARA
Uno che l'ha convertita. S'innamor di lei quando la vide con la sua anima salvata, col viso pulito e i capelli lavati.
BILL WALKER
Sorpreso.
Perch si  lavati i capelli? Cos rossa com'...
BARBARA
Ora  proprio graziosa, perch per di pi le  venuta negli occhi una nuova espressione. Peccato che siate giunto tardi. Il nuovo protettore ve l'ha fatta, Bill.
BILL WALKER
Gliela far io! Non che m'importi di lei, neh! Ma debbo insegnarle che non mi si butta via come spazzatura. E a lui, poi, insegner a non immischiarsi nei fatti miei. E come si chiama quel furfante?
BARBARA
Sergente Todger Fairmile.
PETER
Alzandosi con maligna soddisfazione.
Lo accompagner io, miss... Voglio vederli alle prese. Quando tutto sar finito, lo porter io all'ospedale.
BILL WALKER
Con evidente preoccupazione.
 questo il parente di cui avete parlato?
PETER
Proprio lui.
BILL WALKER
Il boxeur da caff concerto?
PETER
Le gare al National Sporting Club gli hanno reso almeno cento sterline all'anno; ma ora che si  dato alla religione... certo  bello riposato cos che desidera di sgranchirsi le braccia... Sar felice di vedervi... Andiamo...
BILL WALKER
Quanto pesa?
PETER
Ottantaquattro chili.
L'ultima speranza di Bill svanisce.
BARBARA
Andate e parlate un poco con lui. Vi convertir...
PETER
Convertir la vostra testa in una pure di patate!
BILL WALKER
Cupo.
Non mi fa paura... Non ho paura di nessuno! Tutt'al pi, potr battermi!
Siede tutto triste sull'angolo del cavalcatoio.
 lei che mi ha rovinato!
PETER
Dunque non ci andate? Me l'ero gi immaginato...
Siede di nuovo al suo posto.
BARBARA
Chiamando.
Jenny!
JENNY
Compare sulla porta con un cerotto all'angolo della bocca.
Eccomi, maggiore...
BARBARA
Manda Rummy Mitchens, che levi di questa roba.
Indica il tavolo.
JENNY
Credo che abbia paura di uscire!
BARBARA
Balena a un tratto la somiglianza con sua madre.
Sciocchezze! Deve fare quello che le si dice!
JENNY
Chiamando.
Rummy, il maggiore dice di scendere qui...
Si avvicina a Barbara, tenendosi di proposito vicino a Bill per tema ch'egli supponga ch'essa lo sfugga e gli voglia male.
BARBARA
Povera Jenny, sei stanca?
Esaminando la guancia percossa.
Ti duole molto?
JENNY
No, ora  passato tutto, non  nulla.
BARBARA
Con conoscenza della materia.
 stato un colpo pi forte di quello che voleva, mi sembra... povero Bill. Non sei mica adirata con lui, eh?
JENNY
Oh, no, no, davvero, maggiore. Che il cielo benedica il suo povero cuore...
Barbara la bacia ed ella corre lieta nell'asilo. Bill sta per essere riassalito dalla collera, ma non dice nulla. Intanto Rummy esce dal ricovero.
BARBARA
Andandole incontro.
Fate presto, portate dentro tazze e piatti a lavare, gettate fuori le briciole per gli uccelli...
Rummy eseguisce, ma Peter le riprende il suo piatto perch vi  rimasto qualche cosa.
RUMMY
Non ci sono briciole. Non  il caso di sbriciolare per gli uccelli del pane buono.
PRICE
Comparendo sulla porta dell'asilo.
Maggiore, un signore desidera visitare l'ospizio. Dice di essere vostro padre.
BARBARA
Sta bene, venga.
Price ritorna per dove  entrato, seguito da Barbara.
RUMMY
Indirizzandosi furtivamente a Bill, ma con voce ancora paurosa.
Se quello mi avesse lasciato fare non avrei avuta paura di voi. Io vi trascinerei in tribunale... Non  da gentiluomini schiaffeggiare una donna...
PETER
Imitandola.
Giustissimo! Non avete perduto lo scilinguagnolo, eh.
RUMMY
Con alterigia.
Se ben ricordo, non ho avuto il piacere di esservi presentata...
Prende i piatti ed entra nell'ospizio.
PETER
 che...
BILL WALKER
Furibondo.
Lasciatemi in pace, capite?... Lasciatemi solo, se no la faccio scontare a voi. Da voi non tollero di essere trattato con disprezzo.
PETER
Senza scomporsi.
Non abbiate paura. Non siete un compagno troppo desiderabile...
Sta per entrare nell'asilo, quando Barbara ne esce con Undershaft alla sua destra.
BARBARA
Ah, siete qui, Mr. Shirley?
Presentando.
Mio padre... vi ho detto che  un libero pensatore, vero? Dunque vi sar facile d'intendervi...
UNDERSHAFT
Sorpreso.
Un libero pensatore? Ma neanche per sogno... Al contrario, sono un mistico convinto.
BARBARA
Oh, mi rincresce! In tanto, pap, qual' la tua religione per il caso che dovessi presentarti ancora?
UNDERSHAFT
La mia religione? Figlia mia... io sono un milionario... Questa  la mia religione.
BARBARA
Allora temo che non sar facile ad intendervi con Mr. Shirley. Non siete affatto milionario, Pietro?...
PETER
No, e me ne vanto!
UNDERSHAFT
Con gravit.
Caro mio, la povert non  cosa di cui ci sia da vantarsi.
PETER
Con amarezza.
E, scusate, chi ve li ha fatti i vostri milioni? Io e i miei simili. E che cosa ci ha fatto poveri? L'avervi fatti ricchi. Non vorrei avere la vostra coscienza neanche per tutta la vostra rendita.
UNDERSHAFT
E io non vorrei la vostra entrata, neanche per tutta la vostra coscienza, Mr. Shirley.
Siede su di una panca sotto la tettoia.
BARBARA
Facendo segno di tacere, a Peter che vuoi replicare.
Non si crederebbe che fosse mio padre, vero, Shirley? Volete andare un momento dentro ad aiutare le ragazze? Abbiamo lavorato tanto che appena possiamo star ritte...
PETER
Con amarezza.
S, tanto vi sono debitore di una colazione....
BARBARA
Oh, non perch ci dobbiate nulla, ma per far piacere ad esse. Pietro, per amore di esse...
Egli non capisce e sembra anzi scandalizzato.
Perch mi fissate cos? Entrate!
Spingendolo dolcemente.
E date il contributo della vostra coscienza, in un giorno sacro.
PETER
Entrando.
Che peccato che non vi abbiano insegnato a servirvi della vostra ragione, miss; sareste divenuta un'eccellente propagandista del razionalismo.
Esce, mentre Barbara torna a suo padre.
UNDERSHAFT
Non ti occupare di me, cara... Torna pure al tuo lavoro... e lasciami osservare per un momento...
BARBARA
Va bene...
UNDERSHAFT
Per esempio, cos'ha questo malato da quella parte l?
BARBARA
Fissando Bill, il cui atteggiamento non  cambiato, anzi l'espressione di rancore covato s' fatta pi profonda.
Oh, quello presto lo cureremo... Vedrai.
Si avvicina a Bill e attende. Egli le d un'occhiata, poi riabbassa gli occhi pi arcigno che mai.
Non vi piacerebbe di pestare il muso di Mog Habbijam? Che ne dite Bill?
BILL WALKER
Scattando in piedi.
Non  vero! Io non l'ho detto!
Ella scuote la testa.
Chi vi ha detto quel che mi passa per la mente?
BARBARA
Il vostro nuovo amico.
BILL WALKER
Quale nuovo amico?
BARBARA
Il diavolo! Quando si impossessa degli uomini li rende infelici proprio come voi.
BILL WALKER
Con uno sforzo d'incurante allegria.
Io non sono infelice.
Siede nuovamente e distende le gambe, come per apparire indifferente.
BARBARA
Se siete felice, perch non lo lasciate vedere, come noi?
BILL WALKER
Le gambe, come suo malgrado, ritornano a posto.
Vi dico che sono abbastanza felice; perch non mi lasciate in pace? Che vi ho fatto? Non vi ho mica picchiato...
BARBARA
Con dolcezza, accarezzandogli l'anima.
Non sono io che vi molesta...
BILL WALKER
E chi dunque?...
BARBARA
Qualcuno che non vuole che voi schiaffeggiate delle donne; qualcuno che vorrebbe fare di voi un uomo.
BILL WALKER
Fare di me un uomo! Non sono un uomo io? Come, non sono un uomo? Chi lo dice che non sono un uomo?
BARBARA
Un uomo c' in voi, ritengo: non so dove, ma c'. Ora perch ha fatto s che batteste la Jenny, poverina? Questo non  stato da uomo, no?
BILL WALKER
Tormentato.
Me l'avete cantato in prosa e in musica! Finitela! Ne ho abbastanza della vostra Jenny e del suo muso scipito.
BARBARA
Ma allora perch ve ne state cos a pensarci? Perch ve la prendete con voi stesso? State forse per ravvedervi?
BILL WALKER
Con convinzione.
Io? Impossibile!... Vigliacco, no!...
BARBARA
Cos va bene, Bill. Resistete con tutte le vostre forze. Non vi arrendete tanto facilmente. Todger Fairmile diceva che lott fieramente per tre notti contro il suo ravvedimento, con pi asprezza che non contro il giapponese del teatro. Egli lasci il giapponese dopo che gli ebbe rotto un braccio; ma di fronte alla sua conversione non arretr, finch non prov uno schianto al cuore. Forse a voi non capiter, perch non avete cuore, non e vero?
BILL WALKER
Che intendete dire? E perch non dovrei aver cuore come gli altri?
BARBARA
Un uomo che avesse cuore non avrebbe rovinato il viso della Jenny, poverina! Non vi pare?
BILL WALKER
Quasi piangente.
Oh, lasciatemi in pace. Ho mai cercato di attaccar briga con voi, che venite qui e mi provocate e mi irritate in tal modo?
Si contorce convulso dalla testa ai piedi.
BARBARA
Gli appoggia la sua mano ferma, ma carezzevole, sul braccio, e parla con voce amabile.
Non sono io che vi faccio soffrire,  la vostra anima. Noi abbiamo dovuto provarlo tutti. Venite con noi, Bill.
Egli guarda in giro ferocemente.
Venite con la gente che ha virile coraggio sulla terra, e gloria eterna in cielo.
Egli  sul punto di cedere.
Venite
Si ode nell'asilo un rullo di tamburi, e mentre Barbara si volge, Bill, con un profondo sospiro, si sottrae a quell'incantesimo.
Cusins esce dall'asilo con un grosso tamburo.
BARBARA
Ah, siete voi, Dolly? Permettetemi di presentarvi un mio nuovo amico, Mr. Bill Walker... Mister Cusins, mio fidanzato.
Cusins saluta con una delle bacchette di tamburo.
BILL WALKER
E lo farete vostro sposo?
BARBARA
S...
BILL WALKER
Con calore.
Che Dio lo protegga! Che Dio lo protegga!
BARBARA
Come? Non credete che possa esser felice con me?
BILL WALKER
Io ho dovuto sopportarvi appena una mattina; lui avr da sopportarvi per tutta la sua vita...
CUSINS
Ecco una riflessione preoccupante, Mr. Walker; ma tuttavia non posso staccarmi da lei.
BILL WALKER
Ma io s!
A Barbara.
Sapete dove vado, e quel che vo a fare?
BARBARA
S, andate verso la fede, e prima che la settimana finisca tornerete qui a dirmelo...
BILL WALKER
Vi sbagliate. Io vo a Canning Town a sputare in faccia a Todger Fairmile. Prima ho pestato il muso a Jenny Hill, ora vado a farmi pestare il mio e torner indietro a mostrarvelo. Egli picchier pi forte di me. Cos saremo pari.
Ad Adolfo.
 giusto? Voi, che siete un gentiluomo, dovete saperlo.
BARBARA
Due occhi lividi non ne fanno uno limpido, Bill...
BILL WALKER
Io non ho chiesto niente a voi; non sapete stare zitta? Io parlavo al signore...
CUSINS
Riflettendo.
S, credo che abbiate ragione, Mr. Walker... Farei cos anch'io! Curiosa!  precisamente quello che avrebbe fatto un greco antico.
BARBARA
Ma a che servir?
CUSINS
Procurer a Mr. Fairmile un po' di esercizio, e servir a placare l'anima a Mr. Walker.
BILL WALKER
Ciarle! Questa  roba che non esiste. Come fate a domandare se ho o non ho un'anima? Voi non l'avete mai vista.
BARBARA
Io ho visto che l'anima vi fa soffrire quando agite male...
BILL WALKER
Con ira repressa.
Se voi foste la mia ragazza e mi diceste una sola frase come questa, ve ne avrei dato una di quelle che ve ne ricordereste per un pezzo...
Ad Adolfo.
Voi siete l'uomo che fa per me... compare... Se non le chiudete la bocca, vi far morire prima del tempo!
Con intensa espressione.
Vi logorer! Vi logorer!
Se ne va per il portone.
CUSINS
Osservandolo mentre si allontana.
 quel che vedremo!
BARBARA
Indignata, coi modi di sua madre.
Dolly!
CUSINS
S, cara mia!  molto pericoloso essere innamorati di te... Credo che se la dura cos... morir giovane...
BARBARA
Ti dispiacerebbe forse?
CUSINS
Niente affatto!
Egli si commuove a un tratto e le d un bacio al di l del tamburo. Evidentemente questa non  la prima volta, poich uno, con un grosso tamburo davanti, non pu dare un bacio, senza averci fatto pratica. Undershaft tossisce.
BARBARA
Niente di male, pap, no: non ci eravamo dimenticati di te. Dolly, fai un poco da guida a pap. Io non ho tempo.
Entra frettolosamente nell'asilo.
Undershaft e Cusins hanno ora il cortile tutto per loro. Undershaft siede su di una panca, e ascolta attentamente. Egli guarda fisso Cusins che sostiene lo sguardo e lo fissa a sua volta.
UNDERSHAFT
Credo che voi indoviniate quel che mi viene in mente...
Cusins si gingilla con la bacchetta del tamburo, come per battere un vivace rataplan, ma senza far rumore.
Proprio cos... Ma se Barbara s'avvede...
CUSINS
Io non intendo d'ingannare Barbara. Io m'interesso realmente per gli scopi dell'Esercito della Salute... perch sono una specie di collezionista delle religioni... e lo strano si  che io posso credere a tutte... A proposito, avete una qualche religione anche voi?
UNDERSHAFT
Sicuro!
CUSINS
Certo una non comune.
UNDERSHAFT
Credo che ci siano due cose necessarie per la salvezza.
CUSINS
Deluso, ma cortese.
Intendete il catechismo della Chiesa ufficiale? Anche Lomax vi appartiene...
UNDERSHAFT
Le due cose sono...
CUSINS
Il battesimo...
UNDERSHAFT
No: denaro e polvere da cannone.
CUSINS
Sorpreso, ma interessato.
Cos la pensano anche le classi che ci governano... il nuovo  che qualcuno lo confessi apertamente.
UNDERSHAFT
Proprio cos...
CUSINS
E... scusate... nella vostra religione c' posto per l'onore, la giustizia, la verit, l'amore, la piet e via dicendo?
UNDERSHAFT
Certo! Queste cose formano l'incanto e le soddisfazioni di una vita ricca, forte e sicura...
CUSINS
E se uno fosse costretto a scegliere fra queste cose e il denaro e la polvere?
UNDERSHAFT
Dovrebbe scegliere il denaro e la polvere, perch senza una buona dose di tutti e due, le altre cose non si possono ottenere...
CUSINS
Ah,  questa la vostra religione?
UNDERSHAFT
S...
Questa risposta mette fine alla conversazione. Cusins fa una smorfia e osserva Andrea mentre questi osserva lui.
CUSINS
Barbara non la intender cos... Voi dovrete scegliere fra la vostra religione e vostra figlia.
UNDERSHAFT
Proprio come voi, amico mio. Lei si accorger che quel tamburo  vuoto...
CUSINS
Pap Undershaft, vi sbagliate. Io sono un sincero milite dell'Armata della Salvezza. Voi, il nostro esercito non lo capite.  l'esercito della gioia, dell'amore e del coraggio, quello che ha bandito la paura e il rimorso e i vecchi orrori infernali delle sette evangeliche, quello che marcia a suon di tromba e di tamburo alla battaglia contro il demonio con canti e balli, con palme e bandiere: che diviene come una spedizione dal Cielo per le guarigioni che opera. Esso raccoglie il saltimbanco sulle piazze e, meraviglia!, fa di lui un uomo... Trova un essere indefinibile in una cucina affumicata e ne fa una donna! Uomini e donne di un rango ben elevato: figli e figlie dell'Altissimo! Quell'esercito che prende il povero professore di greco, il pi artificiale, il pi decaduto degli esseri umani e ne fa un rapsode, gli rivela il culto di Dioniso, e lo fa scendere nelle vie a intuonare ditirambi sul tamburo!
E vi batte su in cos dire un'assordante variazione.
UNDERSHAFT
Ma cos metti in allarme tutto l'asilo.
CUSINS
Ma che! Sono abituati a queste improvvise estasi di fede; tuttavia se il tamburo vi d noia...
Rimette in tasca le bacchette, e posa lo strumento a terra, davanti al portone d'ingresso.
UNDERSHAFT
Grazie.
CUSINS
Vi ricordate di quello che dice Euripide a proposito del denaro e della polvere da cannone?
UNDERSHAFT
No.
CUSINS
Declama.
"Pu l'uno e l'altro in armi superare
e nell'oro il fratello, e pu nuotare
nei tesori, e perfino fermentare
avendo come lievito speranze;
ed attuare i propr desideri
o fallire al volere, e le speranze
lasciar morire, o perseguirle ancora.
Ma quegli che impar
dal tempo che pass
che vivere  il segreto della vita,
quegli solo pu dir d'aver conquiso
uno, fra tanti, il proprio paradiso!"
Prosa.
Traduzione mia! Che ve ne pare?
UNDERSHAFT
Mi pare, amico mio, che se credete che la vita sia una felicit... dovete prima di tutto procurarvi denaro bastante per una vita comoda, e forza sufficiente per esser padrone di voi stesso.
CUSINS
Voi siete maledettamente scoraggiante!
Riprende a declamare.
"Difficil cosa  dunque, di capire
che lo spirto divin (qualunque sia
la legge eterna che i secoli regge...)
ed il ritmo fatal della Natura
sono le sole cose belle e forti?
La saggezza cos'? Qual opra d'uomo
oppur grazia divina  cos bella?
Aver libero il cuore dai terrori,
calmare l'ansia, e dominar gli eventi,
ecco la sorte che ci  riserbata,
che Barbara sar, per sempre amata!"
UNDERSHAFT
Come, Euripide parla di Barbara?
CUSINS
 una traduzione libera... La parola greca significa "bellezza".
UNDERSHAFT
Come padre di Barbara, potrei sapere che rendita deve avere per essere amata eternamente?
CUSINS
Come padre di Barbara, questo  pi affar vostro che mio. Io sono in grado di mantenerla dando lezioni di greco... Questo  tutto...
UNDERSHAFT
Vi pare d'essere un buon partito per lei?
CUSINS
Con cortese ostinazione.
Io, sotto certi punti di vista, sono un essere debole, timido, inconcludente, e la mia salute  tutt'altro che perfetta; ma quando voglio qualche cosa, o presto o tardi la raggiungo. Questa brama invincibile la sento per Barbara. Il matrimonio non mi piace, mi fa paura... e non so quello che io far di Barbara, o quello che Barbara far di me, ma sento che nessuno deve sposarla all'infuori di me... Vogliate, vi prego, considerarla gi sposa. Non  che io voglia far delle imposizioni; ma perch perdere il tempo a discutere ci che  inevitabile?
UNDERSHAFT
Insomma, volete concludere che niente vi pu arrestare... neppure la conversione all'Esercito della Salute... n l'adorazione di Dioniso...
CUSINS
Lo scopo dell'Esercito della Salute  quello di convertire... non di discutere sul nome di quello che della Salute insegna la via. Dioniso o un altro poco importa.
UNDERSHAFT
Professore Cusins...
Gli si avvicina.
Voi siete un giovanotto che comincia a piacermi; sento che siete di mio gusto.
CUSINS
Mister Undershaft, voi siete, a quanto posso giudicare, un vecchio birbo; ma esercitate un forte richiamo sul mio spirito ironico.
Undershaft gli tende la mano in silenzio. Egli la stringe.
UNDERSHAFT
Concentrandosi improvvisamente.
Ed ora, agli affari...
CUSINS
Scusatemi. Noi discutiamo ora di religione. Perch fare dei passi indietro per tornare a un argomento di cos scarso interesse come gli affari?
UNDERSHAFT
Per ora il nostro affare  la religione, perch  soltanto con la religione che potremo vincere Barbara.
CUSINS
Vi siete innamorato anche voi di Barbara?
UNDERSHAFT
Di amore paterno.
CUSINS
L'amore di un padre per una figlia gi adulta  la pi pericolosa di tutte le follie. Scusate se io con questo ho ricordato con lo stesso sospiro, la mia stessa pallida, timida e diffidente passione.
UNDERSHAFT
Rimanete nell'argomento. Il nostro scopo  quello di vincere lei, e nessuno di noi due  di fede metodista.
CUSINS
Che importa? L'influenza che Barbara esercita qui, la forza che si  impadronita di lei, non  Calvinismo, n Metodismo, n Presbiterianesimo...
UNDERSHAFT
E neanche paganesimo greco, direi...
CUSINS
Ne convengo... Barbara  assolutamente originale nella sua religione...
UNDERSHAFT
Trionfante.
Ah, ah! Barbara Undershaft doveva essere cos... La sua esaltazione nasce dentro di lei.
CUSINS
Come lo spiegate?
UNDERSHAFT
Con crescente entusiasmo.
L'esaltazione  l'eredit degli Undershaft... Io passer a mia figlia la mia face. Lei far i miei proseliti e predicher il mio vangelo...
CUSINS
Quale? Denaro e polvere da cannone?
UNDERSHAFT
Certo! Denaro e polvere, libert e potere. Essere arbitri della vita come della morte.
CUSINS
Cortese, egli cerca di ricondurlo sulla terra.
 interessantissimo, Mr. Undershaft. Cos: voi sapete di essere un pazzo?
UNDERSHAFT
Con forza raddoppiata.
E voi?
CUSINS
Oh, pazzo da legare! Mi fa piacere di svelarvi il mio segreto, da che ho indovinato il vostro... Ma mi sorprende: pu un pazzo fabbricare cannoni?
UNDERSHAFT
E chi altri, se non un pazzo? E ora,...
Con crescente energia.
domanda per domanda: un uomo normale pu tradurre Euripide?
CUSINS
No.
UNDERSHAFT
Afferrandolo per le spalle.
Pu una donna sana fare di un degenerato un uomo e di un verme una donna?
CUSINS
Sbigottito.
Siete il colosso de' padri; il mammut dei milionari.
UNDERSHAFT
In questo asilo oggi ci sono due o tre pazzi?
CUSINS
Volete dire che Barbara  pazza quanto noi due?
UNDERSHAFT
Lo respinge lievemente da s e riprende a un tratto la sua completa calma.
Professore! Chiamiamo le cose coi loro veri nomi: io sono un milionario, voi siete un poeta, Barbara  una salvatrice di anime. Cosa abbiamo a che fare noi tre con la plebe volgare degli schiavi e degl'idolatri?
Siede di nuovo, con una crollata di spalle per la plebe.
CUSINS
Badate per che Barbara  innamorata della plebe. Proprio come lo sono io. Non avete mai provato questo romantico amore pel popolo?
ANDREA UNDERSHAFT
Sarcastico.
Foste mai innamorato della povert, come San Francesco? Foste mai innamorato della lordura, come San Simeone? Siete mai stato innamorato delle malattie e delle sofferenze, come le suore e i filantropi? Certe passioni non sono virt, ma i pi innaturali pervertimenti. Simile passione per la plebe pu avere del romantico per la nipote di un lord, o per un professore di universit, ma io stesso sono stato un uomo comune, e povero anche: per me il romantico non c'. Lasciate fare ai poveri, come se la povert fosse una benedizione, lasciate che il vile faccia della sua vilt una religione predicando la rassegnazione. Noi la sappiamo pi lunga. Noi tre dobbiamo stare al di sopra della plebe. Come potremmo, altrimenti, aiutare i suoi figli a salire sino a noi? Barbara deve appartenere a noi, non all'Esercito della Salute.
CUSINS
Benone: solamente se credete di portar via Barbara dall'Esercito della Salute, parlandole come avete parlato a me, vi assicuro che non la conoscete...
UNDERSHAFT
Amico mio, io non chiedo mai per favore quello che posso comprare.
CUSINS
Pallido di ira.
Dunque, osereste affermare di poter comprare Barbara?
UNDERSHAFT
No, ma posso comperare l'Esercito della Salute.
CUSINS
Impossibile.
UNDERSHAFT
Lo vedrete. Tutte le organizzazioni religiose esistono perch si vendono ai ricchi.
CUSINS
Ma non l'Armata della Salute: questa  la chiesa dei poveri!
UNDERSHAFT
Ragione di pi per comprarla.
CUSINS
Si vede che voi non sapete esattamente che cosa fa per i poveri l'Esercito della Salute.
UNDERSHAFT
Oh, lo so! Cava loro le zanne: e questo  sufficiente per me... uomo di affari.
CUSINS
Ma che! Li rende sobrii...
UNDERSHAFT
Io preferisco gli operai sobrii. Rendono di pi...
CUSINS
...onesti...
UNDERSHAFT
Gli operai onesti sono quelli che costan meno.
CUSINS
...attaccati alle loro case...
UNDERSHAFT
Tanto meglio: cos si contentano di qualunque cosa; piuttosto di lasciare il posto.
CUSINS
... felici...
UNDERSHAFT
Incalcolabile garanzia contro la ribellione.
CUSINS
... altruisti...
UNDERSHAFT
Cio indifferenti al loro proprio interesse, il che mi conviene perfettamente.
CUSINS
...con la mente rivolta alle cose celesti...
UNDERSHAFT
Levando il tono.
E non ai sindacati operai, al socialismo... Magnificamente!
CUSINS
Sdegnato.
Siete proprio un furbo matricolato!
UNDERSHAFT
Indicando Peter che arriva in quel momento dall'asilo, e gironzola pel cortile come chi non sa che farsene di s, come ciondoloni fra loro due.
E questo  un galantuomo!
PETER
Certo! E a me che mi  servito?
Passa e va a sedersi tutto malinconico sulla panca, nell'angolo della tettoia. - Price con una faccia ipocrita da santificetur, e Jenny Hill con un tamburello pieno di monete di rame escono dall'asilo e si avvicinano al tamburo sul quale Jenny si mette a contare il denaro.
UNDERSHAFT
Rispondendo a Peter.
Oh, i vostri padroni ne avranno avuto molto vantaggio dal primo giorno all'ultimo che siete stato con loro.
Siede presso la tavola con un piede sulla panca accanto. - Cusins, dominato, siede sulla stessa panca dalla parte dell'asilo. Barbara, eccitata e commossa esce dall'asilo e avanza sino al mezzo del cortile.
BARBARA
Abbiamo fatto una magnifica prova dell'adunata nel vicolo, davanti all'altro portone dell'asilo. Non ho mai visto una folla tanto commossa come oggi, per la nostra confessione, Mr. Price!
PRICE
Sarei contento della mia passata cattiveria se potesse giovare a rendere buoni gli altri.
BARBARA
Oh, certo li render, Snobby. Quanto, Jenny?
JENNY
Quattro scellini e dieci soldi, maggiore.
BARBARA
Oh, Snobby; se voi aveste assestato alla vostra povera mamma un calcio di pi, avremmo fatto cinque scellini precisi.
PRICE
Se vi sentisse parlare cos, signorina, le dispiacerebbe che non lo abbia fatto, ma io sono contento! Ma io sono felice. Oh, chi sa che gioia prover quando sapr che mi sono ravveduto!
UNDERSHAFT
Posso elargire i due soldi che mancano?
Li leva di tasca.
L'obolo del milionario, no?
BARBARA
Quei due soldi come li guadagnasti?
UNDERSHAFT
Come al solito, vendendo cannoni, torpedini, sottomarini, le mie nuove bombe a mano.
BARBARA
Rimettili in tasca. Non puoi comprare la salute dell'anima tua con due soldi. Te la devi guadagnare.
UNDERSHAFT
Due soldi non bastano? Potrei dare un po' pi, se tu me lo dici.
BARBARA
Non basterebbero due milioni. Il tuo denaro  macchiato di sangue. Non serve il denaro. Via il denaro!
A Cusins.
Dolly, mi scriverai una lettera per i giornali...
Egli fa un po' di muso.
Sicuro! So che ti dispiace, ma bisogna farlo! Quest'anno la disoccupazione e la fame infieriscono... Sono tutti disoccupati. Il generale dice che se non troviamo pi denaro dovremo chiudere l'ospizio. Per conto mio cerco di aumentare la questua nelle adunate in modo addirittura spudorato...  vero, Snobby?
PRICE
 un vero piacere! Voi lavorate per dieci, signorina! E come sapete tirarglieli fuori dalle tasche, soldo a soldo! Versetto per versetto! Straordinaria! Nessun ciarlatano alla fiera di Mile End potrebbe fare altrettanto.
BARBARA
S, ma vorrei poterne fare a meno; ormai mi occupo pi della questua che delle anime. Cosa sono per noi quelle manciate di soldi? Ce ne vogliono delle migliaia, decine di migliaia... centinaia di migliaia!... Io voglio far ravvedere la gente e non elemosinare, con metodi che, se dovessi usarli per me stessa, ne morirei.
UNDERSHAFT
Con profonda ironia.
Il vero altruismo  capace di tutto, cara Barbara.
BARBARA
Senza badargli, va a prendere il denaro e lo ripone in una borsa che ha con s.
Proprio! Eh?...
UNDERSHAFT
Undershaft guarda Cusins con aria di scherno.
CUSINS
Rivolto ad Undershaft.
Mefistofele! Machiavelli!
BARBARA
Mentre chiude la borsa e l'intasca, i suoi occhi s'inumidiscono.
Ma come faremo a sfamarli? Come si pu parlare di religione a chi ha un bisogno tutto fisico di un po' di cibo?
Angosciata.
 orribile!...
JENNY
Accorrendo a lei.
Maggiore, cara...
BARBARA
Riprende lena.
No... non consolarmi. Le cose andranno meglio... Il denaro lo troveremo...
UNDERSHAFT
Come?
JENNY
Con le preghiere, naturalmente. Mrs. Baines ha detto che ha pregato tutta la notte per trovarne... e le sue preghiere non sono mai state inutili, neppur una volta...
Va al portone e guarda in istrada.
BARBARA
Che s' asciugati gli occhi e s' rifatta calma.
A proposito, Mrs. Baines sar qui nel pomeriggio per marciare con noi, oggi, alla grande adunata, e tiene molto ad incontrarsi con te non so per qual motivo. Forse spera di convertirti...
UNDERSHAFT
Sar un vero piacere per me, cara.
JENNY
Agitata, stando sul portone.
Maggiore, maggiore! C' quell'uomo che ritorna!
BARBARA
Quale uomo?
JENNY
Quello che mi ha picchiata. Oh, io spero che ritorni per aggregarsi a noi!
BILL WALKER
Con la giacca ricoperta di brina, con le mani in tasca, a capo basso, entra come un giocatore depredato, e si ferma tra Barbara e il tamburo.
BARBARA
Bill, gi di ritorno?
BILL WALKER
Per ribattere.
E voi? Da che sono andato via avete continuato a predicare sino ad ora, non  vero?
BARBARA
Press'a poco. Ebbene, Todger vi ha restituito lo schiaffo dato alla povera Jenny?
BILL WALKER
No, non lo ha fatto!
BARBARA
Oh! Mi sembrava sporca di neve la vostra giacca.
BILL WALKER
S, infatti. Volete sapere come mai?... Eh?...
BARBARA
S.
BILL WALKER
M' scivolata gi dalle spalle: ecco. M' caduta per terra a una cantonata a Canning Town.
BARBARA
Peccato che non siate scivolato voi in ginocchio! Vi avrebbe fatto assai bene!
BILL WALKER
Sempre di umore aspro.
In quel momento ero io che salvavo dalla neve le ginocchia di un altro... che me li teneva sul capo: n pi, n meno.
JENNY
Di chi?
BILL WALKER
Di Todger! Lui pregava per me, comodamente, tenendomi sotto per tappeto. Gi, e con lui pregava anche Mog e tutta la bella comitiva. Mog diceva: "Oh, signore, infrangi il suo spirito ostinato, ma non far del male alla sua anima!" Cos! "Non far male alla sua anima"! E il suo amico, che pesa 84 chili, mi stava addosso inginocchiato, con tutto il suo peso... Allegro, eh?
JENNY
Oh, no! Ci dispiace proprio, Mr. Walker!
BARBARA
Manifestamente soddisfatta.
Poco male! Vi hanno servito a dovere! Ma voi cosa gli avete fatto, prima?
BILL WALKER
Ostinato.
Ho fatto quello che avevo promesso. Gli ho sputato in faccia! Lui lev lo sguardo al cielo, e disse: "Sia lodato Dio, che mi fa degno di raccogliere uno sputo, per amor del Vangelo"; e Mog: "Alleluja, Alleluja!"; poi mi chiam fratello e mi accarezz come se io fossi stato un bambino e lui mia madre, che il sabato sera mi lavava. Io non ho litigato con lui. Met della strada pregava, l'altra met scoppiava dalle risa.
A Barbara.
Siete soddisfatta, ora?
BARBARA
Con gli occhi scintillanti.
Oh, ci fossi stata anch'io!
BILL WALKER
Ah, gi, per regalarmi un altro straccio di predica, eh?...
JENNY
Mi dispiace, proprio, Mr. Walker!
BILL WALKER
Oh, non mi compiangete. Voi non ne avete motivo; sentite: vi ho ferito la ganascia.
JENNY
No, non mi fece niente, davvero! Solo nel primo momento, fu pi la paura che altro!
BILL WALKER
Non ho bisogno di essere scusato n da voi n da nessuno. Quello che ho fatto lo sconter! Ho tentato di farmi fracassare le ganasce a mia volta, per darvi soddisfazione...
JENNY
Dispiacente.
Oh, no!
BILL WALKER
Vi dico che l'ho fatto!
Impaziente.
Ma non ci sono riuscito! Son riuscito solo a dare pubblico spettacolo di me. Bene! Poich non vi ho potuto dare soddisfazione in quel modo, ve la dar in un altro modo... Sentite; avevo messo da parte due sterline per quando viene il gelo; ora ne  rimasta una. Un mio compagno l'altra settimana litig con la sua fidanzata, le diede quel che si meritava, il giudice gli applic una multa di quindici scellini. Lui aveva il diritto di dargliele, perch stava per sposarla, ma io non potevo fare altrettanto con voi; dunque porteremo la multa a venti scellini. Eccoli!
Le porge una sterlina.
Prendeteli e smettetela voi di perdonare e pregare, e il vostro maggiore di far delle ciarle. Quel che  stato  stato, e scontato anche; ma facciamola finita una buona volta di far chiacchiere. Lasciatemi pagare quello che ho fatto, e finiamola.
JENNY
Oh, io non posso accettarlo, Mr. Walker. Ma se voleste dare uno o due scellini alla povera Rummy... A lei s, che avete fatto male, e poi lei  vecchia!
BILL WALKER
Con disprezzo.
Non ci penso nemmeno. Gliene darei volentieri un altro. Mi deve denunciare, come ha detto. Non mi ha da perdonare! Quello che ho fatto a lei non era nelle mie intenzioni, in quello, ecco, che lei
Indica Barbara.
chiama la coscienza, pi che, poniamo, sgozzare un maialino. Ma codesto gioco cristiano non me lo dovete fare. Codesti benedetti perdoni, e noie, e chiacchiere che ti buttan gi, ti schiacciano, ti infelicitano la vita, io non li voglio, vi ripeto! Prendete dunque il denaro e smettete di rivolgere a me il vostro stupido muso tutto pesto.
JENNY
Maggiore, posso prendere qualche cosa per l'Esercito?
BARBARA
No, l'Esercito non si compra. Noi vogliamo la vostra anima, non ci accontentiamo di meno.
BILL WALKER
Con amarezza.
Lo so. Non vi basta, i miei pochi scellini non vi bastano! Voi siete la nipote di un conte, siete... Meno di cento sterline non prendete...
UNDERSHAFT
Vedi, Barbara, con cento sterline tu potresti fare del gran bene! Se vuoi metter l'anima in pace a questo galantuomo a levarsi d'imbarazzo prendendogli la sterlina, dar io le altre novantanove.
Bill, meravigliato di tanta opulenza, si leva istintivamente il berretto.
BARBARA
Oh, tu sei troppo prodigo, pap! Pap, Bill offre venti scellini; tutto quello che hai da offrire sono gli altri dieci; questo  il prezzo col quale si compra di solito chiunque sia da vendere. Non gi me; non gi l'Esercito.
A Bill.
Voi non avrete un minuto di pace, finch non vi risolverete a venire a noi. Voi non potrete sfuggire alla vostra conversione.
BILL WALKER
Triste.
Io non posso resistere ai lottatori da circo, e alle chiacchiere ipocrite delle donne. Ho detto di pagare, e tanto basta. Prendere o lasciare: eccola!
Getta la sterlina sul tamburo e siede sul cavalcatoio.
Price  sedotto dalla moneta, e coglie l'occasione per gettarvi sopra il berretto.
Mrs. Baines esce dall'asilo. - Veste l'uniforme di Commissario dell'Esercito della Salvezza. -  una donna dall'aspetto serio, sulla quarantina, ha una voce carezzevole, insinuante e dei modi supplichevoli.
BARBARA
Mrs. Baines, ecco mio padre.
Undershaft, staccandosi dal tavolo, si leva il cappello con rispetto.
Guardate se vi riesce di persuaderlo. A me, non vuol dar retta, perch si ricorda di quanto ero pazzerella quand'ero bambina.
Li lascia assieme, e se ne va con Jenny.
BAINES
Vi hanno gi fatto visitare l'asilo? Voi conoscete certamente qual' l'opera che noi si compie...
UNDERSHAFT
Con gran cortesia.
Tutta la nazione lo sa, Mrs. Baines...
BAINES
No, no, signore. Tutta la nazione non lo sa, altrimenti non dovremmo penare come facciamo, correndo dappertutto a raccogliere il denaro che ci occorre, e potremmo svolgere la nostra azione per tutto il paese. Permettete ch'io vi dica che se non fosse stato per noi, quest'anno a Londra avremmo avuto dei disordini...
UNDERSHAFT
Lo credete proprio?
BAINES
Lo so. Mi ricordo del 1886, quando voi ricchi vi mostravate sordi al grido dei poveri... Vennero a rompere le vetrate dei vostri clubs a Pall Mall...
UNDERSHAFT
Approvando l'accaduto.
Le oblazioni che allora si raccolsero pei poveri al palazzo comunale salirono il giorno dopo da trentamila a settantanovemila sterline. Oh, me ne ricordo benissimo!
BAINES
Bene! Non vorreste aiutarci a soccorrere i poveri? Cos non romperanno pi le vetrate... Venite qui, Price, voglio presentarvi a questo signore.
Price le s'avvicina.
Vi ricordate di quando rompevate le vetrate?
PRICE
Il mio vecchio padre pensava che quella fosse la rivoluzione, signora.
BAINES
E adesso le rompereste ancora?
PRICE
Oh, no, signora. Mi sono state aperte le finestre del cielo... Ora so che il ricco  un peccatore come lo sono io...
RUMMY
Compare sulla finestra del primo piano.
Snobby Price!
PRICE
Cosa c'?
RUMMY
Vostra madre cerca di voi, nel vicolo, all'altra porta dell'asilo. Ha sentito parlare della vostra conversione...
Price impallidisce.
BAINES
Andate, Mr. Price, e pregate con lei...
PRICE
A Mrs, Baines.
Non potrei pi guardarla in faccia, ora che sento tutta la gravit della mia colpa! Ditele che trover suo figlio a casa, che l'aspetter pregando.
Sguscia vergognoso per la porta e, per caso, nel prendere il cappello di sul tamburo, gli resta in mano la sterlina.
BAINES
Cogli occhi lustri di emozione.
Vedete, Mr. Undershaft, come noi liberiamo i loro cuori dal rancore contro di voi.
UNDERSHAFT
Certo  molto utile e soddisfacente per i datori di lavoro.
BAINES
Barbara, Jenny, ho delle buone notizie... delle splendide notizie...
Jenny accorre.
Le mie preghiere sono state esaudite... Lo avevo previsto, non  vero Jenny?
JENNY
S, s!
BARBARA
Si avvicina al tamburo.
Avete trovato denaro bastante per tenere aperto l'asilo?
BAINES
Non questo solo, ma tutti gli asili! Lord Saxmundham ha promesso cinquemila sterline.
BARBARA
Hurrah!
JENNY
Vittoria!
BAINES
Purch... altri cinque signori ne diano mille ciascuno, per completare le diecimila...
BARBARA
Chi  Lord Saxmundham? Non l'ho mai sentito nominare.
UNDERSHAFT
Che ha teso l'orecchio al nome del Lord, e guarda Barbara con curiosit.
 un Lord nominato da poco. Ma avrai ben sentito parlare di Orazio Bodger?
BARBARA
Bodger? Il fabbricante di liquori? Il Whisky Bodger?
UNDERSHAFT
Precisamente.  uno dei nostri pi prodighi benefattori. Fece restaurare la cattedrale di Hakington, e per questo fu fatto nobile; poi diede mezzo milione per la cassa del suo partito, e lo fecero barone.
PETER
E per queste cinquemila sterline cosa gli daranno?
UNDERSHAFT
Non ci sono pi onorificenze da potergli dare. Credo dunque che le cinquemila sterline serviranno a salvargli l'anima.
BAINES
Volesse il cielo! Oh, Mister Undershaft! Voi avete degli amici ricchissimi. Non potreste aiutarci per le altre cinquemila? Nel pomeriggio terremo una grande riunione nel nostro locale di Mile End Road. Se potessi annunciare che si  gi trovato un signore che vuol contribuire con Lord Saxmundham, altri lo seguirebbero. Non conoscete nessuno? Non potreste farlo voi? Non lo volete?
Gli occhi le si riempiono di lagrime.
Oh, pensate alla povera gente, Mister Undershaft. Pensate quanto sarebbe per loro, e quanto poco sarebbe per un uomo ricco come voi!
UNDERSHAFT
Con galanteria ironica.
Mrs. Baines. Voi siete irresistibile! Non posso scontentarvi e non posso rifiutare a me stesso la soddisfazione di gareggiare con Bodger! Avrete le cinquemila sterline!
BAINES
Sia lodato Iddio!
UNDERSHAFT
E non ringraziate anche me?...
BARBARA
Oh, signore, non cercate di mostrarvi cinico. Non vi vergognate di essere buono. Il Signore vi benedir, e le nostre preghiere circonderanno tutta la vostra vita come una salda fortezza.
Con una certa esitazione.
Voi mi darete lo chque, non  vero, per mostrarlo alla riunione. Jenny, andate a prendere penna e calamaio.
Jenny corre alla porta dell'asilo.
UNDERSHAFT
Non v'incomodate, signorina; ho una penna stilografica.
Jenny si ferma; egli siede al tavolo e firma lo chque. - Cusins si alza per fargli posto. - Tutti lo guardano in silenzio.
BILL WALKER
Cinicamente, con voce cupa, a Barbara.
E quanto costa l'Armata della Salute, ora?
BARBARA
Un momento!
Andrea smette di scrivere, tutti si volgono sorpresi verso di lei.
Mrs. Baines, volete proprio prendere questo denaro?
BAINES
Stupita.
E perch no, cara?
BARBARA
Sapete cosa  mio padre? Avete dimenticato che Lord Saxmundham non  altro che Bodger, il fabbricante di whisky? Non vi ricordate quanto abbiamo pregato il Consiglio comunale di scrivere il suo nome a caratteri di fuoco sopra i muri, per modo che le povere creature rovinate dall'alcoolismo, svegliandosi dai brevi sonni sui marciapiedi delle vie, ritrovassero sempre davanti agli occhi e nella mente quella maledizione del cielo contro la loro maledetta sete? Non sapete che la peggior cosa che io abbia avuto da combattere qui, non  il diavolo, ma Bodger, Bodger, Bodger, col suo whisky, le sue distillerie, i suoi maledetti spacci di liquori? Volete dunque che il nostro asilo diventi una delle sue succursali, e dare a me l'incarico di condurlo?
BILL WALKER
Terribile una sbornia di whisky!
BAINES
Barbara mia! Lord Saxmundham ha come tutti noi un'anima da redimere. Se il cielo ha trovato la via per rendere utile il suo denaro, dobbiamo ribellarci alla provvidenza che cos ha esaudito le nostre preghiere?
BARBARA
So bene, che ha un'anima da salvare. Che venga qui e far del mio meglio per aiutarlo a redimersi; ma lui preferisce comperarci con uno chques, e continuare ad essere pi nefasto di prima.
UNDERSHAFT
Con una logica la di cui ironia viene compresa solo da Cusins.
Mia cara Barbara, l'alcool  una cosa indispensabile...  una medicina...
BARBARA
Niente affatto.
UNDERSHAFT
...aiuta il medico, rende la vita sopportabile a milioni d'individui che non la potrebbero sopportare se fossero sobrii. Mette il Parlamento in grado di fare alle undici di notte delle cose che nessun sano di mente farebbe alle undici del mattino.  forse colpa di Bodger se di questo inestimabile dono, purtroppo abusa quasi l'uno per cento dei poveri?
Si volta verso il tavolo, firma lo chque, e lo stacca.
BAINES
Ditemi, Barbara. Credete che si berr di pi oppure di meno, se domani tutte le povere anime che noi abbiamo da salvare, vengono e trovano le nostre porte chiuse? Lord Saxmundham ci d il denaro per frenare l'ubriachezza... per rovinare il suo stesso commercio...
CUSINS
Malignamente.
 una vera abnegazione, questa di Bodger.  evidente. Dio benedica l'ottimo Bodger.
Barbara rimane quasi annientata nel vedere che perfin il suo Adolfo l'abbandona.
UNDERSHAFT
Stacca lo chque, rimette in tasca il libretto; poi si leva, passa oltre Cusins, e va da Mrs. Baines.
E anch'io, Mrs. Baines, posso vantare un certo disinteresse. Pensate alla mia industria, pensate alle vedove e agli orfani, agli uomini e alle donne colpiti dagli shrapnels e avvelenati dalla liddite!
Mistress Blaines resta atterrita; ma egli prosegue impassibile.
Pensate ai mari di sangue, dei quali nessuna goccia fu versata per una causa veramente giusta. Pensate ai campi devastati che i pacifici agricoltori, uomini e donne, devono, pena la fame, coltivare sotto il fuoco degli eserciti nemici; al maligno egoismo dei crudeli, meschini e vigliacchi che da casa, solo per appagare il loro orgoglio nazionale, spingono gli altri nella lotta. Tutto questo produce denaro per me. Io non arrischio mai tanto e non sono mai tanto occupato come quando i giornali son pieni di tutto questo. Ora la vostra missione  di predicare l'umanit e la pace fra le genti.
Il volto della Baines si rasserena.
Ogni vostro nuovo proselite  una voce contro la guerra.
Le labbra di lei si muovono alla preghiera.
Eppure io do questo denaro, e vi aiuto ad affrettare la mia rovina commerciale.
Le d lo chque.
CUSINS
Con uno slancio di malizia, sale sulla panca.
Il millenario regno di Cristo avr principio coll'abnegazione di Undershaft e di Bodger. Esultate!...
Leva di tasca le bacchette e suona.
BAINES
Prendendo lo chque.
Pi io vivo e pi mi persuado che esiste una provvidenza che presto o tardi volge tutto in pro dell'opera di salute. Chi avrebbe mai pensato che dalla guerra e dall'ubriachezza ci sarebbe venuto del bene? Eppure i loro redditi vengono oggi deposti ai piedi dell'Armata della Salute affinch compia la sua santa missione.
 commossa sino alle lagrime.
JENNY
Corre a Mrs. Baines e l'abbraccia.
Oh, cara, come tutto questo  santo, come  glorioso!...
CUSINS
In un parossismo d'ironia.
Profittiamo di questo momento ineffabile. Marciamo subito alla grande riunione! Scusatemi un momento.
Corre nell'asilo.
Jenny prende il suo tamburello che aveva posato sul tamburo grande.
BAINES
Mister Undershaft, vi  mai capitato di vedere mille persone che allo stesso istante s'inginocchiano e pregano? Venite al meeting. Barbara annuncer che l'Esercito  salvo per opera vostra.
CUSINS
Torna impetuosamente dall'interno con una bandiera e un trombone, e si mette fra Mrs. Baines e Undershaft.
Voi, Mrs. Baines, porterete la bandiera.
Gliela consegna.
Mr. Undershaft  un provetto suonatore di trombone, lui intoner un accompagnamento olimpico per la marcia della Salvezza.
Gli si mette accanto, e gli caccia al collo il trombone, esclamando:
Soffiate, Machiavelli, soffiate!
UNDERSHAFT
La tuba di Sionne!
Cusins riprende il suo tamburo, e comincia a battervi sopra. Undershaft accompagna clamorosamente.
Far del mio meglio. Adotterei il basso a dovere, se sapessi il motivo.
CUSINS
 il coro di nozze della Lucia di Donizetti, ma noi lo abbiamo convertito. Qui si converte tutto, compreso Bodger. Ricordatevi il coro: "Sire, d'immenso giubilo..."
Si accompagna col tamburo.
BARBARA
Tu mi schianti il cuore.
CUSINS
Continuando a batter sul tamburo.
Che importa, qui, un cuore schiantato di pi o di meno? Dioniso Undershaft  disceso! Io sono invasato.
BAINES
Andiamo, Barbara, bisogna che il mio caro maggiore porti la bandiera insieme con me...
JENNY
S, s... maggiore mio diletto.
Cusins leva di mano a Jenny il tamburello e in silenzio lo offre a Barbara.
BARBARA
Fa qualche passo avanti, respingendo l'offerta con un gesto d'orrore, e mentre Cusins indifferente restituisce il tamburello a Jenny, va verso la porta dell'asilo.
Non posso venire
JENNY
Non vieni?
BAINES
Con le lagrime agli occhi.
Credete che io faccia male a prendere quel denaro?
BARBARA
Correndo con uno scatto impulsivo a baciarla.
No, no, cara! Che Dio vi aiuti. Lo dovete. Voi salvate l'Esercito. Andate. Io vi auguro un'adunata numerosa.
JENNY
Ma non venite anche voi?
BARBARA
No.
Comincia a togliersi l'"S" di argento che orna il colletto della sua giacca.
BAINES
Che fate, Barbara?
JENNY
Maggiore, perch vi levate i distintivi? Non pensate mica di abbandonarci, maggiore?
BARBARA
Rapida.
Pap, vieni qui.
UNDERSHAFT
Avvicinandosi.
Figlia mia?
Vedendo ch'essa sta per appuntargli sul bavero il distintivo, si ritira sotto la tettoia con una certa inquietudine.
BARBARA
Seguendolo.
Non ti spaventare!
Appunta la spilla, e poi si ritira presso la tavola, a contemplarlo e additarlo agli altri.
Ecco! Per cinquemila sterline, non  una gran cosa, vi pare?
BAINES
Barbara, se non venite con noi... e non volete pregare con noi, promettetemi almeno di pregare per noi.
BARBARA
Non posso pregare. Forse non potr pregare mai pi...
BAINES
Barbara!
JENNY
Maggiore!
BARBARA
Quasi delirando.
Non ne posso pi! Presto, in marcia!
CUSINS
Formando il corteo verso la porta.
Andiamo, su! Musica! "Sire, d'immenso giubilo..."
Marca il tempo sul tamburo. La banda attacca la marcia, che ben si allontana, dacch il corteo procede alla svelta.
BAINES
Io debbo andare, cara. Voi siete affaticata dal lavoro... domani starete meglio! Non vi vogliamo perdere. Ora, Jenny, venite con la nostra gloriosa bandiera. Avanti, avanti! "Sangue e fuoco!"
Si avvia passando dal portone con la bandiera sulla spalla.
JENNY
Alleluja! Alleluja!
Suona il tamburello e marcia.
UNDERSHAFT
A Cusins che marcia davanti a lui, facendo agire lo slungatore del trombone.
Mia figlia e il mio danaro!...
Esce.
CUSINS
Seguendolo.
Oro e polvere da cannone!
BARBARA
Ubriacchezza e omicidio. Mio Dio, perch mi hai abbandonata?
Si accascia sulla panca con la testa fra le mani. - Il corteo passa in silenzio.
BILL WALKER
Beffardo.
Che vale pi l'Esercito della Salute, adesso?
PETER
Non  generoso colpire i caduti...
BILL WALKER
Lei mi diede un calcio quando il caduto ero io: perch non dovrei ricambiarla?
BARBARA
Sollevando il capo.
Io non volli il vostro denaro, Bill.
Attraversa il cortile fino alla porta volgendo il dorso per nascondere ai due uomini il suo volto.
BILL WALKER
Eh gi, perch era poco!
Volgendosi verso il tamburo sul quale gett la moneta.
Ohi! Se voi non l'avete preso... l'avr preso un altro. Dove sar andato? Scommetto che se l' portato via Jenny Hill!
RUMMY
Che ha spiato dalla finestra.
Tu menti! Cialtrone che non sei altro. L'ha rubato Snobby Price quando raccatt il suo cappello... L'ho visto io di quass.
BILL WALKER
Come?!... Ha rubato il mio denaro? E perch non lo chiamate ladro, lurida vecchia cretina!
RUMMY
Te lo sei meritato per avermi colpita in faccia! T' costato una sterlina!
Sciogliendo un peana per la magra vittoria riportata.
Ti sta bene! Ti sta bene... Ora siamo pari.
BILL WALKER
Afferra la tazza che  davanti a Peter e la scaraventa contro la vecchia, ma essa si ritira e scompare dietro il portello e la tazza percuote in alto contro il battente e si rompe. - A Barbara.
Dite... signorina: che ore erano quando il cosidetto Snobby Price  stato convertito?
BARBARA
Si volge a lui senza scomporsi n smettere la sua dolcezza.
Erano le undici e mezzo, e alle due meno un quarto si  preso la vostra sterlina... Lo so. Ora, voi non potete perderla! Ve la render io.
BILL WALKER
Mitiga a un tratto il tono della voce.
Nemmeno se morissi di fame! Io non mi lascio comprare.
PETER
Che dite?... Ma se vi siete venduto al demonio per un bicchiere di birra!  che qui il demonio non c' per farvi l'offerta...
BILL WALKER
Senza vergogna alcuna.
Questo lo faccio spesso... ma comperare non mi potete!
Avvicinandosi a Barbara.
Volevate la mia anima? Ebbene, non l'avete avuta!
BARBARA
L'avevo quasi avuta... Bill, ma ve l'abbiamo rivenduta per diecimila sterline.
PETER
Cara!
BARBARA
Protestando.
No, Peter, quella valeva pi del denaro!
BILL WALKER
Non c' scopo. Voi non mi prenderete in giro. Io non ci credevo, e oggi mi son persuaso che avevo ragione... Addio, vecchio mangiazuppa!... Addio, maggiore Barbara, nipotina di un conte!...
Si dirige verso la porta.
Che vale ora l'Esercito della Salute? Snobby Price! Ah, ah!
BARBARA
Porgendogli la mano.
Arrivederci, Bill...
BILL WALKER
Sorpreso, fa per cavarsi il berretto, ma poi se lo ricalca in capo con diffidenza.
Via, via di qua!
Barbara lascia cader la mano, scoraggiata. Bill ha una punta di rimorso.
 per chiasso, sapete. Senza malizia, senza rancore. Addio, ragazza!...
Esce.
BARBARA
Addio, Bill.
PETER
Stringendole la mano.
Voi fate troppo conto di lui, miss, per troppa bont.
BARBARA
Avvicinandosi a Peter.
Peter, ora sono anch'io come voi, disperata e disoccupata!
PETER
Ma voi avete la giovent e la speranza... State assai meglio di me!
BARBARA
Vi procurer un posto! Questa  la vostra aspirazione. A me deve bastare la giovent!...
Conta il suo denaro.
Ne ho appena quanto basta per pagare due tazze di t, un posto per dormire a voi, e il tram per tornare a casa...
Egli si drizza con l'orgoglio offeso. - Essa gli prende la mano.
Non siate orgoglioso, Peter.  una divisione tra amici!
Lo conduce verso la porta.
E promettetemi che parlerete con me e non mi farete piangere.
PETER
Io non sono avvezzo a parlare con gente come voi...
BARBARA
Con sollecitudine.
S, s. Dovete parlare con me. Raccontatemi dei libri di Tom Paine e delle conferenze di Bradlaugh. Venite.
PETER
Oh, se voi voleste leggere Tom Paine, come deve esser letto... signorina!...
Vanno insieme verso la porta, ed escono.
...
.
...
ATTO TERZO.
...
.
...
QUADRO PRIMO.
...
.
...
Nel pomeriggio del giorno successivo a Wilton Crescent. - Lady Britomart sta scrivendo nella sua biblioteca. Sara, seduta sulla poltrona presso la finestra, legge. Barbara, smessa l'uniforme,  seduta sul divano, pallida e pensierosa. Entra Carlo Lomax. Nel passare tra il divano e la scrivania, si ferma sorpreso scorgendo Barbara vestita alla moda e cos gi di spirito.
LOMAX
Come? Non portate pi l'uniforme?
BARBARA
Non risponde, ma un'espressione di dolore passa sul suo volto.
LADY BRITOMART
Richiamandolo a bassa voce ad essere pi delicato.
Carlo!
LOMAX
Con grande interessamento, siede sul divano, accanto a Barbara.
Mi dispiace sinceramente, Barbara. Hai visto che ti ho aiutata in tutto quello che potevo, con l'organetto.
Con grande importanza.
D'altronde io non mi ero mai dissimulato il fatto che nell'Esercito della Salute c' un bel po' di sciocchezze. Ora le esigenze della Chiesa Anglicana...
LADY BRITOMART
Basta, Carlo! Parlate di cose che capite!
LOMAX
Mi pare che la Chiesa Anglicana sia una cosa che capiscono tutti.
BARBARA
Toccandogli la mano.
Grazie per la cortesia che mi dimostri, Cholly. Adesso va a far la corte a Sara.
LOMAX
Alzandosi per recarsi da Sara.
Come sta oggi la mia regina?
SARA
Non spetta a te insegnare a Cholly quello che ha da fare. Hai capito, Barbara? Ci viene da s e lo fa da s. Cholly, dopo pranzo andremo alla fabbrica di Sant'Andrea Perivale.
LOMAX
Quale fabbrica?
SARA
Quella dei cannoni.
LOMAX
Come? Alla bottega di tuo padre!
SARA
Appunto.
LOMAX
Che dici mai?
CUSINS
Entra con fare piuttosto grave. - Egli pure ha un leggero sussulto nello scorgere Barbara senza la solita uniforme.
BARBARA
Ti aspettavo stamane, Dolly. Non te ne sei ricordato?
CUSINS
Sedendole accanto.
Mi dispiace. Ho finito or ora di far colazione.
SARA
E noi abbiamo gi fatto uno spuntino.
BARBARA
Hai passato una notte agitata?
CUSINS
Tutt'altro: fu una notte abbastanza buona, anzi, una delle pi singolari della mia vita.
BARBARA
Alla riunione?
CUSINS
No, dopo.
LADY BRITOMART
Dopo la riunione dovevi andare a letto. Cosa hai fatto, dunque?
CUSINS
Ho bevuto!
LADY BRITOMART
Adolfo!
SARA
Dolly!
BARBARA
Dolly!
LOMAX
Ti dico io!

ad un tempo
LADY BRITOMART
E che hai bevuto? Si pu saperlo?
CUSINS
Un diabolico miscuglio di vino di Spagna, garantito senza aggiunta di alcool. Un vero vino per astemi. Il suo contenuto di alcool naturale rendeva superflua ogni aggiunta.
BARBARA
Vuoi scherzare, Dolly?
CUSINS
Calmo.
Niente affatto! Ho vegliato una notte intera con il capo nominale di questa casa: ecco tutto.
LADY BRITOMART
Andrea ti ha fatto ubriacare?
CUSINS
Oh, no! Si  limitato a provvedere il vino. Credo sia stato Dioniso a ubriacarmi.
A Barbara.
Te lo dicevo che ero invasato.
LADY BRITOMART
Tu non sei ancora normale. Torna a casa e va a letto.
CUSINS
Scusate, Lady Britomart, io non ho mai osato di rivolgervi un rimprovero. Ma come poteste sposare il Re delle Tenebre?
LADY BRITOMART
Era assai pi scusabile sposarlo che ubriacarsi con lui. Sar una nuova bella qualit di Andrea, si vede bene. Prima non beveva.
CUSINS
Nemmeno adesso: sedeva vicino a me e completava il crollo dei miei princpi morali, la disfatta delle mie convinzioni, la vendita della mia anima. E lo faceva per te, Barbara. Ecco quel che lo rende cos pericoloso per me.
BARBARA
Ma questo non c'entra, Dolly. Ci sono amori ben pi grandi e sogni pi divini che non quelli del focolare domestico. Lo sai, nevvero?
CUSINS
Sicuro. Su questo siamo d'accordo. Lo so, lo sostengo. Se non gli riesce di conquistarmi su quel santo terreno, mi pu divertire quanto vuole, ma non potr mai vincermi, per forte che egli sia.
BARBARA
Sii fermo, e la fine sar buona. Ora dimmi, com' andata la riunione?
CUSINS
Fu una cosa sorprendente.  mancato poco che Mrs. Baine non morisse di emozione. Jenny Hill fu assalita da una crisi di isterismo. Il Re delle Tenebre suonava il trombone come un pazzo. I suoi squilli parevano il ghignare di Satana. In un batter d'occhio si ebbero 117 conversioni. Tutti pregavano con la pi commossa gratitudine per Bodger e per l'anonimo donatore delle cinquemila sterline. Tuo padre non volle che si rivelasse il suo nome.
LOMAX
Sapete che  molto delicato, da parte del vecchio! Molti altri grandi industriali non avrebbero saputo rinunciare alla rclame.
CUSINS
Gi; ma lui diceva che se avesse dato il suo nome, tutte le istituzioni di beneficenza sarebbero piombate su di lui come i corvi sopra un campo di battaglia.
LADY BRITOMART
Qui riconosco Andrea. Non fa mai una buona azione senza trovarvi un pretesto sconveniente.
CUSINS
E voleva convincermi che io nella mia vita per delicatezza non ho fatto che cose sconvenienti.
LADY BRITOMART
Adolfo, ora che Barbara ha lasciato l'Esercito della Salute, fareste bene a lasciarlo subito anche voi. Non conviene che voi andiate a suonare il tamburo per la strada.
CUSINS
I vostri ordini sono gi ubbiditi, Lady Britomart.
BARBARA
Dolly, non lo facevi forse sul serio? Ci saresti mai entrato se tu non mi avessi mai vista?
CUSINS
Con scarsa sincerit.
Non so... forse... come collezionista di religioni...
LOMAX
Con malizia.
Ma non certo come tamburino. Caro Dolly, tu hai un cervello acuto, e ti sarai subito accorto che c'era una quantit di stoltezze...
LADY BRITOMART
Carlo! Se volete far delle ciarle, fatele almeno da uomo, non da scolaretto...
LOMAX
Spazientito.
Oh, insomma, le ciarle son ciarle, sapete, tanto per i ragazzi quanto per gli uomini.
LADY BRITOMART
Sentite, Carlo, nella buona societ in Inghilterra, gli uomini ciarlano a tutte le et ripetendo sciocche formule con aria di saggezza. Gli scolaretti le ripetono senza dialettica, senza gergo, come appunto voi. Quando hanno poi la vostra et, e hanno raggiunto una certa posizione nella politica o come che sia, allora smettono il gergo e stillano le loro formule dallo Spectator o dal Times. Voi avreste fatto meglio a tenervi al Times. C' un bel po' di sciocchezze, come voi dite, nel Times; ma dopo tutto il linguaggio  conveniente.
LOMAX
Sopraffatto.
Oh voi siete veramente una gran testa, Lady Britomart...
LADY BRITOMART
Bagattelle!
Entra Morrison.
Cosa c'?
MORRISON
Perdonate, signora. Mister Undershaft  giunto in questo momento.
LADY BRITOMART
Va bene, fatelo entrare.
Morrison esita.
Ebbene, che altro volete?
MORRISON
Devo annunciarlo, signora, oppure egli  qui, per cos dire, a casa sua?
LADY BRITOMART
Annunciatelo.
MORRISON
Grazie, signora. Spero non vorrete tener conto della mia domanda: non vi sar dispiaciuta. Il caso , per cos dire, nuovo, per me.
LADY BRITOMART
Va bene. Andate, e fate passare.
MORRISON
Grazie, signora.
Esce.
LADY BRITOMART
Andate, figlioli, e preparatevi.
Sara e Barbara si levano ed escono a prendere i mantelli.
Carlo, va da Stefano a dirgli che entro cinque minuti deve esser qui: lo troverai nel salone.
Carlo esce.
Adolfo, dirai che la carrozza deve esser qui fra un quarto d'ora.
Adolfo esce.
MORRISON
Annunciando.
Mister Undershaft.
Introduce ed esce.
UNDERSHAFT
Entrando.
Sola?! Che fortuna!
LADY BRITOMART
Alzandosi.
Via! Non fare il sentimentale, Andrea. Mettiti a sedere.
Siede sul divano, egli le siede a sinistra. - Lady B., senza lasciargli il tempo di respirare, entra in argomento.
Sara deve avere ottocento sterline all'anno, finch Carlo Lomax non entra in possesso dei suoi beni. Barbara avr bisogno di pi, e per sempre, giacch Adolfo non possiede nulla.
UNDERSHAFT
Con rassegnazione.
Va bene, cara. Provveder io... Niente altro? Per te, per esempio?
LADY BRITOMART
Vorrei parlarti di Stefano.
UNDERSHAFT
Piuttosto seccato.
Lascia correre, cara! Stefano m'interessa poco.
LADY BRITOMART
Ma interessa a me.  nostro figlio!
UNDERSHAFT
Lo credi veramente? Si  fatto mettere al mondo da noi, ma si  scelto male i suoi genitori. Io non vedo in lui niente di me, e anche meno di te.
LADY BRITOMART
Andrea! Stefano  un eccellente figlio e un giovane serio, pieno di fermezza e d'ingegno. Tu vai soltanto cercando una scusa per diseredarlo.
UNDERSHAFT
Mia cara Biddy,  una tradizione degli Undershaft che lo disereda, non io. Sarebbe illecito da parte mia lasciare la fonderia di cannoni a mio figlio.
LADY BRITOMART
Ma sarebbe anche meno naturale e pi ingiusto che tu la lasciassi a chiunque altro. Credi forse che questa tradizione spregevole ed immorale debba durare all'infinito? Credi forse che Stefano non condurrebbe la fonderia come tutti gli altri figli dei grandi industriali?
UNDERSHAFT
Sicuro. Potrebbe imparare l'andamento dell'azienda senza capire gli affari, come tutti gli altri figli; e la ditta andrebbe avanti alla meglio sino al giorno in cui il vero Undershaft, forse un italiano o un tedesco, non sapesse inventare qualche altro metodo nuovo che lo superasse.
LADY BRITOMART
Non c' nulla che possa fare un italiano o un tedesco, che non sappia fare anche Stefano. E Stefano, dopo tutto, ha un'educazione.
UNDERSHAFT
Il figlio di un trovatello?  un controsenso.
LADY BRITOMART
Mio figlio. Ed anche tu, per quelli che ti conoscono, puoi aver del buon sangue nelle vene!
UNDERSHAFT
Giustissimo! Probabilmente anzi, ne ho. E questo  un argomento di pi in favore dei trovatelli.
LADY BRITOMART
Andrea, non mi esasperare!
UNDERSHAFT
Questa spiegazione fa parte della tradizione degli Undershaft, mia cara. Dalla fondazione della ditta, ogni moglie degli Undershaft ha dovuto avere una simile spiegazione.  fiato sprecato. Se la tradizione, per caso, dovesse interrompersi, dovrebbe essere certo per un uomo ben pi capace di Stefano.
LADY BRITOMART
Stizzita.
E allora, vattene pure!
UNDERSHAFT
Supplichevole.
"Vattene"?
LADY BRITOMART
S, vattene. Se tu non vuoi far nulla per Stefano, non c' pi bisogno della tua presenza. Va', va' dal tuo trovatello, chiunque esso sia, e occupati di lui!
UNDERSHAFT
Ma vedi... Biddy...
LADY BRITOMART
Non mi chiamare Biddy. Che forse io ti chiamo Andy?
UNDERSHAFT
Ma io non voglio chiamare mia moglie "Britomart": non ci sarebbe senso comune. Sul serio, amor mio, la tradizione degli Undershaft mi mette nell'imbarazzo: io ormai vo invecchiando... e il mio socio Lazarus ha recentemente stabilito che la successione, in un modo o nell'altro, debba essere sistemata al pi presto. E ha ragione d'insistere... eppure, tu lo vedi, io debbo ancora trovare un successore adatto.
LADY BRITOMART
Ostinata.
E non c' Stefano?
UNDERSHAFT
Proprio quello che mi capita! Tutti i trovatelli che io posso trovare sono esattamente come Stefano!
LADY BRITOMART
Andrea!!
UNDERSHAFT
A me occorre un uomo senza legami e senza l'istruzione scolastica, vale a dire uno di quegli uomini che sarebbero senz'altro travolti dalla corrente se non fossero dei forti. E non posso trovarlo. Al giorno d'oggi, ogni trovatello viene educato negli orfanotrofi, e pu diventare maestro comunale o assistente dei poveri; appena mostra la minima capacit, ecco che i maestri di scuola te lo acciuffano, te lo lanciano come un cavallo da corsa alla conquista di un impiego; te lo impinzano di idee di seconda mano, ed eccolo - ben bene esercitato e disciplinato in docilit e in quello che chiamano buon gusto - eccolo storpiato in modo tale che nella vita non  pi buono a nulla tranne che all'insegnamento. Se tu vuoi proprio conservare in famiglia la fonderia, il meglio che ti resti a fare  di trovare un trovatello accettabile, e farlo sposare a Barbara.
LADY BRITOMART
Ah, Barbara! La tua prediletta! Tu vorresti sacrificare Stefano a Barbara!
UNDERSHAFT
Con gioia! E tu, mia cara, vorresti far cuocere Barbara per preparare una zuppa a Stefano.
LADY BRITOMART
Non si tratta di discutere della nostra preferenza o della nostra contrariet: si tratta di un "dovere"; il tuo "dovere"  di fare di Stefano il tuo successore.
UNDERSHAFT
Appunto come  tuo dovere sottometterti a tuo marito. Suvvia, Biddy! Simili stratagemmi delle classi dominanti con me, non vanno. Appartengo alle classi dominanti anch'io, e a casa di sonatori non si fanno serenate. In questo, io ho la forza nelle mani e non voglio farmi canzonare usandola a tuo profitto.
LADY BRITOMART
Andrea, tu potrai confondermi, ma non potrai cambiare l'ingiusto in giusto... Hai la cravatta storta, rimettila a posto.
UNDERSHAFT
Con un certo imbarazzo.
Non rimarr a posto se non  appuntata con uno spillo.
Tira il nodo della cravatta facendo col volto delle smorfie come un ragazzo.
STEFANO
Entra e si arresta sulla porta.
Oh! Scusate.
Fa per uscire.
LADY BRITOMART
No, vieni pure avanti.
Stefano avanza sino alla scrivania di sua madre.
UNDERSHAFT
Non troppo affabile.
Buon giorno.
STEFANO
Con freddezza.
Buon giorno.
UNDERSHAFT
A Lady Britomart.
Lui sa della tradizione?
LADY BRITOMART
Sicuro.
A Stefano.
Si tratta di quello di cui abbiamo parlato ieri sera.
UNDERSHAFT
Con stizza.
Sento che vorresti dedicarti all'industria dei cannoni...
STEFANO
Io, mettermi in commercio? Ah, no davvero!
UNDERSHAFT
Spalancando gli occhi, con subita cortesia.
Oh, in tal caso...
LADY BRITOMART
I cannoni non sono un commercio! sono un'impresa.
STEFANO
Non intendo di dedicarmi ad affari di nessun genere: non ci ho nessuna attitudine, e non sono di mio gusto. Intendo dedicarmi alla politica.
UNDERSHAFT
Si alza.
Mio caro ragazzo, questo  per me un immenso sollievo! E spero che questa tua decisione sia ugualmente utile per il paese. Temevo che tu potessi considerarti trascurato o screditato.
Muove verso Stefano in atto di volergli stringere la mano.
LADY BRITOMART
Alzandosi per interporsi.
Stefano, io non ti permetto di gettar via un patrimonio colossale come questo.
STEFANO
Duramente.
Senti, mamma, bisogna smetterla di trattarmi da ragazzo.
Lady B. sussulta profondamente colpita dal suo tono.
Fino a ieri sera, io non presi sul serio il tuo atteggiamento perch non credevo che tu facessi sul serio. Ma adesso capisco che mi hai tenuto all'oscuro di cose che da anni avresti dovuto rivelarmi. Ne sono umiliato ed offeso. Qualunque ulteriore discussione sui miei propositi, si conviene di pi fra me e mio padre, fra uomini.
LADY BRITOMART
Stefano!
Siede di nuovo. - I suoi occhi si empiono di lagrime.
UNDERSHAFT
Con sincera compassione.
Vedi, mia cara, non ci sono che gli uomini maturi che si lascino trattare come ragazzi!
STEFANO
Mi duole, mamma, che tu mi abbia costretto a...
UNDERSHAFT
Interrompendolo.
S, s, s, s, lascia andare, Stefano. Lei non si incaricher pi delle tue faccende. La tua indipendenza  assicurata. Hai conquistato la chiave di casa. Non parlar troppo di queste faccende, se no tua madre si arrabbia; ma, anzitutto, non ti giustificare.
Siede nuovamente.
E per quel che riguarda l'avvenire, ne parleremo noi due... Scusami, Biddy, meglio cos che fra due uomini e una donna.
LADY BRITOMART
Intromettendosi con forza.
Stefano, io capisco tutto. Va' dunque per la tua strada, se ti senti abbastanza forte!
Stefano siede solennemente sulla sedia vicina alla scrivania, con aria di uomo risoluto.
UNDERSHAFT
 dunque convenuto che tu non ambisci a succedere nella fabbrica dei cannoni?...
STEFANO
Mi pare di aver gi dimostrato che non voglio saperne di questo genere di affari!
UNDERSHAFT
Via, via, non t'arrabbiare cos! Cos fanno i ragazzi. La libert deve essere generosa. Inoltre io, in compenso di quanto ti sottraggo, ti debbo un'altra sistemazione nella vita. Non potrai gi diventare primo ministro tutt'ad un tratto, eh? Avresti una qualche speciale predilezione? Che ne pensi della letteratura, dell'arte e cose simili?
STEFANO
Grazie al cielo non c' niente dell'artista in me, n come capacit, n come carattere.
UNDERSHAFT
Tendenze filosofiche, forse?
STEFANO
Non ho neppure di queste ridicole pretese.
UNDERSHAFT
Benissimo. Allora restano: l'esercito, la marina, la chiesa, l'avvocatura... L'avvocatura richiede qualche attitudine. Che te ne pare dell'avvocatura?
STEFANO
Non ho studiato legge, e temo di non avere l'energia necessaria - credo che cos la chiamino gli avvocati - per diventare un avvocato di grido.
UNDERSHAFT
 un caso un po' difficile... Quand' cos, non resterebbe che il teatro!
Stefano ha un moto d'impazienza.
Ma non c' dunque proprio niente che tu conosca e che ti vada a genio?
STEFANO
Alzandosi e lanciandogli un'occhiata sprezzante.
Io conosco la differenza tra quello che  giusto e quello che non  giusto.
UNDERSHAFT
Stupito.
 mai possibile! Non hai attitudine per gli affari, non sai n di legge n di filosofia; non hai gusto per l'arte... niente: fuorch la nozione del segreto che ha messo nell'imbarazzo tutti i filosofi, che ha sconvolto tutti gli affaristi, che ha perduto tanti artisti: il segreto del giusto e dell'ingiusto. Ma allora tu sei un genio, il maestro dei maestri, un Dio! E questo a ventiquattro anni!
STEFANO
Dominandosi a stento.
Tu godi a scherzare. Io non pretendo nulla di pi di quanto pretenda un gentiluomo inglese.
Siede esasperato.
UNDERSHAFT
Oh, ma questo diritto lo possiede chiunque. Guarda la piccola Jenny Hill, l'infermiera. Crederebbe che tu ti burlassi di lei, se le dicessi di insegnare la grammatica o la geografia o la matematica o magari, i balli di societ; ma non dubita affatto di poter insegnare la morale e la religione. Tutti uguali! Non mi sapresti dire la forza esplosiva di un cannone da dieci pollici, che  una cosa semplicissima; mentre chiunque saprebbe dirmi la forza esplosiva di un uomo in tentazione. Non vi azzardereste a maneggiare gli alti esplosivi; ma siete tutti pronti a maneggiare e l'onest e la verit e la giustizia, e tutti i doveri dell'uomo, ed ammazzarvi reciprocamente a questo giuoco! Che paese! Che mondo!
LADY BRITOMART
Un po' imbarazzata.
Cosa credi che gli converrebbe meglio?
UNDERSHAFT
Quello che vuole lui. Lui non sa nulla e crede di saper tutto. Questo indica sufficientemente la carriera politica. Basta procurargli un posto di sottosegretario e poi lascia fare a lui, e finir col trovare quel posto che gli  stato destinato dalla Natura al banco dei ministri.
STEFANO
Scatta di nuovo.
Mi dispiace, che tu mi costringa a dimenticare il rispetto che dovrei a mio padre. Io sono inglese, e non posso tollerare che si offenda il governo del mio paese.
Caccia le mani in tasca e passeggia concitatamente davanti alla finestra.
UNDERSHAFT
Un po' brutalmente.
Il governo del tuo paese! Io, sono il governo del tuo paese. Io e Lazarus. Credi tu di potere, tu e una mezza dozzina di dilettanti della tua forza, allineati in quella grande bottega di chiacchiere, governare Undershaft e Lazarus? No, amico mio. Faresti quello che piace a noi. Faresti la guerra quando la vogliamo noi, e chiederesti la pace quando piace a noi. E cos scopriresti questa verit: che il commercio richiede certi provvedimenti quando noi li abbiamo decisi. Quando io ho bisogno di qualche cosa per tenere alti i miei dividendi, voi scoprireste subito che questo mio desiderio  una necessit nazionale. Quando gli altri mirano a farli abbassare, fate intervenire la polizia e l'esercito; e in contraccambio riceverete l'appoggio e il plauso dei miei giornali e il sentimento e la convinzione di essere grandi Statisti. Il governo del tuo paese! Va, va fuori, ragazzo mio, va a giocare colle tue assemblee di partito, coi tuoi articoli di giornali, coi partiti tradizionali e sommi dirigenti della politica, colle questioni vitali, e con tutti gli altri tuoi balocchi. Io torno al mio ufficio per pagare i sonatori e per dettare la melodia.
STEFANO
Sorridente, posando la mano sulla spalla del padre con aria di protezione indulgente.
Caro pap, con te  proprio impossibile adirarsi. Non puoi immaginare quanto a me apparisca ridicolo tutto questo. Tu sei orgoglioso, e con ragione, della tua attivit, per mezzo della quale hai guadagnato denaro; e per te  assai importante di averne guadagnato tanto. Ma esso ti ha relegato in una sfera di persone dove ti si apprezza a causa del tuo denaro - anzich condurti all'Universit, che potr, secondo te, essere reazionaria e antiquata, ma dove io ho imparato il mio modo di pensare. - Per te  pi che naturale pensare che  il denaro che governa l'Inghilterra, ma devi permettermi di credere, che su questo argomento sono meglio informato io di te.
UNDERSHAFT
E cos', di grazia, che governa l'Inghilterra?
STEFANO
Il carattere, pap, il carattere.
UNDERSHAFT
Il carattere di chi? Il mio o il tuo?
STEFANO
N il mio n il tuo, pap; i migliori elementi del carattere nazionale inglese.
UNDERSHAFT
Stefano, ho scoperto la professione che ti conviene. Tu sei un giornalista nato. Per la tua entrata nella vita, ti procurer una rivista settimanale di nobili sentimenti. Va bene?
STEFANO
Va alla piccola scrivania e si occupa delle sue lettere.
Sara, Barbara, Lomax e Cusins entrano, gi pronti per uscire. Barbara va alla finestra e guarda al di fuori. Cusins si sdraia sulla poltrona, Lomax rimane presso la porta, e Sara si avvicina a sua madre.
SARA
Va a prepararti, mamma. La carrozza ci aspetta.
Lady B. esce.
UNDERSHAFT
A Sara.
Buongiorno, mia cara. Buongiorno, Mister Lomax.
LOMAX
Vagamente.
Buongiorno.
UNDERSHAFT
A Cusins.
Vi siete rimesso dalla notte scorsa, Euripide?
CUSINS
Discretamente.
UNDERSHAFT
Cos va bene.
A Barbara.
Dunque, Barbara, tu vieni a vedere la mia fabbrica della morte e della distruzione?
BARBARA
Tu venisti ieri a vedere la mia fabbrica delle conversioni... Ti avevo promesso di restituire la visita.
LOMAX
Cacciandosi fra Sara e Andrea.
Troverai che  oltremodo interessante. Io sono stato una volta all'arsenale di Woolwich; e ti assicuro che infonde un vero senso di sicurezza, sa, quando si pensa quanti mai uomini si potrebbero ammazzare quando capita la lotta.
Ad Andrea, con solennit.
Dal punto di vista religioso, sar per voi una riflessione terribile. Voi siete in et avanzata...
SARA
Spero che tu, pap, non prenderai sul serio le sciocchezze di Cholly. No?
LOMAX
Molto sorpreso.
Oh! prego!
UNDERSHAFT
Anzi, mia cara! Mr. Lomax tratta la cosa in modo molto riguardoso.
LOMAX
Perfettamente.  quello che volevo dire io.
SARA
Tu, Stefano, vieni?
STEFANO
Veramente sono piuttosto occupato... ma...
Infine condiscendente.
Verr anch'io, sicuro... Purch ci sia posto anche per me.
UNDERSHAFT
Io potrei prenderne due con me su di una piccola automobile da campo che sto provando. Scuserete se non  troppo elegante; non  ancora verniciata, ma  a prova di bomba.
LOMAX
Sgomento all'idea di viaggiare in una vettura non verniciata.
Ma se ve lo dico io!
SARA
Io preferisco la carrozza. Per Barbara  indifferente dove la vedano seduta.
LOMAX
Dico: Dolly, amico mio, credi davvero che la carrozza sia un trabiccolo? Perch naturalmente, se ci andate voi, ci vo anch'io. Per...
CUSINS
Io preferisco l'automobile.
LOMAX
Ti ringrazio, vecchio mio.
Gli stringe la mano.
Andiamo, Sara!
Scappano tutti e due per assicurarsi un posto nella carrozza. Sara li segue.
CUSINS
Va irritato allo scrittoio di Lady B.
Ma io mi domando: perch ce ne dobbiamo andare a questo reparto dei lavori pubblici dell'Inferno?
BARBARA
Io ho sempre immaginata la fabbrica come una specie di voragine dove degli esseri perduti, colle facce annerite, sieno avvolti dal fumo e dalle fiamme e continuamente ricacciati dentro e torturati da mio padre.  cos, pap?
UNDERSHAFT
Scandalizzato.
Cara figliola;  una cittadina linda, candida e ridente sopra una collina.
CUSINS
C' una cappella metodista? Ditemi, ve ne prego, se c' pure una cappella metodista.
UNDERSHAFT
Ce ne sono due: una per la Chiesa Anglicana ed una per una setta. - C' persino una societ razionalista, ma non  troppo frequentata, perch tutti gli uomini sono religiosissimi. Ritengono che la presenza degli atei nei depositi di alti esplosivi, sia pericolosa...
CUSINS
E per voi non hanno ostilit?
BARBARA
Obbediscono tutti ai tuoi ordini?
UNDERSHAFT
Io non do mai degli ordini. Quando io parlo con uno di loro, gli dico: "Ebbene, Jones, come sta il bambino? E vostra moglie si  ristabilita?" Egli risponde: "Grazie, signore, abbastanza bene". E questo  tutto.
CUSINS
Ma Jones deve essere tenuto in rispetto; come mantenete la disciplina, fra i vostri uomini?
UNDERSHAFT
Io non me ne occupo. Ci pensano loro. Per esempio: la sola cosa che Jones non tollererebbe  l'insubordinazione dell'operaio che sta sotto di lui, cos come non permetterebbe che si affermasse l'eguaglianza sociale di sua moglie con quella di uno che ha quattro scellini la settimana meno di lui. Dunque, essi si rivoltano tutti contro di me, teoricamente; ma in realt ogni operaio tiene al suo posto l'uomo che sta sotto di lui. Io non sgrido nessuno, neppure il mio socio Lazarus. Dico qualche volta che una data cosa deve essere fatta, ma non comando ad alcuno di farla. Non vi dico con questo che non ci sieno dei rimproveri e anche delle minacce. Gli uomini sgridano i ragazzi e li comandano; i carrettieri sgridano gli spazzini; gli operai sgridano i compagni incapaci; i capisquadra strapazzano gli operai e gli apprendisti; gli assistenti ingegneri colgono in fallo i capisquadra; gl'ingegneri-capi si scagliano sugli assistenti, i direttori dei reparti riprendono gli ingegneri-capi, e gli impiegati dell'amministrazione portano la testa alta, il libro degli inni in mano, e tengono alto il prestigio sociale rifiutando di ammettere l'uguaglianza. Il risultato  un profitto colossale che io intasco.
CUSINS
Urtato.
 inutile, voi siete proprio... s, insomma, quello che vi ho detto ieri.
BARBARA
Che cosa ti ha detto ieri?
UNDERSHAFT
Non ci badare, cara. Ah, s: che secondo lui, ti avrei resa infelice. Aveva ragione?
BARBARA
Ah! Credi tu che io mi senta felice dentro questo abito banale e goffo? Io? Che ho portato l'uniforme? Capisci tu quello che mi hai fatto?... Ieri, avevo nelle mie mani l'anima di un uomo. Io lo conducevo sulla via della vita, col volto verso la redenzione. Ma quando prendemmo il tuo denaro, lui torn alla ubbriachezza e allo scherno.
Con grande convinzione.
Questo non te lo perdoner mai. Se io avessi un figlio e tu annientassi il suo corpo coi tuoi esplosivi, se tu uccidessi Dolly coi tuoi orribili cannoni, io potrei perdonarti, qualora il mio perdono potesse aprirti le porte del cielo. Ma staccare da me un'anima umana e trasformarla in quella di un lupo... ah, questo  peggio di qualunque delitto!
UNDERSHAFT
Mia figlia si dispera cos facilmente? Puoi tu colpire al cuore un uomo senza che gliene resti il segno?
BARBARA
Il suo viso si illumina.
Oh, hai ragione! Lui, ormai, non  pi perduto. Dov' andata la mia fede?
CUSINS
Ah furbo demonio!
BARBARA
Pu darsi che tu sia un demonio; ma talora  Dio che parla per la tua bocca.
Prende la mano di suo padre e gliela bacia.
Mi hai resa la felicit. La sento dentro il mio petto, per quanto il mio spirito sia scosso.
UNDERSHAFT
Hai imparato qualche cosa... Questo l'impressiona.(3)
BARBARA
E allora, conducimi con te alla fabbrica della morte, e insegnami qualche cosa ancora. Sotto questa tremenda ironia ci deve essere qualche verit. Vieni, Dolly.
Esce.
CUSINS
Il mio angelo custode!
Ad Andrea.
Andiamo.
Segue Barbara.
STEFANO
Tranquillamente stando alla piccola scrivania.
Tu non devi prendere a male Cusins, pap;  un bravissimo figliuolo, ma  studioso di greco, e, naturalmente,  un po' eccentrico.
UNDERSHAFT
Ah, perfettamente! Grazie, Stefano. Grazie.
Esce.
Stefano sorride di compassione, si abbottona coscienziosamente la giacca, attraversa la stanza fino all'uscio. Lady Britomart, vestita per uscire, apre la porta prima che Stefano vi si trovi innanzi. Essa guarda se vi sono gli altri, guarda Stefano, e fa per andarsene senza dire una parola.
STEFANO
Imbarazzato.
Mamma...
LADY BRITOMART
 inutile che tu cerchi di scusarti, Stefano. Non dimenticare che ormai sei troppo grande per lasciarti guidare da tua madre.
Esce.
...
.
...
QUADRO SECONDO.
...
.
...
Perivale Sant'Andrea  posto fra due colline del Middlesex, a met arrampicata su quella settentrionale.  una cittadina, se non altro, senza fumo; con muri bianchi, tetti di ardesia o di tegole rosse, alberi folti, cupole, campanili e sottili camini, situata in localit amena, e per s stessa graziosa. Il panorama di essa lo si gode preferibilmente da un'altura a mezzo miglio di distanza, dove si fabbricano i pi potenti esplosivi. La fonderia  nel fondo della valle, quasi celata, ma nel mezzo si drizzano le ciminiere come giganteschi birilli. Lungo la cima corre una piattaforma di cemento, cinta da un parapetto che, data anche la presenza di un grosso cannone di antico modello, puntato sulla citt, fa pensare a una fortezza. Il cannone poggia sopra un affusto provvisorio, per esperimenti: facilmente  il tipo di cannone cui allude Stefano. Lungo il parapetto vi  un gradino alto che serve di sedile.
Barbara, in piedi al parapetto, si sporge in fuori e guarda verso la citt. Alla sua destra si trova il cannone, alla sua sinistra vi  l'estremit di un capannone sollevato su pilastri. Una rozza scala di tre o quattro piuoli, raggiunge la porta, che si apre in fuori. Ha una soglia di legno, e, avanti, un breve pianerottolo su cui  una grossa secchia da incendio. Il parapetto termina presso la capanna, lasciando un'apertura ove comincia la strada in discesa che traversando la fonderia conduce alla citt. Dietro il cannone si trova un carrello che serve a trasportare un grosso proiettile sul quale  dipinta una striscia rossa. Pi lontano dal parapetto, dalla stessa parte, vi  una sedia pieghevole da spiaggia e vicino ad essa la porta di un ufficio, che, come il capannone,  di costruzione leggera e semplice.
Cusins entra in iscena, venendo dal sentiero della citt.
BARBARA
Ebbene?
CUSINS
Non un barlume di speranza. Tutto  perfetto, meraviglioso! Non ci manca che la cattedrale per essere una citt celeste anzich una citt diabolica.
BARBARA
Hai saputo se  stato provveduto per il vecchio Pietro Shirley?
CUSINS
Gli han dato un'occupazione di portiere e di sorvegliante.  addirittura infelice. Il sorvegliare, secondo lui,  un lavoro di cervello, e lui non c' abituato; e il suo alloggio in una portineria  cos signorile che si vergogna di servirsene e si rannicchia nella cucina.
BARBARA
Povero Pietro!
STEFANO
Viene dalla citt. Ha un cannocchiale da campo e dice con entusiasmo.
Avete visto che luogo incantevole? Perch ve ne siete andati?
CUSINS
Io volevo vedere tutto, anzich quello che non avrei dovuto vedere, e Barbara voleva far chiacchierare gli operai.
STEFANO
Avete trovato nulla da censurare?
CUSINS
No. Lo chiamano Dandy Andy, e sono orgogliosi che sia un vecchio briccone matricolato; ma tutto  perfetto in modo spaventoso, sfacciato, irresponsabile, direi quasi immorale.
SARA
Entrando.
Che bel luogo!
Va verso il carrello.
Avete visto la casa dei lattanti?
Siede sul carrello.
STEFANO
E le biblioteche? e le scuole, le avete viste?
SARA
E la sala da ballo e il salone dei banchetti, nel palazzo comunale?
STEFANO
E il Fondo Assicurazioni, il Fondo Pensioni, la cooperativa edilizia, le varie istituzioni cooperative, le avete ispezionate?
UNDERSHAFT
Viene dall'ufficio con un fascio di telegrammi nelle mani.
Avete visitato tutto? Mi  dispiaciuto di dovervi lasciare... ma mi han chiamato qui.
Indicando i telegrammi.
Notizie dalla Manciuria.
STEFANO
Speriamo che sieno buone notizie...
UNDERSHAFT
Buonissime!
STEFANO
Un'altra vittoria giapponese?
UNDERSHAFT
Ah, non lo so. Quale parte vinca non ci interessa. La buona notizia sta nel fatto che la nostra aeronave da guerra ha avuto un successo colossale. Al primo esperimento ha raso al suolo un forte con trecento soldati.
CUSINS
Dalla piattaforma.
Soldati di piombo?
UNDERSHAFT
No, no, soldati veri! di carne ed ossa.
Cusins e Barbara si scambiano delle occhiate. Poi Cusins siede sul gradino e nasconde la faccia fra le mani. Barbara, divenuta seria, gli posa la mano sulla spalla. Si guardano entrambi come disperati.
UNDERSHAFT
E cos, Stefano, che te ne pare di questo luogo?
STEFANO
Meraviglioso! Il trionfo dell'organizzazione! Francamente, padre mio, sono stato un pazzo: io non avevo un'idea di quello che importasse tutta questa meravigliosa previdenza, la potenza di organizzazione, la capacit amministrativa, il talento finanziario, e l'enorme capitale che tutto questo rappresenta. Mentre percorrevo le tue strade, ripetevo a me stesso: "Le vittorie della pace non sono meno gloriose di quelle della guerra." Per, mi  venuta una preoccupazione...
UNDERSHAFT
Quale?
STEFANO
Ebbene, non posso a meno di temere che tutte queste provvidenze per ogni bisogno dei tuoi operai, seppelliscano la loro indipendenza, e possano indebolire il loro senso di responsabilit.  un fatto che il t in quei sontuosi restaurants  eccellente. Come, poi, possano darci i dolci e i biscotti, la marmellata e il latte per pochi soldi, non riesco a capirlo!... Ma conviene pure tener presente che le trattorie distruggono la vita di famiglia. Guarda, per esempio, nell'Europa continentale! Sei convinto che questo superfluo sia proprio cos utile per il carattere della gente?
UNDERSHAFT
Vedi, giovanotto, se tu vuoi organizzare il vivere civile, bisogna che avanti tu ti renda conto se l'incertezza del domani, la paura sono un bene oppure un male. Se ti convinci che sono un bene; allora, dai retta a me, non stare ad organizzare altrimenti: troverai intorno tanta inquietudine, tanta paura che bastano a far di noi altrettanti angeli. Ma se ti persuadi invece in quell'altro senso; allora bisogna che tu ne venga a capo, e curi radicalmente que' mali. Noi peraltro qui di paura ne abbiamo abbastanza: basta la considerazione che qui, ad ogni istante, si potrebbe saltare in aria.
SARA
A proposito, pap, dove si fabbricano gli esplosivi?
UNDERSHAFT
Sotto delle piccole tettoie appartate come quella. Cos, quando se ne va per aria una, costa pochissimo e non ammazza che quei pochi che sono vicini.
Stefano che vi  proprio vicino, si scosta in fretta lanciando una occhiata paurosa. Nello stesso momento un sorvegliante con una tuta da lavoro e pantofole di feltro, spalanca a un tratto la porta del capannone, e lascia passare Lomax.
LOMAX
Con studiata freddezza.
Amico mio, non bisogna essere cos nervosi! Non pu capitare niente, e credo che non sarebbe la fine del mondo, se anche vi capitasse qualche cosa! Un po' di coraggio britannico; ecco quello che vi occorre, amico mio.
Si avvicina a Sara.
UNDERSHAFT
Al sorvegliante.
Qualche incidente, Bilton?
BILTON
Con ironica calma.
Il signore passava pel reparto degli alti esplosivi e si  accesa una sigaretta, ecco tutto.
UNDERSHAFT
Ah, cos!
A Lomax.
Vi ricordate di quello che avete fatto di quel fiammifero?
LOMAX
Eh via! Non sono mica uno scemo. Prima di buttarlo via, ho curato di spegnerlo.
BILTON
Ma il capo del fiammifero era ancora infiammato.
LOMAX
Bene, e se anche lo era? Non l'ho mica gettato in una delle vostre miscele.
UNDERSHAFT
Non ci pensate pi. A proposito: volete prestarmi i vostri fiammiferi?
LOMAX
Dandogli la scatola.
Certamente.
UNDERSHAFT
Grazie.
Se la mette in tasca.
LOMAX
Rivolgendosi a tutti come per insegnare.
Dovete sapere che queste materie non esplodono che quando sono dentro il cannone. Quando sono all'aperto si pu avvicinare ad esse un fiammifero acceso senza pericolo, perch bruciano piano piano come un foglio di carta.
Riscaldandosi nel vedere l'interessamento degli ascoltatori.
Lo sapevate, Mr. Undershaft? Avete mai provato?
UNDERSHAFT
Non su vasta scala, caro Lomax. Bilton vi dar un pezzetto di cotone fulminante, se glielo chiederete nell'andar via. Con quello potrete fare degli esperimenti a casa vostra.
Bilton guarda spaventato.
SARA
Bilton non gli dar niente, pap. Tu puoi mandare in aria i russi e i giapponesi fin che vuoi, ma risparmia il povero Cholly!
Bilton ne ha abbastanza, e si ritira nel capannone.
LOMAX
Mia cara, non c' nessun pericolo.
Siede accanto a lei sul proiettile.
LADY BRITOMART
Arriva dalla citt con un mazzo di fiori.
Andrea, tu non avresti dovuto farmi vedere questo luogo.
UNDERSHAFT
Perch, cara?
LADY BRITOMART
Non ti occupare del perch. Tu non dovevi, assolutamente. Pensare che tutto questo  tuo...
Indica la citt.
e che te lo sei tenuto tanti anni per te solo.
UNDERSHAFT
Questo luogo non appartiene a me. Sono io che appartengo ad esso.  l'eredit degli Undershaft!
LADY BRITOMART
Non  vero. I tuoi ridicoli cannoni e la rumorosa fonderia, potranno essere l'eredit degli Undershaft! Ma tutte queste case, questi orti, questi mobili, questa biancheria, appartengono a noi, appartengono a me: non sono faccende per un uomo. Io non vi rinunzio. Tu devi essere uscito di senno per buttar via tutta questa roba, e se tu persisti in questa follia, far chiamare un alienista.
UNDERSHAFT
Odorando il mazzolino.
Dove hai colto questi fiori, mia cara?
LADY BRITOMART
Me li hanno offerti i tuoi uomini, nel tempio del lavoro dedicato a William Morris.
CUSINS
Scattando.
Oh, non mancava che questo! Un tempio del lavoro!
LADY BRITOMART
Sicuro: con la epigrafe di Morris a lettere cubitali in mosaico, torno torno alla cupola: "Nessun uomo pu essere padrone di un altro". Quale cinismo!
UNDERSHAFT
Io credo che da principio questo motto abbia urtato la gente. Ma ora se ne curano anche meno che dei dieci comandamenti della chiesa.
LADY BRITOMART
Andrea: tu stai tentando, coi tuoi empi scherzi di deviare il discorso dell'eredit. Ma non ti riuscir. Io non la chiedo pi per Stefano: lui ha gi ereditato anche troppo della tua cocciutaggine, per meritarsela. Ma Barbara ha diritto quanto Stefano. Perch non potrebbe succedere nell'eredit, Adolfo? Io potrei amministrare la citt per lui, e lui potrebbe occuparsi dei cannoni, se proprio sono necessari.
UNDERSHAFT
Non chiederei di meglio, se Adolfo fosse un trovatello. Lui possiede precisamente quella specie di "sangue nuovo" che ci vuole per le aziende inglesi. Ma non  un trovatello, e perci non c' niente da fare.
CUSINS
Diplomaticamente.
Non del tutto!
Tutti si volgono verso di lui e lo osservano sorpresi. Egli si avvicina ad Andrea.
Mi sembra, badate bene. Io non mi obbligo menomamente per ci che riguarda il mio avvenire... ma credo che la difficolt del trovatello, possa venir appianata.
UNDERSHAFT
Che intendete dire?
CUSINS
Ebbene, debbo farvi una specie di confessione.
SARA - LADY B. - BARBARA - STEFANO
Una confessione?
LOMAX
Ma se lo dico io!
CUSINS
S, una confessione. Statemi a sentire: prima di conoscere Barbara, credevo d'essere in tutto e per tutto un uomo onesto e sincero, perch tenevo all'approvazione della mia coscienza pi che a qualunque altra cosa. Ma bast che io vedessi Barbara, perch mi diventasse lei pi necessaria che l'approvazione della mia coscienza...
LADY BRITOMART
Adolfo!
CUSINS
Quello che dico  la verit. Voi stessa mi avete rimproverato, Lady Britomart, di essermi messo nell'Esercito della Salute soltanto per adorare Barbara: e fu proprio cos. Ella ha comprato la mia anima, come si compra un fiore all'angolo della via. Ma se la  comprata per s.
UNDERSHAFT
Come? Non per Dioniso o per un altro?
CUSINS
Dioniso e tutti gli altri sono in lei. Io adorai quello che c'era in lei di divino, e perci la mia fu una adorazione sincera. Ma per quanto riguardava Barbara, divenni troppo romantico. Credevo che fosse una borghesuccia, e pensavo che il matrimonio con un professore di greco avrebbe oltrepassato tutte le aspirazioni della sua condizione sociale.
LADY BRITOMART
Adolfo!
LOMAX
Ma se lo dico io!
CUSINS
Quando poi appresi l'orribile verit...
LADY BRITOMART
Che intendi per orribile verit?
CUSINS
Che Barbara era immensamente ricca, che suo nonno era un conte, che suo padre era il Re dell'abisso...
UNDERSHAFT
Zitto!
CUSINS
...e che io ero soltanto un avventuriero che tentava di ottenere una moglie ricca. Allora mi sono abbassato fino ad ingannare Barbara riguardo alla mia nascita.
BARBARA
Dolly!
LADY BRITOMART
La tua nascita?! Via, Adolfo, guardati bene dall'inventare, per amore di questi maledetti cannoni, qualche romanzo! Ricordo benissimo di aver veduto le fotografie dei tuoi genitori e il Governatore dell'Australia li conosce personalmente, e mi ha assicurato che sono persone molto per bene e regolarmente sposate.
CUSINS
E in Australia lo sono, ma qui no. Il loro matrimonio in Australia  legale; ma non lo sarebbe in Inghilterra. Mia madre  sorella della defunta moglie di mio padre, di conseguenza in questa isola io sono un trovatello.
Sensazione.
Che ne dici della mia trovata, Machiavelli?
UNDERSHAFT
Pensieroso.
Biddy! Questa  forse una via d'uscita.
LADY BRITOMART
Sciocchezze! Un uomo non pu mica fare dei cannoni migliori perch  il proprio cugino anzich lui stesso.
Siede sulla sedia da spiaggia, con espressione di sdegno per la casuistica degli altri.
UNDERSHAFT
A Cusins.
Ma voi siete un uomo istruito: e questo  contro la tradizione.
CUSINS
Pu darsi, una volta su diecimila, che lo scolaro sia un maestro nato, nella materia che vorrebbero insegnargli. Il greco non mi ha rovinato lo spirito, lo ha nutrito. Del resto io non l'ho imparato in una scuola pubblica inglese, e quindi non risulta.
UNDERSHAFT
Hum! Io non posso essere cos difficile. Voi avete sorpassato tutti i trovatelli ch'erano sul mercato. Voi siete eleggibile, Euripide, siete eleggibile
BARBARA
Scendendo dalla piattaforma, si colloca fra Andrea e Cusins.
Dolly: ieri mattina, quando Stefano ci raccont tutta la storia della tradizione, diventasti ad un tratto silenzioso, e sei rimasto strano e agitato sino ad ora. Pensavi dunque alla tua nascita?
CUSINS
Quando il dito del destino segna improvvisamente un uomo, proprio mentre fa colazione, lo rende subito pensieroso.
Barbara ritorna presso sua madre e ascolta imbarazzata.
UNDERSHAFT
Ah, caro mio! Dunque avevate l'intuizione dell'affare?  vero?
CUSINS
State in guardia! Fra me e le vostre maledette aeronavi da guerra c' un abisso morale di orrore!
UNDERSHAFT
Non ci occupiamo dell'abisso: per ora stabiliamo i particolari precisi, e lasciamo sospesa la vostra decisione definitiva. Sapete che dovreste cambiare nome? Avete nulla in contrario?
CUSINS
Quando uno si chiama Adolfo o Dolly, che inconveniente ci pu essere a chiamarsi in un altro modo?
UNDERSHAFT
Benissimo. Ed ora, veniamo al denaro. Io mi propongo di trattarvi bene fin dal principio. Dovete cominciare con mille sterline all'anno.
CUSINS
Con uno scatto, tanto che gli cascano gli occhiali.
Mille!? Voi osate offrire mille miserabili sterline al nipote di un milionario? No, Machiavelli. Voi non mi avrete. Voi non potete fare senza di me, ed io non posso fare senza di voi: voi dovete darmene duemilacinquecento all'anno, per due anni. Alla fine di questo periodo, se il lavoro non mi riesce, me ne andr; se per mi riesce e rimango, voi mi dovrete dare allora le rimanenti cinquemila.
UNDERSHAFT
Quali cinquemila?
CUSINS
Per pareggiare i due anni con cinquemila all'anno. Il terzo anno voi mi darete il dieci per cento degli utili.
UNDERSHAFT
Il dieci per cento? Ma sapete, giovanotto, quali sono i miei utili?
CUSINS
Enormi, spero: altrimenti vorrei il venticinque.
UNDERSHAFT
Ma Cusins, questa  una questione grave! Voi non portate nessun capitale!
CUSINS
Come? Nessun capitale? La mia cultura greca non  forse un capitale? La mia intuizione dei pi sottili pensieri, delle pi ascose bellezze poetiche dell'umanit, non  forse un capitale? Il mio carattere! Il mio intelletto! La mia vita! La mia carriera! Quella che Barbara chiama la mia anima! Non sono un capitale? Dite un'altra parola, e io raddoppio le mie pretese...
UNDERSHAFT
Siate ragionevole...
CUSINS
Perentorio.
Mr. Undershaft. Voi conoscete le mie condizioni: potete accettarle o respingerle.
UNDERSHAFT
Benissimo. Prendo nota delle vostre condizioni, e vi offro la met.
CUSINS
Con disgusto.
La met?
UNDERSHAFT
Con fermezza.
La met.
CUSINS
Pretendete di essere un gentiluomo, e mi offrite la met?
UNDERSHAFT
Io non pretendo di essere un gentiluomo: ma vi offro la met.
CUSINS
Al vostro futuro socio! Al vostro successore... a vostro genero!
BARBARA
Tu vendi la tua anima, Dolly, non la mia. Lasciami fuori causa, te ne prego.
UNDERSHAFT
Ebbene, per amore di Barbara, far un altro passo Vi do tre quinti; ma questa  la mia ultima parola.
CUSINS
Accettato!
LOMAX
Bel colpo! E io ricevo soltanto ottocento sterline: lo sapete?
CUSINS
A proposito, Lomax, io sono un filologo e non un matematico, ditemi: tre quinti sono pi, o meno, della met?
UNDERSHAFT
Eh, di pi, diamine!
CUSINS
Io non arrivo a capire come voi possiate avere cos gran successo negli affari, voi che siete disposto a pagare tanto danaro per un professore che non vale lo stipendio di uno scrivano subalterno. Per me fa lo stesso, ma che ne dir il vostro socio Lazarus?
UNDERSHAFT
Lazarus  un ebreo amabile e romantico che non si occupa se non di concerti, di quartetto e di spettacoli nei teatri. Egli sfrutter la vostra avidit come ha sinora sfruttato la mia. Voi siete uno scroccone di prim'ordine, Euripide... tanto meglio per la ditta.
BARBARA
Dolly. L'affare  concluso? La tua anima ora appartiene a lui?
CUSINS
No: si  stabilito il prezzo, niente altro. La vera lotta comincia ora. E come si risolve la questione morale?
LADY BRITOMART
Qui non c' questione morale. Tu non devi far altro che vendere i cannoni e i proiettili a quelli che sono per la giustizia e per il diritto e rifiutarli agli stranieri e ai ribaldi.
UNDERSHAFT
Risoluto.
No; nulla di tutto questo. Voi dovete osservare i precetti dell'armaiuolo, altrimenti non c' posto per voi.
CUSINS
E in che consistono i precetti dell'armaiuolo?
UNDERSHAFT
Nel dare armi a tutti gli uomini che offrono dei prezzi convenienti, senza preoccuparsi delle persone o dei principii: a monarchici e repubblicani, a nihilisti e imperatori, a capitalisti e socialisti, a protestanti e cattolici, ai bianchi, ai neri, ai gialli, a uomini di tutte le classi e condizioni, tutte le nazionalit, le fedi, le follie, gli apostolati ed i delitti. Il primo Undershaft scrisse nella sua bottega: "Poich Dio gli diede la mano, non bisogna privare l'uomo della spada". Il secondo vi aggiunse "Tutti hanno il diritto di combattere, nessuno ha il diritto di giudicare". Il terzo lasci scritto: "All'uomo l'arma, al cielo la vittoria". Il quarto non aveva tendenze letterarie, sicch non scrisse niente; ma vendette i cannoni a Napoleone, sotto il naso di Giorgio III. Il quinto scrisse: "La pace non potr regnare se non colla spada in pugno". Il sesto, che fu il mio maestro, fu il pi efficace di tutti, e scrisse: "Nulla sar compiuto in questo mondo, finch gli uomini, per compierlo, non saranno pronti ad uccidersi gli uni con gli altri". Dopo di che non lasciarono pi nulla da aggiungere al settimo, che si limit a scrivere semplicemente: "Senza scrupoli!".
CUSINS
Mio buon Machiavelli: io scriver certamente qualche cosa sui muri; per voi non lo leggerete perch lo scriver in Greco. Ma in quanto ai vostri precetti dell'armaiuolo, se io mi sottraggo al giogo della mia stessa morale, non lo far per piegarmi al giogo della vostra. Io vender i cannoni a chi mi piace e li rifiuter a chi vorr. Va bene?
UNDERSHAFT
Dal momento in cui vi chiamerete Andrea Undershaft, non farete pi quello che vorrete voi. Non vi mostrate avido di potere, giovanotto!
CUSINS
Se avessi per iscopo il potere, io non verrei qui. Voi, di potere, non ne avete.
UNDERSHAFT
Personalmente, no certo...
CUSINS
Io ne ho pi di voi, ho pi volont. Voi non dominate questo luogo.  esso che domina voi. E cosa  che governa questo luogo?
UNDERSHAFT
Enigmatico.
Una volont, della quale io sono una parte.
BARBARA
Sorpresa e sgomenta.
Ma pap! Sai quello che dici, oppure vuoi tendere un laccio alla mia anima?
CUSINS
Non dare ascolto alla sua metafisica, Barbara! La fabbrica  dominata dalla parte pi odiosa della societ: gli assetati di danaro, gli assetati di godimenti, gli smaniosi di glorie militari, e lui  il loro schiavo.
UNDERSHAFT
Ma non assolutamente. - Ricordatevi i precetti dell'armaiuolo. Bisogna accettare le ordinazioni dell'uomo malvagio, come di quello buono. Se voi uomini buoni preferite di predicare e sottrarvi ai vostri doveri, anzich comprare da me le armi e combattere i malvagi, non biasimate me. Io posso fare cannoni, ma con il coraggio e la convinzione. Poh! Voi, Euripide, mi annoiate con le vostre pretese moralistiche. Domandatelo a Barbara. Lei mi comprende.
Prende improvvisamente le mani di Barbara, e la fissa intensamente negli occhi.
Digli tu, figlia mia cara, cosa significa veramente il potere.
BARBARA
Ipnotizzata.
Prima di entrare nell'Esercito della Salute, ero in potere di me stessa, e la conseguenza era che non sapevo mai che farne del mio tempo. Quando mi arruolai, il tempo non mi bastava pi per tutte le cose che dovevo fare.
UNDERSHAFT
Approvando.
Proprio cos. E perch, a parer tuo, era cos?
BARBARA
Ieri, avrei risposto: "Perch ero in potere di Dio".
Riprende la sua indipendenza, strappando con forza le sue mani dalla stretta di Undershaft.
Ma venisti tu, e mi provasti ch'ero in potere di Bodger e di Undershaft. Oggi io sento, oh come esprimermi ora?... Sara, ti ricordi del terremoto a Cannes, quando eravamo piccine? Come era limitata la sorpresa della prima scossa in confronto della paura e del terrore nell'attendere la seconda?  questa la sensazione che oggi ho provato qui. Io mi appoggiavo alla roccia che ritenevo eterna; ed essa, senza che me lo aspettassi, cadde e si frantum sotto di me. Io ero sicura, perch una infinita saggezza vegliava su di me, e una armata veniva con me incontro alla salvezza, e in un attimo, per un tratto di penna sul tuo libretto di chques, rimasi sola ed il cielo era vuoto. Questa  stata la prima scossa di terremoto; ora aspetto la seconda.
UNDERSHAFT
Suvvia, figliola cara, non ingrandire la tua piccola tragedia guardandola con la lente. Cosa facciamo noi qui, quando spendiamo anni di lavoro e di intelligenza, e migliaia di sterline per fabbricare un nuovo cannone oppure una aereonave da guerra, quando alla fine per un capello non riesce? Noi distruggiamo e buttiamo ai ferri vecchi senza pi perdervi n un'ora n una sterlina. Tu ti eri foggiata una morale, o una religione, o che so io. In opera vedi che non ti corrisponde? Ebbene, buttala ai ferri vecchi, e prenditi qualche cosa che ti serva davvero. Quello che c' di deplorevole nel mondo attuale, si  che esso getta le sue macchine antiquate, le dinamo e le macchine a vapore, ai ferri vecchi; ma non i vecchi pregiudiz o la vecchia morale, le religioni invecchiate e le costituzioni oltrepassate. E il risultato qual'? Che in quanto alla meccanica, fa affari ottimi; mentre nella morale, nella religione, nella politica, il lavoro procede con tale perdita che ogni anno si avvicina sempre pi al fallimento. Non persistere nella tua follia. Se la tua vecchia religione ieri  crollata, procratene una nuova e migliore, per domani.
BARBARA
Oh, con qual gioia vorrei trovarne una migliore per la mia anima! Ma quella che mi offri  peggiore!
Con violenza improvvisa.
Ebbene, giustificati! Mostrami uno spiraglio di luce, attraverso le tenebre di questo luogo spaventoso, con le sue pulitissime officine, gli onesti lavoratori e le abitazioni modello.
UNDERSHAFT
La lindura, la dignit non abbisognano di giustificazioni: esse si raccomandano da s. Io non vedo n tenebre n spavento. Nel tuo Asilo della Salute, l s, che ho visto miseria, freddo e fame. Voi distribuite pane e sciroppo con sogni di paradiso; io distribuisco razioni che variano dai trenta scellini alla settimana a dodicimila sterline all'anno. Essi sognano i propri sogni, ma io provvedo per la canalizzazione del paese...
BARBARA
Ma le loro anime?
UNDERSHAFT
Io salvo le loro anime, proprio come ho salvato la tua.
BARBARA
Rivoltandosi.
Hai salvata la mia anima? E come? Che vuoi dire?
UNDERSHAFT
Ti ho vestita, nutrita e alloggiata; mi son dato cura che non ti mancasse il denaro per vivere comodamente... pi del necessario perch tu potessi essere prodiga, spensierata e generosa. Questo ha salvato la tua anima dai sette peccati mortali.
BARBARA
Confusa.
Dai sette peccati mortali?
UNDERSHAFT
Certo! Dai sette peccati mortali.
Contando sulle dita.
Mangiare, vestire, riscaldarsi, rendita, tasse, buona riputazione e figlioli. Non c' che il denaro che possa togliere queste pietre da mulino dalla schiena dell'uomo. E lo spirito non pu sollevarsi sinch le pietre non sieno allontanate dal tuo spirito, io ho impedito a Barbara di rimanere il Maggiore Barbara, e l'ho salvata dal delitto della povert.
CUSINS
Perch, secondo voi, la povert  un delitto?
UNDERSHAFT
Il peggiore dei delitti. Tutti gli altri, al suo confronto, sono virt. La miseria annienta intere citt, diffonde orribili contagi, colpisce a morte tutte quante le anime a cui s'accompagna, che ne vengono comunque a contatto, che prendono solo sentore di essa. Quello che voi di solito chiamate delitto,  niente! Un omicidio qua, un furto l... cosa importano? Essi non sono che gli incidenti, le malattie della vita. In tutta Londra non ci sono neppure cinquanta veri delinquenti di professione; ma ci sono milioni di poveri, mal nutriti, laceri, abbrutiti: e sono essi che ci avvelenano moralmente e fisicamente... distruggono la felicit sociale, e ci obbligano a rinunziare alla nostra libert e ad escogitare delle crudelt contro natura, pel timore che possano ribellarsi contro di noi e trascinarci nei loro abissi. Sono gli stolti che han paura del delitto; ma tutti abbiamo orrore della miseria. Poh!
Volgendosi a Barbara.
Tu parli di quello straccione di West-Ham che avevi mezzo salvato, e mi accusi di aver riportato la sua anima alla perdizione. Portamelo qui, ed io redimer la sua anima. Non con le chiacchiere e i sogni; ma con trentotto scellini alla settimana, una casa pulita, una bella strada e una occupazione adatta. Fra tre settimane porter il gilet alla moda, fra tre mesi il cappello a cilindro e avr una sedia particolare in chiesa: prima della fine dell'anno andr a stringere la mano a qualche duchessa alle riunioni della Lega della Virt, e apparterr al partito conservatore.
BARBARA
E sar migliore per questo?
UNDERSHAFT
Tu sai che lo sar. Suvvia, Barbara, metti da parte le ipocrisie! Qui sar nutrito, alloggiato, vestito meglio, e i suoi figli peseranno molte libbre di pi e saranno pi forti. Questo  meglio che un pagliericcio in un asilo, meglio degli zoccoli, meglio che mangiare pane e sciroppo, e di tanto in tanto inginocchiarsi a ringraziare il Cielo. Credo che voi lo chiamiate l'esercizio della preghiera!  una cosa facile convertire gli uomini che han fame andando loro incontro con la Bibbia in una mano e un tozzo di pane nell'altra. A questo modo voglio tentare di convertire all'Islamismo tutto West-Ham. Cerca un po' la tua felicit con la mia gente; le loro anime sono affamate, perch i loro corpi sono sazi.
BARBARA
E intanto si dovrebbe far soffrire la fame ai quartieri poveri di Est-End?
UNDERSHAFT
Il suo tono energico si trasforma in un tono amaro pel doloroso ricordo.
Anch'io sono di Est-End. Anch'io ho conservato princip morali e sofferto la fame, finch un giorno giurai di divenire a qualunque costo un uomo ben nutrito e libero... e che nulla mi avrebbe arrestato, n la ragione n la morale e neppure la vita del mio prossimo, ma solo una palla di fucile. Io dicevo: "Devi soffrire la fame tu, prima che la soffra io". E questa massima mi ha reso libero e grande. Io ero un uomo pericoloso, prima di possedere una mia volont: ora sono un uomo utile, benefico, indulgente. Mi pare che questa sia presso a poco la storia della maggior parte dei milionari che si sono fatti da s. Quando questa sar divenuta la storia di ogni inglese, allora avremo un'Inghilterra in cui vale la pena di vivere.
LADY BRITOMART
Andrea! Smetti di fare dei sermoni. Questo non  il luogo adatto!
UNDERSHAFT
Offeso.
Mia cara, io non ho altri mezzi per diffondere le mie idee...
LADY BRITOMART
Le tue idee sono assurde. Tu sei andato avanti perche eri egoista e spregiudicato.
UNDERSHAFT
Niente affatto! La miseria e la fame mi produssero i pi crudeli rimorsi. I vostri predicatori di morale, di fronte alla miseria e alla fame, sono completamente indifferenti. Ne fanno anzi delle virt. Io avrei preferito essere un ladro, anzich un bigotto; assassino piuttosto che schiavo. Non vorrei essere nessuno dei due, ma se mi offrissero la scelta, io vorrei andare per la via pi ardita e pi morale. Io odio la miseria e la schiavit pi di qualsiasi altro delitto. E vi dir ancora una cosa: la miseria e la schiavit hanno resistito per secoli alle vostre prediche e ai vostri articoli di giornale; ma esse non resistono alle mie mitragliatrici. Non bisogna predicare n ragionare con loro. Ucciderle, bisogna!
BARBARA
Uccidere! Ma  questa la tua medicina per ogni cosa?
UNDERSHAFT
 la pi sicura prova della convinzione;  la sola leva abbastanza robusta per rovesciare un ordinamento sociale; il solo mezzo per dire: "debbo". Lascia andare per la strada seicentosettanta pazzi e basteranno tre policemen per distruggerli; ma spingili tutti insieme in una certa casa di Westminster, fai fare loro certe speciali cerimonie, e affibbia loro certi dati titoli finch alla fine non sentano il coraggio di uccidere, e i vostri seicentosettanta pazzi diventano un governo. La vostra plebe devota d i voti, e s'illude cos di governare i suoi padroni. Ma la scheda che veramente governa,  quella entro la quale  ravvolto un proiettile.
CUSINS
E questa, forse,  la ragione per cui io, come tutta la gente di giudizio, non vo mai a votare.
UNDERSHAFT
A votare! Poh! Col voto non si fa che mutare il nome del Ministero, ma quando si spara si abbattono i governi, si iniziano nuove ere, si distruggono vecchi ordinamenti e se ne creano di nuovi.  storicamente vero, s o no, caro il mio professore?
CUSINS
Devo confessare con disgusto che storicamente  vero. Le vostre concezioni mi ripugnano, io provo repugnanza per la vostra natura, provo per voi ogni possibile sdegno. Tuttavia  vero. Ma non dovrebbe esserlo.
UNDERSHAFT
Non dovrebbe! Non dovrebbe! Anche voi dunque passate tutta la vita a ripetere il "dovrebbe" dei nostri moralisti? Cambiate il vostro "dovrebbe" in un "deve!" voi! Venite dunque piuttosto a fabbricare esplosivi. Tutto quello che pu servire a mandare in aria anche la societ. La storia del mondo  la storia di coloro che ebbero tanto coraggio da abbracciare questa verit. Barbara: hai tu questo coraggio?
LADY BRITOMART
Barbara, io ti proibisco nel modo pi assoluto di ascoltare le odiose perversit di tuo padre! E tu, Adolfo, dovresti sapere che non bisogna ammettere che le cose malvagie sieno vere. Che importa che sono vere, quando sono malvagie?
UNDERSHAFT
Che importa se sono malvage, quando sono vere?
LADY BRITOMART
Levandosi da sedere.
Ragazzi, venite via immediatamente. Andrea, mi rincresce moltissimo d'avervi fatto quest'invito. Voi siete pi cattivo che mai! Andiamo via subito.
BARBARA
Scuotendo il capo.
Lo scappare ai malvagi non giova a nulla.
LADY BRITOMART
Invece giova!... Perch dimostra che non li approviamo.
BARBARA
Ma non li migliora.
LADY BRITOMART
Vedo che non hai l'intenzione di obbedirmi. Sara, vieni a casa almeno tu. S o no?
SARA
Debbo convenire che  una cosa deplorevole che pap fabbrichi dei cannoni; ma non credo che io lo rinnegher per questo.
LOMAX
Per calmare la bufera.
Il fatto si  che si fanno troppe chiacchiere sopra questo concetto del buono e del cattivo; ma le chiacchiere non servono a niente. Bisogna guardare in faccia le cose... non che io voglia difendere qualche cattivo... ma, in fondo, voi sapete bene che c' gente di ogni risma, che commette azioni di ogni genere... e nondimeno noi siamo costretti ad incontrarci anche con siffatta gente: si sa. Riflettete a questo. A me sembra che non tutti gli uomini si possono evitare.
L'attenzione che tutti porgono alla sua eloquenza, lo rende nervoso.
Forse non mi sono spiegato bene?
LADY BRITOMART
Sei la chiarezza in persona, Carlo. Siccome Andrea trionfa, e pu dare a Sara molto denaro, tu lo aduli e lo incoraggi a fare il male.
LOMAX
Senza scomporsi.
Si sa: tutte le mosche corrono al cavallo magro...
Ad Undershaft.
Non  giusto, eh?
UNDERSHAFT
Precisamente. - A proposito, posso chiamarvi Carlo?
LOMAX
Prego! Abitualmente, per, mi chiamano Cholly.
UNDERSHAFT
A Lady Britomart.
Byddy...
LADY BRITOMART
Violentemente.
Gurdati bene dal chiamarmi Byddy... Carlo Lomax, tu sei un pazzo! Adolfo Cusins, tu sei un gesuita! Stefano, tu sei un pedante. Barbara, tu sei una nevropatica; e tu, Andrea, sei un volgare affarista! Ora che conoscete tutti la mia opinione, non ho pi rimorsi di coscienza.
Si rimette a sedere, con tale veemenza da far scricchiolare la sedia.
UNDERSHAFT
E tu, mia cara, sei la personificazione della morale!
Lei sbuffa.
La tua coscienza  in regola, il tuo dovere  compiuto, quando hai rimproverato tutti. Andiamo, Euripide, si fa tardi e bisogna tornare a casa. Decidetevi...
CUSINS
Tenete a mente una cosa... vecchio demone...
LADY BRITOMART
Adolfo!
UNDERSHAFT
Lascialo dire, Byddy. Avanti, dunque, Euripide!
CUSINS
Mi trovo in un bivio terribile: Io voglio Barbara.
UNDERSHAFT
Come tutti i giovanotti, voi esagerate la differenza fra una ragazza e l'altra.
BARBARA
S,  vero, Dolly.
CUSINS
Ma non mi piace di diventare un briccone!
UNDERSHAFT
Con disprezzo.
Voi vorreste potervi giustificare davanti a voi stesso, e potervi stimare, ma riflettete che quella che voi chiamate coscienza pura, e quello che per Barbara  la Salvezza, io lo intendo col provvedere agli uomini che non sono felici come lo siete voi.
CUSINS
Questo no. Il poeta in me si spaventa di essere un uomo buono, ma ci sono in me delle cose, con le quali devo fare i conti: La piet...
UNDERSHAFT
La piet? Quella che spazza le strade della miseria.
CUSINS
Allora l'amore!
UNDERSHAFT
Lo so, voi amate i bisognosi di aiuto e i reietti. Voi amate le razze oppresse, i negri, i coltivatori delle Indie orientali, i Polacchi, gli Irlandesi. Amate piuttosto i Giapponesi, amate i Tedeschi, amate gli Inglesi!
CUSINS
No, ogni vero inglese odia gli Inglesi. Noi siamo la nazione pi spregiudicata del mondo; il nostro successo, considerato dal punto di vista morale,  cosa da inorridire.
UNDERSHAFT
Questo vi viene dal vostro Vangelo dell'amore, non  vero?
CUSINS
Non potr dunque neppur una volta amare mio suocero?
UNDERSHAFT
E chi ha bisogno del vostro amore?... Con qual diritto vi prendete la libert di offrirmelo? Io voglio che voi mi portiate la stima e il rispetto che mi sono dovuti, altrimenti vi ammazzo. Ma il vostro amore...? Che impudenza!
CUSINS
Caro Machiavelli, forse non sono in condizione di poter dominare le mie tendenze.
UNDERSHAFT
Queste sono scappatoie, caro Euripide, voi diventate debole; il vostro artiglio si allarga. Venite, tentate l'ultima vostra arma. Piet e amore, vi si sono spezzate nelle mani. Vi resta il perdono.
CUSINS
No, il perdono  il rifugio degli accattoni. In questo sono d'accordo con voi: i propri debiti bisogna pagarli.
UNDERSHAFT
Ben detto. Venite, voi siete il mio uomo! Ricordatevi il detto di Platone.
CUSINS
Scattando.
Platone? Vi permettete di citare Platone, a me?
UNDERSHAFT
Platone dice che la societ non pu essere salvata finch o i professori di greco non si decidono a fabbricare polvere da sparo, o i fabbricanti di polvere non si decidono a diventare professori di greco.
CUSINS
Ah! tentatore! tentatore spiritoso!
UNDERSHAFT
Ebbene! Scegliete! scegliete!...
CUSINS
Ma forse Barbara non vorr sposarmi se io scelgo male?
BARBARA
Forse no.
CUSINS
Al colmo dell'imbarazzo.
Lo sentite!
BARBARA
Pap, ami qualcuno tu?
UNDERSHAFT
Io amo il mio miglior amico.
LADY BRITOMART
E chi sarebbe, di grazia?
UNDERSHAFT
Il mio pi coraggioso nemico. Quegli  l'uomo che fa in modo che io rimanga sempre in alto.
CUSINS
Sapete, che alla sua maniera quest'uomo  proprio un poeta?  possibile che tuttavia sia un cos grand'uomo?
UNDERSHAFT
Non sarebbe meglio smettere le chiacchiere e decidervi?
CUSINS
Ma voi mi fate mettere in contradizione con la mia natura: Io odio la guerra.
UNDERSHAFT
L'odio  la vendetta del vile. Si odia perch si ha paura. Osate dichiarare guerra alla guerra. Qui ce ne sono i mezzi: il nostro amico Lomax ci si  seduto sopra.
LOMAX
Saltando in piedi.
Ma se ti dico io!... Questo per non  mica carico? ...lzati presto, tesoro mio!...
SARA
Rimane seduta sul proiettile.
Se io devo saltare in aria - pi completamente sar e meglio sar. Non ti agitare, Cholly.
LOMAX
Ad Andrea, con severo rimprovero.
Questa  proprio vostra figlia, sapete!...
UNDERSHAFT
Lo vedo.
A Cusins.
Ebbene, amico mio, possiamo aspettarvi qui domattina alle sei?
CUSINS
Fermo.
A nessun prezzo. Preferisco veder saltare in aria tutta l'azienda, per l'esplosione della sua stessa dinamite, anzich alzarmi alle cinque. Le mie ore di lavoro sono ore sane e ragionevoli. Dalle undici alle cinque.
UNDERSHAFT
Venite all'ora che vi piace. Prima di una settimana verrete alle sei, e resterete finch io, per amore della vostra salute, non vi caccer via.
Chiama.
Bilton.
Si volge a Lady Britomart, che si  alzata.
Mia cara, vogliamo lasciar soli un momento questi due giovani?
Bilton esce dal capannone.
UNDERSHAFT
Vi far passare per il locale del cotone fulminante.
BILTON
Preclude la via.
Signore, non dovete portare quello che pu facilmente esplodere.
LADY BRITOMART
Che intendete dire? Alludete forse a me?
BILTON
Immobile.
No, signora: Mister Undershaft ha in tasca i fiammiferi di quell'altro signore.
LADY BRITOMART
Oh scusate!
Entra nel capannone.
UNDERSHAFT
 giusto, Bilton,  giusto. Ecco!
Consegna a Bilton i fiammiferi.
Vieni, Stefano, e anche voi Sara e Carlo.
Entra nel capannone.
Bilton apre la scatola e versa i fiammiferi entro un secchio che si trova sulla porta del capannone poi riconsegna la scatola vuota a Lomax.
LOMAX
Ma se lo dico io! Che insensati!... Non hanno la pi pallida idea della scienza pura.
Entra lui pure.
SARA
Sono in ordine io?
BILTON
Voi dovete mettervi le pantofole di feltro, signorina, e niente altro. Le troverete l dentro.
Ella entra dietro gli altri.
STEFANO
Molto serio a Cusins.
Dolly, vecchio mio, rifletti bene prima di decidere. Ti pare di essere un uomo abbastanza pratico?  un'impresa gigantesca, una immensa responsabilit... La mole degli affari ti sembrer difficile come il greco.
CUSINS
Oh, io credo che sar pi facile ad imparare che non il greco.
STEFANO
E prima di lasciarti voglio dire un'altra cosa. Non badare a quello che ho detto del giusto e dell'ingiusto, a proposito di questa grande occasione nella vita. Mi sono convinto che questa impresa  una delle migliori del genere, e fa onore al nostro paese.
Con emozione.
Sono proprio orgoglioso di mio padre. Io...
Non pu proseguire, stringe la mano di Cusins, ed esce in fretta dalla porticina. Barbara e Cusins, rimasti soli, si guardano in silenzio.
CUSINS
Barbara, sto pensando di accettare questa offerta.
BARBARA
Me lo immaginavo.
CUSINS
Pensi forse che prima di decidere dovessi interpellare te? Se avessi lasciato a te il grave fardello della scelta, o prima o poi mi avresti disprezzato.
BARBARA
S, io non volevo che tu ti vendessi per me, e neppure per questa eredit...
CUSINS
Non  la vendita della mia anima, che mi turba. L'ho perduta gi tante volte! La vendei per un titolo di professore, l'ho venduta per una rendita, l'ho venduta per sfuggire alla prigione perch mi ero rifiutato di pagare le tasse per la corda del carnefice, per le guerre ingiuste e per altre cose che disprezzo. Che cosa  l'affannarsi degli uomini, se non una continua vendita delle nostre anime per delle inezie? Ma quello che vendo ora non  per il denaro n per la posizione n per il benessere:  per la realt,  per il potere.
BARBARA
Sai bene che non avrai nessun potere, come non lo ha neppure lui.
CUSINS
Lo so. Io, voglio il potere non per me, io lo voglio per il mondo.
BARBARA
Anch'io voglio il potere per il mondo, ma deve essere un potere spirituale.
CUSINS
Io credo che il potere sia sempre spirituale. Questi cannoni non sparano di certo da soli. Ho cercato di diffondere il potere spirituale insegnando il greco, ma il mondo non si poteva lasciar commuovere da una lingua morta e da una civilt trapassata. Il popolo ha bisogno del potere, non del greco. Ma il potere che si prepara qui pu essere esercitato da chiunque.
BARBARA
Il potere di incendiare le case, uccidere le madri, i loro figli e i loro mariti!...
CUSINS
Non si pu possedere il potere che produce il bene, senza possedere anche quello di produrre il male. Persino il latte della madre nutrisce tanto gli assassini quanto gli eroi. Questo potere che solo distrugge i corpi degli uomini, non fu mai cos orribilmente sprecato come il potere della ragione, quello dell'ambizione, quello della poesia e della religione, che pu ridurre schiava l'anima dell'uomo. Io, con l'insegnare il greco, diedi all'intellettuale le armi contro l'uomo ordinario. Ora voglio dare le armi all'uomo ordinario contro l'intellettuale. Voglio armarlo contro gli avvocati, i medici, i preti, i letterati, i professori, gli artisti e i politicanti, che quando sono al timone diventano i pi pericolosi e tirannici pazzi, furfanti e imbroglioni che si possa immaginare. Voglio un potere democratico che mi basti a costringere la oligarchia dell'intelligenza ad usare del suo genio per il bene dell'umanit, se non vuole scomparire.
BARBARA
Indicando il proiettile.
C' un potere pi grande di quello?
CUSINS
S, ma quel potere distrugge il potere superiore, proprio come la tigre pu distruggere un uomo. Perci bisogna prima insegnare all'uomo a servirsi di quel potere. Durante l'ultima guerra fra i Greci e i Turchi ho dovuto convenirne. Il mio miglior allievo and a combattere per l'Ellade. Io, come ricordo, non gli diedi un esemplare della "Repubblica" di Platone, ma una rivoltella con certo proiettili Undershaft. Il sangue di ogni turco che egli uccise, nel caso che ne abbia uccisi, ricade sul mio capo come su quello di Undershaft. Un simile atto mi leg per sempre a questo posto. La provocazione di tuo padre viene a proposito. Devo io osare di dichiarare guerra alla guerra? Io l'oser, lo devo, lo voglio! E ora, dimmi se fra noi due tutto deve essere finito.
BARBARA
Commossa, vedendo che egli trepida per la sua risposta.
Sciocco che sei! Perch dovrebbe esser tutto finito?
CUSINS
Raggiante di felicit.
Allora tu... tu... tu... Oh! Se avessi qui il mio tamburo!...
Fa il gesto come se intuonasse un rullo di tamburo.
BARBARA
Irritata della sua disinvoltura.
Ma bada, Dolly! Oh, se io potessi fuggire da te, e da mio padre e da tutti voi!... Se avessi le ali di una colomba e potessi volare verso il cielo!
CUSINS
E abbandonarmi?
BARBARA
S, tanto te che gli altri, cattivi figli degli uomini... ma non mi  possibile. Nell'Esercito della Salute sono stata un momento felice. Mi ero appartata dal mondo, nel paradiso dell'entusiasmo, della preghiera, della salvazione delle anime. Ma quando venne il momento che mancava il denaro, Bodger trascin tutto a s. Fu lui che salv l'Armata della Salute; lui ed il principe delle tenebre, mio padre! Undershaft e Bodger. Le loro mani si stendono dovunque. Quando al nostro prossimo affamato diamo del pane,  il loro pane che diamo, perch non ce n' altro. Quando curiamo i malati, lo si fa negli ospedali che essi mantengono. Quando noi volgiamo le spalle alle chiese che essi edificano, dobbiamo inginocchiarci per le strade, sul lastrico che essi hanno pagato. Finch la dura cos, non potremo sottrarci ad essi. Volgere le spalle a Undershaft e a Bodger, significa volgere le spalle alla vita.
CUSINS
Io credevo che tu fossi risoluta a volger le spalle al lato peggiore della vita.
BARBARA
Non c' n il lato peggiore n il lato migliore. C' la vita, e io non mi sono rifiutata di prendere la mia parte di male, che bisogna tollerare, dolore o peccato che sia. Io desidererei di curare te dalle idee della borghesia.
CUSINS
Con un sospiro.
Borghesia!... Una liquidazione! Ecco la mia sociale liquidazione da parte della figlia di un trovatello.
BARBARA
E questa  appunto la ragione per cui io non appartengo a nessuna classe. Dolly, io provengo dal cuore di tutto il popolo. Se io appartenessi alla borghesia volgerei le spalle alla impresa di mio padre, e noi vivremmo in un salone addobbato artisticamente. Tu, nel tuo angolo, leggeresti delle riviste, e io, nel mio, suonerei Schumann sul pianoforte. Tutti e due saremmo persone elevate e nessuno dei due sarebbe buono a nulla. Piuttosto che viver cos preferirei far la sguattera nel capannone della dinamite, o la chellerina presso Bodger. Sai tu quel che avrei fatto se tu avessi respinto la offerta di mio padre?
CUSINS
Son curioso di saperlo.
BARBARA
Ti avrei piantato, per sposare l'uomo che avesse accettato... Dopo tutto, la mamma ha pi buon senso di tutti noi. Io sentivo come lei, quando vidi questo luogo; sentivo che avrebbe dovuto essere mio! che non potevo rinunziarvi. Senonch la mamma non vedeva che le case, i focolari, le stoviglie... mentre in realt ci sono le anime umane che bisogna salvare... non anime deboli e corpi estenuati dalla fame, che piangono di incoscienza per un boccone di pane e sciroppo, ma esseri ben nutriti, sani, esigenti, altri, sempre pronti a reclamare i loro effimeri diritti, e la loro dignit, e ben convinti che mio padre debba essere grato a loro per la ricchezza che gli procurano. E, in realt, deve essergliene grato. Ecco dove veramente  necessaria la Salvezza. Mio padre non dovr mai pi rinfacciarmi che i miei convertiti li compravo col pane.
Come trasfigurata.
Oh, libera oramai dal sedurre colla promessa del pane! Libera dal sedurre colla promessa del Cielo! Che l'opera di Dio sia fatta unicamente per amor suo! Quell'opera che ci ha dato da compiere appunto perch non possiamo compierla che noi uomini e donne viventi. Che quando io muoio Egli rimanga in debito verso di me non io verso di Lui; e io rimetta quel debito cos come s'addice ad una donna della mia condizione.
CUSINS
Dunque la via della vita attraversa l'officina del male.
BARBARA: S, nel sollevare l'inferno sino al cielo, e l'uomo sino a Dio! nell'apparire di una luce eterna nella valle tenebrosa.
Scuotendolo con ambe le braccia.
Credevi tu che il mio coraggio non sarebbe mai tornato? che io fossi una rinnegata? che dopo aver vissuto nella strada e avvicinato i miseri al mio cuore, e parlato loro delle cose pi grandi ed eccelse, io potessi tornare indietro a mescolarmi con la gente alla moda nei saloni borghesi? Mai! Mai! Il Maggiore Barbara morir con la sua bandiera. Oh!... ed ho il mio caro Dolly, il mio ragazzo che ha trovato il mio posto di combattimento per l'avvenire. Alleluia!
Lo bacia.
CUSINS:  Tesoro mio. Pensa che la mia salute  cos delicata. Io non posso resistere come te a tanta felicit!
BARBARA:  vero. Non  una cosa leggera essere innamorato di me! Ma ti far bene. Corre alla porta e chiama giocondamente. Mamma! Mamma! Bilton esce dal capannone seguito da Undershaft.
BARBARA: Dov' la mamma?
UNDERSHAFT: Sta togliendosi le pantofole, cara. Avvicinandosi a Cusins. Bene, che ne dice lei?
CUSINS:  salita direttamente al cielo.
LADY BRITOMART: Fermandosi sull'ultimo gradino e ostruendo il passaggio a Sara che segue Lomax. Barbara afferra la veste di lei come un bambino alla gonna della madre.
Barbara, quando imparerai ad essere indipendente, ad agire e pensare da te sola? So gi cosa vuol dire il tuo grido "mamma, mamma"; questo tuo ricorrere a me.
SARA: Tocca le spalle della madre con la punta delle dita, e imita la tromba da bicicletta. Pip! Pip!...
LADY BRITOMART: Indignatissima.
Come ti permetti di burlarti di me? Siete due impertinenti! Tu, che vuoi, Barbara?
BARBARA: Voglio una casetta qui, nella colonia, per viverci dentro con Dolly! Tirandola per la gonna. Vieni a consigliarmi quale ho da scegliere...
UNDERSHAFT: A Cusins. Vi aspetto domattina alle sei, caro il mio giovinotto!
...
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...
FINE.